Università

Laureati in piazza San Marco

18 Gennaio 2012

“Mi auguro che gli studenti e le loro famiglie non scordino mai questo momento”. Così il rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro ha salutato i laureati triennali che a luglio e novembre dell’anno scorso hanno ricevuto il diploma in piazza San Marco. Momenti magici per i neodottori dell’Ateneo veneziano che hanno festeggiato tutti assieme lanciando in aria, all’ombra del Campanile, i tocchi con il fiocco di filo rosso.

Magnifico Rettore,  il giorno della laurea in piazza San Marco, perché?
“La laurea triennale è ritenuta molto spesso un titolo che ha meno valore della vecchia laurea pre-riforma; in realtà ritengo che costituisca un grande progresso per i giovani, che in molte Regioni, in Veneto in particolare, non accedevano agli studi universitari. In questo modo garantiamo a tanti ragazzi e alle loro famiglie un progresso culturale e professionale con grande impatto sul territorio. La laurea in piazza San Marco è un modo per riconoscere l’investimento fatto dagli studenti per crescere, formarsi, imparare cose nuove ed essere quindi più utili al tessuto produttivo. Il riconoscimento attraverso una cerimonia prestigiosa permette di dare alle famiglie il senso del risultato conseguito e l’orgoglio di avere dei figli laureati. Inoltre, la cerimonia serve a dare enfasi al legame tra università e città”.

Se in passato il compito dell’università si considerava esaurito al momento della stretta di mano nel giorno della proclamazione, oggi le università hanno assumono un ruolo sociale che va oltre la laurea. Per  non lasciare soli i giovani nel difficile ingresso nel mercato del  lavoro: Ca’ Foscari si sta muovendo in questa direzione, come?
“La formazione universitaria è cambiata per diversi motivi, ma c’è un cambiamento molto importante che ha a che fare con l’inserimento dei nostri studenti sul mercato del lavoro, che poi è l’obiettivo principale della formazione che offriamo. E quindi alla formazione tradizionale vanno affiancati alcuni servizi agli studenti, attività diverse: in fase di preparazione della tesi l’inserimento nel mondo aziende, stage presso imprese e istituzioni e un servizio di orientamento e placement che aiuti gli studenti a individuare in quale settori conviene formarsi e soprattutto come entrare in contatto con il mondo lavoro. Il placement si fa non solo con gli stage, ma anche con un contatto continuo con le imprese alle quali proponiamo i curricula dei nostri studenti, alle quali facciamo capire come innoviamo la formazione, alle quali chiediamo dei suggerimenti per individuare nuovi settori, soprattutto per i master, in cui formare le competenze necessarie allo sviluppo produttivo del territorio. E poi innoviamo anche nelle forme: ai curricula tradizionali agganciamo i videoCV, proponiamo giornate di incontri non solo generali, ma anche specializzate nel campo della finanza o del management per i Paesi orientali”.

Valorizzare i laureati significa anche essere convinti che nel Paese occorre alzare la “soglia educazionale”: l’istruzione di alto livello come volano per l’uscita dalla crisi?
“La crisi economica che ha colpito il vecchio Continente ha probabilmente le sue basi in una assenza di visione strategica che da troppi anni caratterizza l’Europa e, ancora di più, l’Italia. Uno degli elementi di questa visione avrebbe dovuto essere e dovrà essere l’investimento in capitale umano perché la competitività del sistema Paese si realizza soltanto attraverso nuove competenze e nuovi investimenti in capitale umano che svincolino il sistema produttivo da un’ottica basata su costi del lavoro più bassi che in altri sistemi economici. E’ sulla qualità e non sul costo del lavoro che dobbiamo puntare. L’unica via è l’investimento in formazione di alto livello, nelle università: questa è la condizione necessaria per avviare un nuovo periodo di crescita dell’economia italiana”.

Ca’ Foscari aderisce ad AlmaLaurea: uno strumento di analisi e  valutazione delle capacità formative di un Ateneo, ma anche per dare  una risposta di sistema all’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: cosa ne pensa?
“Tra gli strumenti di cui si dotano le università in Italia per dare migliori servizi alle imprese e agli studenti c’è sicuramente AlmaLaurea. E’ uno strumento che ha dimostrato grande efficacia in molti campi, come quello del monitoraggio delle carriere degli studenti, e che ora sta offrendo sempre nuovi servizi. In particolare credo che l’orientamento di AlmaLaurea verso il mondo produttivo, attraverso servizi di placement come quello relativo ai curricula, sia un’idea che aiuterà le università italiane a realizzare quegli obiettivi fondamentali che sono condizione per una nuova crescita del Paese nei prossimi decenni”.


Il video dell'intervista