Università

La laurea è un titolo che paga

27 Maggio 2011

“Il lavoro che stiamo portando avanti con AlmaLaurea ha come obiettivo principale quello di prendersi cura delle nuove generazioni, di supportarle nelle loro scelte future attraverso un’offerta di formazione e di servizi che faciliti gli sviluppi di interessi, attitudini, acquisizione di conoscenze e competenze fondamentali per una piena realizzazione della persona e del proprio Sé professionale”. Attilio Mastino, rettore dell'Università di Sassari, apre il Convegno nazionale “Qualità e valutazione del sistema universitario”, tenutosi ad Alghero in occasione della presentazione della XIII Indagine AlmaLaurea sul profilo dei laureati, sottolineando la necessità di arrivare a “un'intesa non estemporanea fra tutti i soggetti e i sistemi coinvolti nelle scelte formative dei giovani”. “Perché - ribadisce il rettore - solo attraverso accordi e collaborazioni saremo in grado di rispondere alla richiesta di attenzione alla globalità della propria persona che i giovani rivolgono al mondo dell’università”.
“E’ fuori di dubbio - chiarisce Mastino - che una buona scelta, una buona riuscita negli studi, un’adeguata capacità di anticipazione delle proprie opportunità occupazionali, la possibilità di conoscere altri mondi, altre realtà geografiche, politiche, sociali, offerte di saperi alternativi sono ingredienti importanti per la crescita di ogni individuo”.

“Una crescita che - come sottolinea Giovanni Melis, rettore dell'Università di Cagliari- comincia con l’acquisizione della laurea”.
“In un periodo di crisi come questo - spiega infatti Melis - dalle indagini AlmaLaurea emerge un dato importante: ovvero, che investire in cultura, nella propria formazione è opportuno e paga. Il numero delle persone occupate laureate è decisamente superiore al numero di quanti hanno un lavoro ma sono privi di titolo universitario”. “Eppure - si rammarica il rettore guardando alle graduatorie internazionali sulla presenza nella popolazione di persone laureate - si vede che l’Italia è terribilmente in ritardo rispetto agli altre paesi, in primis quelli del Nord Europa”.
“Questo coccia con gli obbiettivi di crescita e di sviluppo di ogni paese perché, è dimostrato, a una presenza rilevante di laureati corrisponde una presenza e capacità rilevante di produrre risorse, c’è una corrispondenza biunivoca tra tasso di incremento del Pil e tasso di scolarizzazione”.
In questo contesto, avverte Melis: “Dobbiamo difendere il ruolo delle università per far comprendere il valore della formazione superiore ai giovani, alle famiglie e alle istituzioni soprattutto in questo periodo di recessione permanente. Solo così potremo tornare a far crescere il paese”.

Ne è convinto anche Mario Conoci, vice-sindaco del Comune di Alghero: “L’integrazione con il mondo della ricerca, la formazione dei giovani, l’università sono elementi fondamentali di crescita, di sviluppo e di bilancio di ogni territorio”.
“L’obiettivo - prosegue Conoci - di migliorare la qualità e conciliare maggiormente il livello di preparazione degli studenti con le reali possibilità offerte dal territorio e dal mondo del lavoro testimonia il forte senso di responsabilità che AlmaLaurea dimostra di possedere da tempo”. 
Da qui al “diritto-dovere da parte di ogni ateneo di individuare e proporre una propria ‘via’ alla internazionalizzazione” il passo è breve.
“Le relazioni interuniversitarie - spiega infatti Mastino - svolgono un ruolo fondamentale non solo per la crescita di ogni ateneo e dei propri studenti, ma anche per lo sviluppo economico e sociale di tutto il territorio. In questo senso, la nostra regione, in virtù della sua vocazione internazionale, aperta ai paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, sposa gli obiettivi del Consorzio, ovvero di estendere il modello AlmaLaurea oltre i confini nazionali per contribuire con i propri strumenti alla creazione di uno spazio euro mediterraneo della conoscenza”.
Una comunità di intenti che piace a Conoci: “Condividiamo appieno la azioni che AlmaLaurea  sta svolgendo, ovvero integrare con l’Europa anche i paesi del Mediterraneo gettando le basi per la costruzione di un terreno comune in cui possono incontrarsi realtà e culture diverse e in cui si possono condividere esperienze differenti”.
“Perché - ribadisce Melis - il confronto e le collaborazioni sono parte integrante della natura dell’università e arricchiscono il territorio”.