Lavoro

Innovazione, comunicazione e flessibilità: la ricetta di Sergio Mannino

12 Luglio 2011

Passione per l’economia e le lingue straniere, idee chiare, voglia di mettersi in gioco e la determinazione giusta per raggiungere i propri obiettivi. Sergio Mannino, triestino classe 1975, si è laureato nel 2006 all’Università della sua città in Economia del commercio internazionale e dei mercati valutari. Un corso che ha scelto per puro interesse verso la materia e che gli ha permesso di avviare, già durante il periodo degli studi, un’interessante carriera professionale. Dinamico e senza paura dei cambiamenti, Sergio ha lavorato per diverse società specializzate nell’internazionalizzazione d’impresa, trasferendosi di volta in volta da una città all’altra, in Italia e pure all’estero. Ma non è stato un problema, perché “il viaggio per me è una forma di arricchimento personale – racconta –. Cambiando lavoro sono passato da Treviso, Udine, Venezia e Milano, ma non mi è mai pesato, anzi, ho sempre affrontato questi cambiamenti con piacere”.

Parlami della tua esperienza alla facoltà di Economia di Trieste.
“Devo dire che a differenza di tanti che approdano a Economia perché garantisce migliori opportunità professionali, io sono entrato per un sincero interesse verso la materia. L’aspetto occupazionale è venuto dopo ed è stata una bella sorpresa vedere che quel che avevo fatto per libera scelta era anche gradito ai selezionatori”.

Durante gli studi hai anche svolto un periodo all’estero, in Inghilterra.

“Sono stato a Wolverhampton durante l’anno accademico 1997-98. Al tempo le difficoltà burocratiche per chi studiava in Erasmus erano notevoli: c’era ancora una certa diffidenza e vedersi riconosciuti in Italia gli esami fatti all’estero era parecchio complesso. Essendo così difficile ottenere il riconoscimento, ho adottato una strategia diversa: ho frequentato corsi di inglese e di russo, oltre che di economia europea, così anche se alla fine mi sono stati riconosciuti solo 2 esami su 8, sono riuscito ad acquisire conoscenze che, in seguito, si sono rivelate molto utili”.

Dopo la laurea hai trovato lavoro facilmente?

“La mia carriera lavorativa a dire il vero è iniziata ben prima della laurea: per anni sono stato studente lavoratore e ho avuto frequenti collaborazioni in Italia e in Belgio con varie società specializzate nell’internazionalizzazione, nell’innovazione e nei rapporti con le istituzioni comunitarie. Una volta laureato, nel 2006, per tre mesi ho frequentato un corso di formazione su elettronica di consumo e marketing, finanziato dal Fondo sociale europeo. Da allora ho svolto mansioni di commerciale presso due imprese di Udine del settore dell’elettronica, facendo con la prima anche trasferte in estremo oriente, fino a quando, nel settembre del 2009, non ho sottoscritto un contratto a tempo indeterminato con un organismo di ricerca a capitale privato con sede nella provincia di Venezia, per il quale ho iniziato a occuparmi più specificamente di innovazione delle imprese. Ma anche da lì ero destinato a spostarmi: è da settembre 2010 che sono tornato a svolgere il ruolo di account per un’azienda di Milano. Durante questi anni però mi sono sempre tenuto informato su nuove opportunità professionali, anche attraverso siti come AlmaLaurea: infatti a giorni inizierò un nuovo lavoro, sempre di tipo commerciale, presso un’azienda attiva nel settore dei servizi”.

Che consigli daresti a chi studia economia e deve ancora entrare nel mondo del lavoro?
“La prima cosa che gli consiglierei è di chiarirsi le idee al più presto, per quanto possibile, su quel che vuole fare da grande. Dico ‘per quanto possibile’ perché bisogna dare per postulato anche un altro fattore: non è affatto scontato che nella vita si riesca a fare ciò per cui si è studiato. Una volta deciso, poi, è fondamentale impiegare il minor tempo possibile a concludere gli studi, per arrivare molto giovani sul mercato del lavoro. Io mi sono laureato a trent’anni, e nonostante avessi già tante esperienze, all’inizio ho comunque sentito questo fattore come un peso”. 

E poi cosa consiglieresti?
“Che è necessaria molta determinazione, ma anche flessibilità: se quel che vuoi fare non è possibile, prova ad adattarti. Se adattarsi non è possibile, cambia strada velocemente. Per fare questo è importante tenersi costantemente aggiornati sul proprio mondo professionale e curare una fitta rete di contatti, anche attraverso gli strumenti resi possibili dalla globalizzazione della comunicazione,  come LinkedIn, il social network dedicato a un’utenza di tipo professionale. Anche la conoscenza dell’inglese - e possibilmente di altre lingue – è fondamentale, così come avere buone abilità informatiche. Spesso nei colloqui sono date per scontate e non vengono valutate, ma la capacità - per fare solo un esempio - di utilizzare appieno i motori di ricerca al giorno d’oggi è di un valore inestimabile”.

Hai detto che per tenerti aggiornato hai utilizzato anche AlmaLaurea. Che ne pensi di questo servizio?
“Ho consultato spesso AlmaLaurea, soprattutto quando ero in cerca di lavoro: attraverso di essa mi sono giunte buone proposte in più occasioni, anche di recente. Lo strumento, per come è realizzato, è interessante e l’idea è molto buona: se devo muovere un appunto, trovo che sia da migliorare l’appeal verso i neolaureati e verso le aziende. Se promosso adeguatamente, la sua utilità può crescere ancora”.