Lavoro

I laureati in Emilia Romagna e il lavoro

30 Ottobre 2012

In occasione della XX edizione di “Job Meeting”, che si è tenuto a Bologna giovedì 25 ottobre, AlmaLaurea ha selezionato i “Best100”, ovvero i migliori cento laureati della Provincia di Bologna, distribuiti uniformemente per area disciplinare e selezionati in base ad alcuni criteri tra cui la velocità del percorso di studi, il voto di laurea rispetto alla media del loro corso, le conoscenze linguistiche.
I cento laureati sono stati invitati a partecipare al convegno e i loro curricula sono stati consegnati alle aziende presenti al Job Meeting.

Job Meeting è un network di appuntamenti dedicati al rapporto tra il mondo del lavoro e quello universitario che tocca ogni anno le principali città universitarie italiane. La tappa bolognese, ormai alla XX edizione, ha avuto il patrocinio della Provincia di Bologna, del Comune di Bologna, di Unindustria Bologna, di Legacoop Bologna e di Asfor.

Nell’ambito della manifestazione, il direttore di AlmaLaurea Andrea Cammelli ha presentato il quadro della condizione occupazionale dei laureati, particolarmente quelli specialistici, dell’Emilia Romagna a uno e tre anni dal titolo (si tratta dei laureati usciti nel 2010 e nel 2008 dagli Atenei di Bologna, Parma, Ferrara e Modena-Reggio). Un approfondimento inedito, in riferimento alla Regione, realizzato sul XIV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, presentato a marzo 2012  e che ha coinvolto a livello nazionale circa 400mila laureati.

Sebbene nell’arco della vita la laurea ancora assicuri, rispetto al diploma di scuola secondaria superiore, una migliore condizione occupazionale e retributiva, il XIV Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati aveva confermato un quadro occupazionale complessivamente in difficoltà per i giovani, anche per i laureati. Cosa avviene in Emilia Romagna? Considerando i laureati specialistici ad uno e tre anni dalla laurea – in tutto sono 14mila i laureati specialistici dell’Emilia Romagna coinvolti nell’indagine - si registra una tenuta del sistema emiliano romagnolo dal punto di vista occupazionale per i giovani formati ai più alti livelli. E questo anche considerando il fatto che il tasso di occupazione per i laureati dell’Emilia Romagna è condizionato dall’alta componente di fuori sede che, una volta terminati gli studi universitari, rientra nelle regioni di provenienza, in particolare del Sud (il 20%), dove il mercato del lavoro è maggiormente in difficoltà. Nota dolente: la precarietà e il reddito basso. Ma questo è un fenomeno che coinvolge tutti i laureati italiani.

A un anno dalla laurea lavora il 60% dei laureati specialistici biennali dell’Emilia Romagna contro il 57% a livello nazionale. Da considerare che una quota ancora rilevante di laureati che hanno conseguito il titolo negli Atenei emiliano romagnoli - il 14%, contro il 16% del complesso – risulta ancora impegnata nella formazione. Dopo tre anni il tasso di occupazione sale al 76% (è il 74% a livello nazionale).

Il lavoro stabile (contratti a tempo indeterminato e lavoro autonomo) a un anno coinvolge 27 laureati dell’Emilia Romagna su cento; un valore che sale al 52% a tre anni dalla laurea. A livello nazionale le percentuali sono più alte, rispettivamente il 34% e il 57%.

Il guadagno è in linea con la media nazionale. I laureati specialistici dell’Emilia Romagna occupati hanno uno stipendio di 1.082 euro mensili netti dopo un anno e di 1.235 euro dopo tre anni. Nel complesso il guadagno è rispettivamente di 1.080 e di 1.261 euro al mese.
Ma la laurea conseguita è efficace (è richiesto il titolo conseguito, si utilizzano le competenze acquisite all’università) nell’inserimento professionale? Per i laureati specialistici dell’Emilia Romagna è almeno abbastanza efficace nel 78% dei casi, a un anno, e nell’83% dopo tre anni.