Lavoro

"Laureata, lavoro all'estero, ma tornerò in Italia"

16 Febbraio 2011

"In Italia si parla tanto del problema della "fuga di cervelli": dei giovani che decidono di lasciare il paese per cercare fortuna altrove. Si esaminano soluzioni, ma alla fine non si fa nulla. Mi chiedo se questo problema verrà mai affrontato in modo concreto o se il nostro paese è condannato ad andare verso il nulla". La domanda arriva da oltreconfine, a porla è Claudia Leporatti, 23 anni, laureata triennale in Scienze Politiche, Media e Giornalismo a Firenze. Oggi, vive a Budapest, dove gestisce un magazine online, Economia.hu, per lo studio di consulenza ITL Group. Nel cassetto, il sogno di tornare un giorno in Italia per lavorare come reporter. "Nel mio paese- ammette Claudia- i laureati come me sono abbandonati a se stessi, non vengono ascoltati. Ma se vogliamo davvero cambiare le cose, dobbiamo essere i primi a lottare".

Ti sei iscritta alla laurea triennale alla Facoltà di Scienze Politiche di Firenze, come ti sei trovata?
“Ho scelto di frequentare il corso “Media e Giornalismo” perché il mio sogno era lavorare nel mondo dell’informazione. Questa passione ha condizionato tutte le mie scelte future. Durante il triennio ho deciso di fare l’Erasmus e mi sono trasferita in Ungheria, a Budapest. Ero iscritta all’università privata di Comunicazione e Business, gemellata con l’Ateneo di Firenze. Mi è piaciuta molto, ho imparato a fare un sacco di cose, perché, al contrario che in Italia, gli insegnamenti sono più improntati alla pratica. Ho perfino dato un numero di esami superiore a quello previsto dal mio curriculum di studi. Nel 2009 mi sono laureata a Firenze con un tesi sull'ingresso dell'Ungheria nell'Unione Europea ( o “con la tesi dal titolo “L'Ungheria verso l'Unione europea. Dal 1989 al 2004, l'integrazione europea dell'Ungheria nelle pagine de Il Sole 24” Ore.”

Poi hai trovato lavoro?
"In realtà stavo già lavorando. In Italia ero abituata a lavorare e studiare, per questo dopo un mese di Erasmus ho cominciato a cercare un impiego. La mia fortuna è stata quella di entrare nello studio professionale di consulenza ITL Group e di conoscerne l'amministratore, Alessandro Farina, che aveva in mente un'idea ambiziosa ed interessante. ITL Group assiste le aziende italiane che vogliono investire in Ungheria e Farina aveva da poco pensato di aggiungere un nuovo servizio, per sopperire alla mancanza di notizie economiche sull'Ungheria in italiano.  Quando mi è stato presentato il progetto, non ho potuto che buttarmici a capofitto e per me sono stati i mesi più belli. Abbiamo lanciato (www.economia.hu) nel dicembre del 2008, con un ottimo riscontro, sopratutto grazie al nostro esperto di marketing online. Per terminare l'università, sono rientrata in Italia alcuni mesi, ma ho continuato a collaborare. Finché, a gennaio del 2010, non sono tornata in Ungheria. Sono stata fortunata, sono una mosca bianca, soprattutto, se consideriamo il periodo di crisi".

Di che cosa ti occupi?
"Svolgo un lavoro più che altro redazionale, faccio interviste agli imprenditori, scrivo articoli di economia e d'informazione per le imprese italiane che vogliono investire in Ungheria. Realizzo anche un telegiornale, un video dove raccolgo tutte le notizie più importanti della settimana. Con il tempo, ho anche cominciato ad essere incaricata di alcuni lavori esterni ad Economia.hu, soprattutto ricerche di mercato e presentazioni per le conferenze. Mi piace molto quello che faccio. Stando qui ho imparato moltissime cose: tutto quello che in Italia, per lo meno a questa età, non avrei probabilmente avuto occasione di fare. Tuttavia, spero di poter tornare un giorno nel mio paese, anche se so che è dura trovare occupazione come giornalista".

Che cosa ti piacerebbe fare?

"Vorrei realizzare il mio sogno, scrivere per un giornale. Sono disposta a trasferirmi e a viaggiare, mi  piace conoscere ambienti nuovi.". 

Come ti trovi in Ungheria?
"Sono sempre felice e mi sento molto motivata dall'ambiente in cui lavoro. L'Ungheria piace perchè è un paese piccolo e denso di storia, che si lascia conoscere. Nel 2008 ha risentito degli effetti della crisi, ma credo che per gli imprenditori italiani sia un ottimo posto su cui investire. Il livello di preparazione della forza lavoro è ottimo e il costo della vita è molto più basso che in Italia. L'ungherese è tra le lingue più difficili del mondo, ma vivendo qui i termini diventano sempre più familiari. L'inglese è abbastanza diffuso e al cinema c'è sempre una ricca scelta di film in lingua originale. Quello che mi stupisce è che non mi sento una straniera; mi sono sentita più spaesata alla stazione di Firenze, durante il Natale, quando le mie orecchie sentivano solo una moltitudine di lingue sconosciute!  Deve essere anche perchè a Budapest vivono molti giovani, di solito cordiali, molti aperti al dialogo e al confronto con l'altro".

Che cosa pensi dell'Italia e delle opportunità che offre ai giovani laureati?
"I ragazzi se ne vanno dall'Italia perché nessuno si cura di loro. Chi potrebbe investire sui giovani non lo fa. Ogni giorno, se ne discute, intere pagine di giornale e di trasmissioni televisive dedicate al problema della fuga di cervelli, ma alla fine sono solo parole, non c'è nulla di concreto. Così, i laureati che possono se vanno e il paese perde risorse preziose senza battere ciglio. E' demoralizzante. Credo si dovrebbero fare meno discorsi negativi e molti più fatti. Ma i primi a crederci dobbiamo essere noi giovani".

Che cosa pensi del sistema AlmaLaurea? Credi sia uno strumento efficiente ed efficace per avvicinare laureati e mondo del lavoro?
"AlmaLaurea sta diventando sempre più un ponte tra il mondo accademico e quello del lavoro e credo sia una delle chiavi per aiutare davvero i giovani italiani. Senz'altro dovrebbe essere presentato con maggior cura dagli atenei e diventare sempre più dinamico e vicino agli studenti. Far capire ai ragazzi che le strade esistono, che vale la pena di terminare gli studi in tempo, perchè il mondo ha bisogno della loro energia".