Lavoro

Laureati italiani nel motore delle imprese in Germania

30 Luglio 2012

Investire sulle risorse umane, in ricerca e innovazione per uscire dalla crisi economica.
E’ questo l'obiettivo che si pone AlmaLaurea - il consorzio italiano che rappresenta l’80% dei laureati con le sue 64 università aderenti - mettendo a disposizione gratuitamente la propria banca dati: un milione e 800mila curricula aggiornati di neolaureati, laureati con pluriennale esperienza e di diplomati di scuola secondaria italiani.

Giovani laureati brillanti, disponibili alle trasferte, che parlano tedesco, ma anche inglese, arabo e cinese, che hanno esperienze di studio all’estero e di stage nelle imprese, conoscenze informatiche, ingegneri, analisti finanziari, informatici, fisici, giuristi e comunicatori.
Ecco il profilo dei laureati che imprenditori, responsabili delle risorse umane e del personale possono trovare nella banca dati AlmaLaurea. In particolare sono 28.500 i laureati italiani che conoscono il tedesco a livello ottimo, altri 15mila che parlano ad alto livello tedesco e inglese; quasi cinquemila sono madrelingua, altri duemila hanno cittadinanza tedesca.

La proposta. AlmaLaurea offrirà alle imprese tedesche, senza oneri, i servizi di ricerca di personale. In particolare le aziende, anche piccole e medie, gli enti e gli studi professionali potranno  pubblicare gratuitamente sul sito di AlmaLaurea una proposta di offerta di lavoro per neolaureati, diplomati o laureati con esperienza. L'iniziativa è valida dal 12 luglio al 31 agosto 2012.
Per aderire: www.almalaurea.net

Siamo convinti che mettere un laureato o diplomato capace e formato nel motore della propria azienda serva a vincere la sfida europea dello sviluppo – dichiara Andrea Cammelli, professore di statistica dell’Università di Bologna e direttore di AlmaLaurea - Ci sembra questo il contributo più importante che le università, con AlmaLaurea, possono dare alla ripresa. Sappiamo bene che la situazione è difficile, ma non dimentichiamo mai che anche nelle situazioni di carestia il contadino taglia su tutto, ma non sulla semina. E Paesi come la Germania lo hanno dimostrato”.

Ascolta lo spot radiofonico!

Leggi l'articolo su Il Corriere della Sera (29 luglio 2012)

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