Università

L'arteterapeuta in trasferta a Londra

13 Giugno 2011

Studiare e lavorare, senza smettere mai di specializzarsi. Ventiseienne originaria della Marche, Eloisa Pierantozzi è una counsellor ad orientamento espressivo/ arte terapeutico, professionista della formazione e dello sviluppo delle risorse umane. Ha studiato a Roma, prima all'Università Roma Tre dove nel 2007 si è laureata con lode alla triennale in Scienze della Formazione, quindi alla Sapienza con la specialistica in Scienze Pedagogiche, conclusa nel 2010 con un'altra lode. Tra le due lauree, Eloisa ha svolto anche tre Master privati di primo livello che le hanno aperto le porte nell'ambito dell'arteterapia, delle tecniche espressive, dell'animazione e del gioco e, soprattutto, del counselling. Ma non c'è "solo" tanto studio nel suo curriculum, perché ha fatto anche diverse esperienze lavorative, in cui ha messo a  frutto le sue competenze a contatto con adulti e bambini nell'ambito dei servizi sociali e delle relazioni d'aiuto. Iscritta dal 2009 al Registro Nazionale dei Counsellor Professionisti, in questi mesi Eloisa vive a Londra, dove sta svolgendo un tirocinio formativo presso il London Art Therapy Centre. Differenze tra Italia e Inghilterra? "Poche nell'ambito lavorativo, ma è il modo di vivere che è completamente diverso" risponde.

Come mai dopo la maturità tecnica-commerciale, hai deciso di svolgere un percorso di studi orientato verso la pedagogia, la formazione e l'educazione?
"I miei reali interessi sono stati da sempre gli studi legati al campo dell'educazione. La maturità tecnica-commerciale è stata, per così dire, un errore di valutazione".

 Le due lauree ti sono servite?
"Credo che non mi siano servite concretamente, ma sono molto contenta di averle conseguite".

 Hai frequentato anche tre Master di primo livello: ti sono stati utili per quanto riguarda le acquisizioni teoriche e per la ricerca di un lavoro?
"Decisamente. Al contrario delle mie lauree, i Master che ho frequentato hanno favorito la mia specializzazione nel campo lavorativo. Mi hanno permesso di iscrivermi nel 2009 al Registro Nazionale dei Counsellor e di operare a livello lavorativo con maggior riconoscimento della mia figura professionale".

 Allora, consiglieresti un master o una laurea magistrale?
"Dipende da molti fattori: dalla persona che mi chiede consiglio, dal tipo di studi che svolge, dalla materia di interesse, dal luogo in cui intende studiare o specializzarsi, dalla sua età, dal tipo di predisposizione allo studio che possiede e, infine, dai suoi reali obiettivi".

E tu vorresti continuare a specializzarti o preferisci fermarti e lavorare?
"Vorrei lavorare senza dover smettere definitivamente di studiare. Così, se il lavoro me lo permetterà, in futuro vorrei continuare i miei studi".

Ora che fai?
"In questo momento sono impegnata per un periodo di tre mesi in un progetto Leonardo da Vinci legato alla mia professione di counsellor ad orientamento espressivo. Sto facendo un tirocinio, non remunerato, presso il London Art Therapy Centre, in cui mi occupo dell'organizzazione e della gestione delle attività formative e degli eventi. In questo modo posso mettere giornalmente a confronto la mia metodologia e l'approccio da cui parto, con quella del London Art Therapy Centre, Tutto questo, migliorando il mio inglese!".

E come mai hai deciso d'intraprendere il progetto Leonardo?
"Per una serie di motivi, primo tra i quali, quello di sperimentarmi in una situazione diversa rispetto a quella che avevo 'collaudato' fino ad oggi. Durante i miei studi universitari a Roma ho fatto delle scelte, importanti per la mia formazione professionale e sicuramente determinanti per la mia crescita personale, che mi hanno vista impegnata nello studio e nell'approfondimento costante di tematiche che da sempre, sin dai temi della scuola superiore, avevo voluto sviluppare: le scienze dell'educazione, gli studi psicologici e l'applicazione dell'esperienza artistica, in particolar modo del teatro, nei campi della formazione e del counselling. Avevo però intenzione di fare un salto in avanti nel mio lavoro ed ho trovato che il progetto Leonardo si adattasse esattamente alle mie esigenze attuali".

 Quali differenze hai notato tra Italia e Regno Unito?
"A livello lavorativo non ho notato grandi differenze. Il London Art Therapy Centre, dove svolgo il mio tirocinio e la mia formazione, non è molto diverso dalla Società Italiana di Psicologia Educazione e Artiterapie, l'associazione romana nella quale lavoro da anni. Le maggiori differenze tra Italia e Regno Unito sono certamente nel modo di vivere, che è completamente differente nei due Paesi. Sicuramente ciò è dovuto alle enormi ripercussioni che hanno sulla vita quotidiana delle persone, l'economia, la politica, lo stato sociale. Ed anche il clima!".

L'Inghilterra potrebbe essere la tua seconda patria?
"No, non penso al Regno Unito come la mia seconda patria. Semplicemente, in Inghilterra, ho la netta sensazione di non sentirmi 'a casa'".