Lavoro

"Io studio girando il mondo"

01 Marzo 2011

E' nata con lo zaino sulle spalle Eleonora Pozzi, originaria del Perù , classe 1985, laureata triennale in Scienze internazionali e diplomatiche nella sede distaccata a Forlì dell'ateneo di Bologna. Adottata da una famiglia italiana dalla nascita, Eleonora ha un curriculum che parla da solo, costellato di esperienze formative e professionali maturate in giro per il mondo. "Viaggiare, studiare e conoscere tante realtà diverse fa parte del mio Dna" racconta.
Così, durante la triennale, è volata con un Overseas in Cile per 12 mesi. Rientrata in Italia, si è laureata e iscritta alla specialistica sempre a Forlì e, contemporaneamente, a un master in Comunicazione promosso dall'Università di San Marino. Ma le sue passioni erano e sono tante.  A cominciare da quella per il mondo islamico che, alla fine del primo anno della magistrale, l'ha portata a seguire un corso sul Sahara occidentale dello Europe Direct di Forlì, grazie al quale ha poi lavorato in un campo profughi saharawi a Tindouf, in Algeria. Poi, c'è l'amore per i paesi del Sud America che l'ha guidata in Cile per altri sei mesi con un Erasmus mundus e ora in Messico con un Overseas di sei mesi.

Come mai hai scelto di frequentare il corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche?
"Sono sempre stata attratta dalle altre culture, così dopo il diploma ho deciso di seguire le mie passioni, indipendentemente dalle opportunità professionali che l'indirizzo di studi scelto poi mi avrebbe potuto offrire. Mi sono iscritta alla triennale in scienze politiche e delle relazioni internazionali a Forlì e mi sono trovata benissimo: le lezioni erano organizzate in modo ottimale. I temi trattati abbracciano diversi ambiti, il che ti permette di maturare delle competenze sia in ambito storico, che economico e politico. E' un percorso che ti dà le basi per scegliere qualunque tipo di carriera professionale".

Durante la magistrale hai frequentato anche un master.
"Mi ero appassionata all'ambito della comunicazione, soprattutto quella politica. In Italia, per legge, non si può seguire un master mentre si è iscritti a un corso di laurea, a meno che non si sia all'estero. Dopo un'accurata ricerca ho trovato il master in Comunicazione, Management e Nuovi Media promosso dall'ateneo di San Marino, che di fatto è uno stato a sé. E' stata un'esperienza molto interessante che mi ha permesso non solo di conoscere il mondo dei media, ma anche di realizzare progetti concreti nell'ambito della comunicazione. Ho svolto infatti uno stage alla televisione di stato della Repubblica di San Marino. In pratica, mi occupavo di un programma quotidiano simile a Blog. Si chiamava "Senza Parole" proprio perché faceva vedere le notizie "sic et simpliciter", senza alcun filtro, ma solo attraverso il montaggio video". 

Poi ti sei iscritta alla laurea specialistica sempre all'ateneo di Bologna e mentre stavi finendo il primo anno hai seguito un corso sul Sahara Occidentale organizzato dallo Europe Direct di Forlì?
"Lo studio del Medio Oriente mi ha sempre affascinato, a tal punto che a conclusione della triennale ho svolto una tesi sulle relazioni tra islamismo radicale e Arabia Saudita. E' stato interessante poter approfondire tematiche di così stretta attualità: mi sono resa conto degli enormi interessi politici e economici che soggiacciano alle relazioni tra Medio Oriente e Occidente. Sarei perfino voluta andare in Arabia per toccare con mano quello che avevo studiato, ma fare ricerca in questi paesi è molto complicato. Il mio interesse per il mondo islamico e il Maghreb, mi ha portato, un anno più tardi, a seguire il corso, "Il Sahara occidentale e il diritto internazionale: contraddizioni e prospettive", organizzato dallo Europe Direct di Forlì all'interno del progetto "La società italiana per il diritto internazionale: il caso del Sahara occidentale", finanziato dal Ministero degli Esteri. Insieme ad alcuni dei miei compagni di corso, sono stata nei campi profughi saharawi a Tindouf in Algeria".

Che esperienza è stata?
"L'obiettivo del corso era arrivare alla realizzazione di un archivio storico del Popolo Saharawi: si dovevano raccogliere dati che testimoniassero la storia di un Popolo che per diversi motivi ancora oggi non gode del diritto all'autodeterminazione. E' stata un'esperienza davvero intensa, anche se è durata solo una settimana. Le condizioni di vita di quell'area sono durissime, ma i Saharawi sono persone forti, pur vivendo in condizioni fisicamente e psicologicamente estenuanti. Io e un mio compagno ci occupavamo della raccolta dei dati relativi a giovani come noi, di 20, 25 anni, che per tutta la loro vita hanno vissuto nei campi profughi saharawi grazie ad aiuti umanitari. Vivendo sulla mia pelle questa realtà, ho provato rabbia e delusione nei confronti di un sistema internazionale che ha delle carenze enormi verso certe popolazioni e che troppo spesso sembra soccombere sotto la logica di potenza, per citare il titolo di un libro di Mearsheimer".

Parliamo delle altre tue esperienze in Cile
"Durante la triennale ho vinto un Overseas per il Cile. Ci sono rimasta per un anno, ero iscritta alla Pontificia Università Cattolica del Cile di Santiago. È reputata una delle migliori università del Cile e dell'America meridionale. E' stata un'esperienza interessante, anche se l'ateneo aveva una struttura piuttosto conservatrice. Studiare in Cile, vivendo in una realtà e in una cultura diverse da quelle in cui sono cresciuta, mi è piaciuto molto, a tal punto che durante la specialistica ho deciso di tornarci, questa volta per sei mesi con un Erasmus Mundus. Frequentavo l'Università del Cile, sempre a Santiago. In questa seconda occasione, ho avuto modo di apprezzare molto di più l'ambiente accademico. Sembrava un grande centro culturale".

Ora sei in Massico, come ti trovi?
"Una volta rientrata dal Cile sono partita con un Overseas per Città del Messico. Seguo i corsi all'Università autonoma nella capitale e mi trovo molto bene. Il rapporto con i docenti è ottimo e anche i corsi sono molto interessanti. Mi sono perfino appassionata alla psicanalisi, scegliendo degli esami opzionali inerenti a questo ambito. Certo, vivere qui non è semplice è una delle città più gradi del mondo. In un certo senso, è molto diverso da quello che ho vissuto in Cile, dove si respira l'influenza occidentale. Ma è proprio questa diversità e multiculturalità tipica del Messico ad affascinarmi".

Pensi di rientrare in Italia?
"A breve inizierò qui a Città del Messico uno stage di 120 giorni alla FAO, dove con ogni probabilità lavorerò al progetto Telefood, Alimentos para todos. Una campagna di sensibilizzazione pubblica per la riduzione della fame  nel mondo. A luglio mi laureerò e poi spero di rientrare in Italia per dedicarmi ad altre mie due passioni, la fotografia e il web".

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