Università

“Intelligenze locali per costruire percorsi ai laureati”

26 Maggio 2012

Contro la fuga dei cervelli, che porta via dal territorio campano circa 100 mila laureati all’anno, gli industriali del Mezzogiorno combattono cercando di costruire nuove prospettive per i giovani del territorio. Di fronte al XIV Profilo dei laureati italiani compilato da AlmaLaurea, presentato al convegno “Laurearsi in tempi di crisi. Come valorizzare gli studi universitari”, il presidente del Comitato strategico cultura dell’Unione industriali di Napoli Diego Guida invoca una nuova sinergia tra mondo universitario e industriale. “Si tratta – dice – di inventarsi dei progetti e costruire dei percorsi per i giovani che escono dall’università”. Ne è un esempio il corso di laurea in Editoria e pubblicistica organizzato dall’Università di Salerno, progettato insieme ad imprenditori ed esperti del settore.

Dottor Guida, dal rapporto AlmaLaurea emerge l’identikit di un laureato italiano sempre più brillante. In che modo l’industria può valorizzare questa risorsa umana?
“Innanzitutto, si tratta di creare la migliore sinergia con il mondo universitario. Questi giovani rischiano il loro futuro, rischiano di essere preparati e qualificati e poi di non trovare il modo per mettere a frutto le loro qualifiche e la loro formazione. Qui al sud, e specialmente in Campania, le statistiche pubblicate da Svimez denunciano un’emigrazione di cervelli napoletani e campani di oltre 100 mila unità all’anno: è veramente un numero di non poco conto. Un migliore contatto tra mondo dell’industria, prospettiva e futuro per il territorio, e università, è l’auspicio migliore che ci si può aspettare”.

Cosa vi attendete dall’Università come imprenditori?
“Maggiori sinergie tra università e imprese.  Cito un esempio. Oramai siamo giunti al terzo anno di un’esperienza molto interessante all’Università di Salerno. Si parla molto di editoria, di editoria elettronica, di multimedialità e di nuove vie di comunicazione. All’interno del corso di laurea di Lettere e filosofia, l’Università di Salerno ha immaginato di costruire un nuovo corso di laurea triennale dedicato all’Editoria e pubblicistica. In fase di programmazione del corso di studi, e di selezione delle materie professionalizzanti, l’attenzione che ha voluto dimostrare l’Università è stata proprio quella di richiamare gli imprenditori specializzati nella materia. Io stesso, che sono editore di professione, insegno Istituzioni di cultura editoriale. Dunque, questo è l’auspicio che viene lanciato, è la voce dell’imprenditoria meridionale e campana: si parla di depauperamento del nostro territorio in termini di imprese e di investimenti, ma gli investimenti possono essere immaginati o sperati se ci sono delle intelligenze locali in grado di far capire quanta ricchezza, quanto patrimonio artistico e culturale, quanta storia abbiamo in questo territorio. Si tratta di inventarsi dei progetti e costruire dei percorsi per i giovani che escono dall’università”.

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