Identikit e scelte dei diplomati 2011 | AlmaLaurea
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Identikit e scelte dei diplomati 2011

13 Dicembre 2011

In occasione del convegno nazionale “Efficacia dell’istruzione e orientamento dei diplomati” che si è svolto a Bologna mercoledì 14 dicembre 2011, sono state presentate le due indagini annuali sui diplomati realizzate da AlmaLaurea con AlmaDiploma, l’associazione di istituti secondari superiori nata sul modello del consorzio universitario: l’annuale Profilo dei diplomati 2011 (quasi 30mila diplomati a luglio 2011 coinvolti); il Rapporto sulle scelte dei diplomati 2010 e 2008: la condizione occupazionale e formativa a uno e tre anni dal diploma (25mila diplomati del 2010 e circa10mila del 2008 coinvolti).

“Le due indagini forniscono gli strumenti per una valutazione quantitativa della qualità della preparazione dei nostri giovani – spiega il professor Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea – Quello che viene presentato è da un lato un modello positivo da estendere a livello nazionale, ma anche un prezioso strumento già utilizzabile per orientare la programmazione scolastica e le scelte degli studenti nel passaggio dalla scuola all'università o al mondo del lavoro”.

Cosa emerge dalla documentazione?
L’identikit del diplomato 2011 è quello di un giovane che esce con un voto medio di 76 su cento, soddisfatto della scuola - più dei docenti che delle aule e dei laboratori - che passa molto tempo in Internet: il 60% utilizza quotidianamente i social network. Si conferma l’alta percentuale di diplomati (46%) che se potessero tornare indietro cambierebbero indirizzo e/o scuola. La quota dei “pentiti” della scelta scende al 40% a un anno di distanza dal diploma. La ragione principale? E’ il desiderio di studiare discipline diverse da quelle seguite. Molto sentita inoltre è anche la consapevolezza di non essere adeguatamente formati per il mondo del lavoro.

A un anno dal diploma 61 diplomati su cento (del 2010) proseguono la propria formazione e sono iscritti ad un corso di laurea; 20 su cento hanno invece preferito inserirsi direttamente nel mercato del lavoro; 19 su cento, infine, si dividono tra chi è alla ricerca attiva di un impiego (15,5 su cento) e chi invece, per motivi vari, non cerca un lavoro. Il contesto socio-culturale di origine dei diplomati, è strettamente correlato alla scelta tra lavoro e Università. L’83% dei diplomati, provenienti da famiglie in cui almeno un genitore è laureato, risulta iscritto all’università; tale quota scende al 49% tra quanti hanno padre e madre con un titolo di scuola dell’obbligo, fino al 27% tra i diplomati con genitori con licenza elementare.

Per 11 diplomati su cento la scelta universitaria non si è dimostrata vincente: il 6% ha deciso di abbandonare l’università fin dal primo anno, mentre un ulteriore 5% è attualmente iscritto all’università ma ha già cambiato ateneo o corso di laurea.
A un anno dal diploma il tasso di disoccupazione coinvolge 33 diplomati su cento; una quota significativa, che si riduce lievemente tra i liceali (28%) ma che raggiunge addirittura il 40% dei diplomati professionali. Fra i tecnici il tasso di disoccupazione è pari al 31% ed in particolare per i tecnici industriali al 28%. Si consideri che la grande parte di questi giovani (95% dei professionali; 60% dei tecnici) nel corso degli studi ha fatto stage in azienda anche di durata consistente (oltre un mese), dandone giudizi largamente positivi per quanto riguarda l’organizzazione, la chiarezza dei compiti, il tutoraggio, l’utilità per la formazione. Gli stessi giovani (fra il 13% dei tecnici e il 19% dei professionali), in periodo scolastico, hanno svolto continuativamente un’attività lavorativa. Come si giustifica tutto ciò con gli elevati tassi di disoccupazione già visti? Come spiegare allora le convinzioni, così diffuse, volte a sottolineare le difficoltà per le aziende di reperire figure tecniche e professionali?

Leggi la sintesi

Video: intervista a Elena Ugolini e il Convegno

Vai alle indagini:
Profilo dei diplomati
Le Scelte dei diplomati