Lavoro

“Io, donna manager in Turchia”

18 Luglio 2011

La sua personalità, forte e coraggiosa, è stata il punto di partenza. Aggiungi la spiccata propensione per le lingue straniere e la passione per le esperienze all’estero, e il profilo di Giusy Alfano è tracciato.
28 anni, laureata alla Facoltà di Traduttori e interpreti dell’Università di Forlì, distaccamento dell’ateneo di Bologna, con indirizzo in traduzione ed interpretazione di trattativa, ha collezionato una serie di esperienze oltreconfine. Durante gli studi si è trasferita per più di tre mesi a Mosca con un progetto di scambio. Una volta conseguito il titolo di laurea triennale, è volata in Germania, a Berlino trovando subito lavoro per eBay. Ma non si è fermata: la commistione, relazione con un ragazzo turco e curiosità, hanno avuto la meglio, e Giusy per la terza volta ha fatto le valigie e si è trasferita in Turchia dove ora è operational manager per Arvato-Bertelsmann, una multinazionale tedesca leader nel settore del customer service. “La mia natura- racconta Giusy- mi spinge a vivere esperienze diverse: in Italia, ora come ora, non tornerei, preferisco spendere tutte le conoscenze che ho maturato in questi anni in giro per il mondo, magari in un altro paese dell’Europa o in America”.

La tua passione per le lingue inizia ai tempi dell’università.
“Dopo il liceo il mio sogno era diventare un’interprete simultanea, così ho deciso di fare il test per entrare alla Facoltà di Traduttori ed Interpreti di Forlì con indirizzo triennale in Traduzione e Interpretazione di trattativa. Sono passata e tra le lingue di studio da scegliere ho tenuto come prima il tedesco, che già conoscevo, e come seconda il russo. Ho studiato con passione e tenacia con l’intenzione di migliorare le mie conoscenze linguistiche. In questo senso l’ateneo è ottimo, offre molte opportunità di studio all’estero agli studenti e i docenti sono professionisti del campo. Una volta terminato il primo livello ero intenzionata ad iscrivermi alla specialistica in simultanea d’interpretazione, ma alla fine ho proseguito con l’indirizzo scelto alla triennale. Nel corso di questi due anni ho partecipato anche ad un programma di intercambio con l’università di Mosca”.

Come ti sei trovata?
“Mi sono trasferita a Mosca da settembre a dicembre del 2003, ed è stata un’esperienza magnifica. E’ una città molto grande, l’università è fuori dai nostri standard, ha un numero di studenti smisurato. I corsi di studio erano interessanti, anche se, lo devo ammettere, i primi tempi con la lingua non è stato facile, avevo una conoscenza base del russo, a mala pena sufficiente per seguire le lezioni. Ma, dopo il primo mese, e grazie a una pratica costante della lingua non ho più avuto problemi. Mi sono innamorata a tal punto di Mosca che avrei voluto restarci per più tempo. Quando sono partita per tornare in Italia, mi sono ripromessa di tornarci per svolgere la mia tesi di laurea. Tuttavia, alla fine non ci sono riuscita perché i posti per la Russia erano pochi e l’ateneo di Forlì, giustamente, ha dato la priorità agli studenti che non c’erano mai stati”. 

A quel punto, dopo aver sostenuto la tesi triennale hai deciso di andare in Germania, come mai?
“A luglio del 2005 ho deciso di partire e di trovare lavoro fuori dall’Italia perché, purtroppo, allora come oggi, per i neolaureati non c’erano grandi opportunità professionali. Detto fatto, appena ho messo piede a Berlino, ho trovato un impiego. Sono stata assunta da eBay, il mercato online più grande del mondo, dove confluiscono acquirenti e venditori e attraverso il quale è possibile comprare e vendere di tutto (o quasi). Ho iniziato nel customer service occupandomi direttamente di fornire soluzioni ai problemi dei clienti. Si e’ trattato di un ruolo modesto e ben lontano dai miei sogni, ma mi e’ servito. Dopo qualche mese ho iniziato a collaborare con il team che si occupava del content del sito, un ruolo che mi ha dato molte soddisfazioni.  In questo anno e mezzo di lavoro ho imparato moltissime cose nuove, utili dal punto di vista professionale: dal costumer services, al lavoro in team, fino alla gestione delle vendite online. Percepivo uno stipendio di 1.100 euro al mese. Non molto, ma quanto basta per vivere bene a Berlino, una delle città più low cost d’Europa”.

Poi, spinta dall’amore e dalla tua insaziabile curiosità per il nuovo e diverso, sei volata in Turchia .
“Vivevo a Berlino con il mio ragazzo di origine turca. Ma, quando ha terminato il suo progetto, ha deciso di tornare in Turchia: aveva ricevuto delle ottime opportunità di lavoro. Ci abbiamo ragionato insieme. E alla fine, fatti due conti, l’ho seguito spinta dal mio desiderio di vivere nuove esperienze e di conoscere altre realtà e culture. All’inizio non è stato facile, la lingua, la cultura, un ambiente totalmente differente. Avevo timore di non trovare lavoro, ma mi sbagliavo. Appena arrivata ad İstanbul ho iniziato a lavorare per Arvato services in un nuovo progetto internazionale con la Shell. Da subito ho assunto il ruolo di supervisore per il team italiano. Dopo circa un anno mi e’ stato proposto il ruolo di back-up dell’allora operational manager e dopo poco mi e’ stata affidata la posizione diretta come head of operations nella sede di Arvato İstanbul.

Quindi, con il senno di poi, ne è valsa la pena?
“Sicuramente. Non mi sono mai pentita della mia scelta. Ho cominciato a lavorare nel call center di arvato ad İstanbul percependo uno stipendio da 800, massimo 900 euro al mese. Nel corso del tempo ho raggiunto risultati e fatto esperienze umane e professionali che vanno al di la’ della paga a fine mese. Sono diventata operational manager, direttamente responsabile di soddisfare le aspettative dei nostri clienti. İl mio ruolo va dalla conquista di un nuovo cliente alla nascita di un nuovo progetto e alla gestione della sua realizzazione. Al momento gestisco 4 progetti differenti e circa 300 colleghi tra operatori telefonici e team e group managers. Percepisco uno stipendio alto per gli standard turchi. L’esperienza che sto vivendo mi regala molte soddisfazioni e amplifica le mie conoscenze”.

Donna e manager in Turchia: è stata dura?
“In realtà più semplice di quanto mi aspettassi. Conoscevo solo marginalmente la Turchia, una conoscenza basata in larga misura su stereotipi. Vivo e lavoro da quasi 5 anni in questo paese e non ho mai vissuto discriminazioni. La Turchia sta crescendo velocemente sia in senso economico che socio-culturale e il fatto che storicamente abbia sempre teso all’Occidente ha reso possibile la secolarizzazione della vita politica e di quella sociale. Nella mia azienda per esempio il management e’ quasi completamente femminile. In una metropoli cosmopolita come Istanbul la vera difficoltà non e’ essere donna e manager, bensì abituarsi alla sua frenesia e trovare con pazienza equilibrio e pace tra 17 milioni di persone”.

Torneresti in Italia?
“Al momento non penso di rientrare in Italia, anche se so che avrei buone opportunità professionali. A questo si aggiunge la mia natura nomade che mi spinge a vivere esperienze diverse. Da questo punto di vista sono insaziabile. Mi piace relazionarmi con persone di diversa nazionalità e accrescere il mio livello di conoscenze. Viaggiare è molto formativo, consiglio a tutti i laureati di farlo”.

Cosa ne pensi di AlmaLaurea?
“Penso sia un ottimo ponte informativo tra il mondo universitario e quello lavorativo. Partecipo volentieri ai questionari e alle iniziative di AlmaLaurea, supporto gli studi di ricerca statistica che si focalizzano su dati reali. E’ di certo una grande risorsa per  laureandi e laureati, un link utile ed interessante tra realtà universitaria e occupazione“.