Lavoro

Laurearsi conviene

09 Marzo 2012

L’università si trova in una fase congestionata dal punto di vista normativo – ha sottolineato Marco Mancini, Presidente CRUI alla presentazione del XIV Rapporto di Almalaurea - I numerosi decreti di attuazione della legge 240 rischiano di occupare gran parte del tempo “istituzionale” degli Atenei. Ciononostante è necessario reagire prontamente al quadro descritto oggi dal Rapporto. A partire, però, da un presupposto che, a prescindere dalla crisi globale, sembra confermato dai dati più recenti: laurearsi conviene. Tanto da un punto di vista dell’occupabilità che dei livelli retributivi.
L’università ha quindi le proprie sfide da affrontare. Sfide alle quali diventerà impossibile rispondere se il legislatore non accetterà di affrontare le proprie.

Sono due infatti i capisaldi da cui è necessario ripartire per garantire un futuro all’Università e un domani più rassicurante agli studenti: investimenti e autonomia.

Per quanto riguarda i primi, gli ultimi anni hanno rappresentato il punto più basso mai raggiunto dall’impegno dello Stato nella formazione di terzo livello. Il taglio di quasi il 15% del Fondo di Finanziamento ordinario in termini reali ha condotto le Università sull’orlo del tracollo. Eppure gli Atenei continuano a fare ricerca di eccellenza, a formare giovani richiesti dai sistemi produttivi di tutto il mondo, a costruire relazioni internazionali e culturali sempre più solide. Nel 2012 si è avvertito un primo debole segnale di un’inversione di tendenza. Non parliamo certamente di maggiori investimenti. Al massimo di tagli minori. Se la situazione dovesse rimanere tale, è ragionevole pensare che le sfide del futuro saranno impossibili da affrontare. Prima fra tutte quella del mantenimento di standard internazionali e competitivi nella formazione delle nuove generazioni.

L’autonomia. L’aumento esponenziale delle norme e dei vincoli è ormai non solo insostenibile ma destinato a fallire l’obiettivo dichiarato di una maggiore efficienza del sistema universitario. Le Università hanno fatto e stanno facendo la loro parte per attuare la riforma impostata dalla 240. E’ giunto il momento di lasciare a esse gli spazi di manovra necessari per programmare le azioni future. Per anni abbiamo parlato di autonomia e di valutazione. Considerando questo come un binomio inscindibile. Ora abbiamo l’ANVUR. La valutazione del nostro operato è stata avviata. Pensare di far venir meno l’autonomia proprio in questa fase rappresenterebbe un pericoloso azzardo e rischierebbe di minare alle fondamenta ogni possibilità dei nostri atenei di affrontare sfide future quali, ad esempio, l’VIII Programma Quadro e Horizon 2020.

Lasciare le Università libere di decidere e sottoporle alla valutazione ex-post. E’ questo l’unico modo di garantire al Paese una chance in più per uscire dalla crisi e rilanciare la competitività.

 

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