Lavoro

L’identikit dei diplomati 2012

30 Novembre 2012

Quasi un quinto degli studenti, alla vigilia dell’Esame di Stato, non hanno ancora le idee chiare: sono gli incerti - giovani per i quali le iniziative di orientamento possono giocare un ruolo fondamentale - più diffusi nei percorsi tecnici (25%) e professionali (19%) rispetto ai licei (7%). Studenti che provengono da contesti socio-culturali più svantaggiati, hanno performance meno brillanti, sono meno soddisfatti dell’esperienza scolastica e, nel lavoro che cercheranno, sono meno interessati alla coerenza con gli studi intrapresi e agli interessi culturali. E’ una delle caratteristiche che emerge dal Profilo dei diplomati 2012, il nuovo rapporto di AlmaDiploma e AlmaLaurea presentato a Roma, nella sede del MIUR.

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In sala dirigenti scolastici e del ministero, orientatori, gli assessori provinciali alla Scuola e al Lavoro Giuseppe De Biasi, di Bologna, e Rosario Musumeci, di Sassari. Tra gli ospiti, anche Giuliana Pupazzoni, direttore generale Usr Liguria, Claudio Merletti, dirigente dell’Usr Lombardia, Alessandra Lopez, responsabile dell’ufficio orientamento dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Sabrina Capasso, Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio e Anna Cammalleri, Direzione Generale USR per la Puglia. La documentazione è stata introdotta dal professor Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea e discussa con gli interventi del sottosegretario all’istruzione Elena Ugolini, di Lucrezia Stellacci, capo dipartimento del Miur, Annamaria Poggi, Università di Torino e Speranzina Ferraro, coordinatrice piano nazionale orientamento del Miur.
Al centro del dibattito il modello AlmaDiploma e AlmaOrièntati, ovvero l’importanza della valutazione e dell’orientamento nelle scuole.

Quello che emerge dalla documentazione è di grande interesse sia per chi fa scuola, come i docenti, sia per chi guida la scuola, ma anche per chi ha responsabilità dal punto di vista istituzionale”, ha ricordato Elena Ugolini. “E’ impossibile governare, lavorare bene, senza conoscere. E avere il punto di vista dei ragazzi è prezioso, i giudizi degli studenti ci possono aiutare a capire i punti di forza e di debolezza della nostra proposta educativa”.

Lo scopo è proprio quello di restituire una documentazione affidabile, tempestiva, sempre più completa – ha sottolineato Andrea Cammelli - a chi ha il compito di deliberare per far funzionare meglio la propria scuola e l’intero sistema formativo, e a chi ha il diritto di poter compiere una scelta consapevole sul proprio futuro: dai dirigenti scolastici agli insegnanti, dunque, dalle famiglie agli stessi studenti, e più in generale dal mondo della scuola a quello dell’impresa, pubblica e privata, sino ai policy makers”.

Il Rapporto 2012 racconta caratteristiche, riuscita scolastica, valutazioni, punti di forza e prospettive di studio e di lavoro di 38.000 diplomati nelle scuole aderenti all’associazione AlmaDiploma. Nel complesso, i diplomati si dichiarano piuttosto soddisfatti della propria esperienza scolastica. Le opinioni sono risultate in generale favorevoli anche nei confronti degli insegnanti, apprezzati in particolare per la loro preparazione e per la loro disponibilità al dialogo %). Bocciati i laboratori (56%) e le aule (53%). Ma le opinioni più critiche risultano per i vari aspetti dell’organizzazione scolastica.
Dal Profilo 2012 emerge anche un elemento che sembra contrastare con la soddisfazione generalmente espressa dagli studenti è la proporzione dei diplomati “pentiti” della scelta. Se tornassero ai tempi dell’iscrizione alla scuola superiore, 57 diplomati su cento ripeterebbero lo stesso corso, ma 42 su cento cambierebbero l’indirizzo di studio e/o la scuola.

Infine, le prospettive future: alla vigilia della conclusione degli studi secondari superiori circa 50 diplomati su cento intendono solo studiare, 10 intendono coniugare studio e lavoro, 22 intendono solo lavorare e 16 sono incerti sul loro futuro.
I diplomati che intendono iscriversi all’università sono spinti soprattutto da tre motivazioni: poter svolgere – grazie alla laurea – l’attività professionale di proprio interesse, approfondire i propri interessi culturali e avere in futuro un lavoro ben retribuito. Chi invece pensa al lavoro sogna il posto fisso, la stabilità. Preoccupante è lo scarso interesse per una professione coerente con gli studi e con i propri interessi culturali manifestato da questi ragazzi.

Vedi la sintesi del Profilo dei diplomati 2012