Università

IT–Trainer dentro e fuori dall’aula

19 Dicembre 2011

In tempi di crisi la formazione tecnologia, universitaria e professionale, è uno strumento indispensabile per promuovere la crescita e investire sul futuro del paese. Il concetto non fa una grinza e il professore Giovanni Adorni direttore del master IT–Trainer: E-Learning & Knowledge management per le imprese promosso dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova, lo sostiene con fermezza da diversi anni. “Investire sul capitale umano, sull’apprendimento tecnologico e sul far pratica di knowledge managment attraverso l’esperienza diretta dei e-learning è uno dei punti di forza del master, sono elementi decisivi per la nostra società ed economia, le imprese italiane stanno andando in questa direzione anche se per le più piccole fanno ancora fatica. La strada da percorrere, certo, è lunga, ma è la sola concretamente applicabile”. Il master di primo livello è organizzato insieme ad AICA – Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico propongono al mondo della Scuola e delle Organizzazioni un Master Universitario di I Livello on-line per lo sviluppo di competenze nel settore dell’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. “In un libro che ho letto di recente scritto da De Rita “La crisi della borghesia” si dice che le imprese e l’Italia in generale, manchino di un “disegno generale” che secondo l’autore dipende da una serie di motivi, fra cui la crisi e l’assenza oggi di una classe dirigente capace di dare “vision” e una dimensione collettiva alle iniziative politiche, economiche e sociali”. Il giudizio dell’Ingegnere Adorni è tranchant. “Viviamo in una società individualista, molto soggettiva dove le imprese schiacciate da tasse e burocrazia, risultano adagiate su uno stile di imprenditoria legato alla spesa pubblica e ahimè all’evasione fiscale. Quindi, chiosa De Rita, l’Italia è ferma, schiacciata dal timore dell’impoverimento che le famiglie sperimentano e dall’ansia per il futuro. E’ ferma, ma solida: le famiglie detengono un buon patrimonio e così le industrie. Il problema è “mettere in moto”  questo plas ormai fermo”.

Come?
“A cominciare dalla formazione offerta all’interno delle nostre università: è l’unico strumento di innovazione. Il master in IT–Trainer: E-Learning & Knowledge management nasce proprio per mettere in evidenza come l’innovazione all’interno del settore formazione e l’uso delle tecnologie sia necessario per veicolare le conoscenze, anche nell’ottica del knowledge management. E’ la leva di apertura per uscire dalla crisi. È su questo che dobbiamo puntare”.

Ma chi è l’IT-Trainer?
“Nel profilo descritto dall’ EUCIP (European Certificazion Informatic Professionals) è un formatore molto efficace nel comunicare concetti IT, nell'addestrare gli utenti e nel motivarli a utilizzare al meglio i sistemi IT. E la formazione alle tecnologie è uno dei settori più considerati nell’ambito della formazione organizzativa. L’IT- Trainer è in grado di costruire percorsi formativi su ogni tipologia di tema organizzativo sfruttando il potenziale delle tecnologie per rendere l’esperienza formativa più pregnante e significativa”.

Da qui al legame con il knowledge managment come ci si arriva?
“E’ un dato da un fatto: l’uso di learning content management systems, magari integrati con il sistema di gestione della conoscenza, supporta l’apprendimento continuo e la trasformazione dell’organizzazione in una “learning Organization” dove il momento formativo in sé, si integra poi con la quotidiana pratica lavorativa. E’ chiaro come questo diventi fattore di sviluppo e innovazione per le imprese e in generale per ogni tipo di struttura pubblica e privata”.

Le aziende italiane in questo senso fanno formazione?
“Le imprese italiane hanno creduto nella formazione come misura per combattere la crisi. I dati più recenti dicono che le imprese italiane fanno formazione. E che usano la formazione come strumento per uscire dalla crisi. Con riferimento all’Indagine Isfol – Indaco 2009, gli addetti che nel corso del 2009 hanno frequentato attività formative di tipo corsuale organizzate dalle imprese di appartenenza rappresentano poco più di un terzo del totale (35,4%) e, come sempre, il tasso di partecipazione cresce all’aumentare della dimensione d’impresa. Alle imprese e stato chiesto di indicare le competenze ritenute di importanza crescente nel corso dei prossimi anni. Tra le più importanti risultano quelle tecnologiche legate alla produzione. Seguono la capacità nel gestire i rapporti e le relazioni con il cliente e, con valori al di sotto del cinquanta per cento, le competenze legate alla capacità di lavorare in gruppo, all’informatica professionale e alla contabilità, per arrivare a finanza e lavoro d’ufficio. Altro elemento basilare, la capacita di problem solving che si attestano al 36,1%, mentre risultano meno importanti l’informatica di base e le lingue straniere (circa il 30%). Infine, il rapporto rileva la criticità del fare formazione in modo continuativo senza spezzare l’impegno dei dipendenti".

Il vostro master che tipo di professionalità forma?
“Si tratta di una figura trasversale al settore della produzione e delle relazioni con il cliente, al lavoro d’ufficio. L l’IT Trainer è in grado di formare all’uso di una specifica tecnologia IT e, allo steso tempo, è capace di gestire modelli innovativi di formazione supportati dalle tecnologie con il passaggio naturale al tema del knowledge management. Rispetto alla criticità di interrompere il flusso lavorativo per fare formazione, abbiamo operato la scelta di usare la modalità blended, parte in presenza, parte a distanza. L’e-learning blended  rispecchia le esigenze organizzative ed è sempre più in sintonia con le modalità di approccio alla conoscenza e informazioni di ognuno di noi: siamo abituati a vivere e informarci sui social network, il telefono e la rete. Per molti l’accesso a internet è diventato essenziale: far pratica di knowledge managment attraverso l’esperienza diretta dei e-learning è uno dei punti di forza del master. Diciamo che la professionalità dell’IT Trainer ha una sua applicabilità nel panorama delle organizzazioni italiane e che può svolgere un ruolo di motore per contrastare e superare la crisi. I concetti di condivisione insiti nell’uso di tecniche di knwledge management sono infine funzionali allo sviluppo di una cultura del collettivo e della condivisione vero elemento di forza per la messa in moto della nostra economia e società. Lo stesso ex- governatore della Banca d’Italia Mario Draghi diceva nella relazione annuale dello scorso anno: “Occorre un maggior numero di imprese medie e grandi che siano in grado di accedere rapidamente ed efficacemente ai mercati internazionali e di sfruttare i guadagni di efficienza offerti dall’innovazione tecnologica”.

E rispetto all’Europa, come si presenta il nostro paese?
“Rispetto all’Europa siamo un po’ indietro: sempre secondo il rapporto Isfol – Indaco 2009 le aziende italiane ricorrono poco frequentemente, sia alle analisi strutturate finalizzate alla conoscenza dei propri fabbisogni formativi (20,7%), sia alle iniziative di rilevazione delle specifiche esigenze dei lavoratori (18,7%). La media europea, nel 2005, era pari al 26%. Anche gli investimenti in ricerca e sviluppo sono più bassi in Italia rispetto agli altri paesi europei. Nel 2008 (secondo gli ultimi dati a me disponibili) le imprese italiane hanno realizzato investimenti in ricerca e sviluppo per 9,453 milioni di euro pari al 50,9 per cento della spesa totale del paese e allo 0,6 per cento del PIL. Nello stesso anno le imprese tedesche hanno investito in ricerca e sviluppo 45.822 milioni di euro (1, 84 % del PIL e quelle francesi 24.822 milioni di euro (1, 27% del PIL)”.

Dati relativi all’edizione 2011/2012
Scadenza bando: 20 Dicembre 2011
Costo: 2mila euro
Inizio corso: Febbraio 2012
Per informazioni
Prof. Giovanni Adorni
Tel. 0103532219 – 3292104392
Email: adorni@unige.it
Sito: http://it-trainer.unige.it