Lavoro

L'economista con la passione per l'ambiente

08 Aprile 2011

Dall'economia al "geoprocessing" seguendo la passione per l'ambiente e il territorio. Nato a Roma nel 1981, Alessandro Palma ha conseguito la triennale in Economia delle imprese e del mercato all'Università degli studi Roma Tre, dove nel 2010 si è laureato con lode in Economia dell'ambiente, dello sviluppo e del territorio. Non ha fatto l'Erasmus ("non avevo tempo", racconta), ma è stato per sua iniziativa diversi mesi in nord America per imparare bene l'inglese. Nel suo curriculum vanta anche un corso in "Analisi spaziale avanzata con ArcGis", un software che permette di creare, gestire ed elaborare complesse informazioni geografiche e che gli è stato utile per lavorare. Oggi Alessandro sta svolgendo, sempre all'Università Roma Tre, un dottorato di ricerca in Economia dell'ambiente e dello sviluppo che probabilmente lo porterà a trascorrere un periodo di lavoro all'estero per approfondire la sua ricerca. Andare via dall'Italia? "Assolutamente sì, il nostro paese è bloccato e non c'è meritocrazia. Nel mio campo, poi, l'internazionalizzazione è molto importante".

 Come mai dopo la triennale in Economia delle imprese sei passato alla specialistica in ambiente e sviluppo?
"Il motivo essenziale è stato il mio interesse per i temi che riguardano l'ambiente e il territorio. Così, dopo i primi tre anni in cui ho studiato i temi generali dell'economia, la scelta di un indirizzo molto specialistico è stata la cosa più logica".

 Come giudichi la tua esperienza universitaria?
"La mia esperienza è stata eccellente, sono rimasto molto soddisfatto, anche se diversi esami sono più orientati alla formazione manageriale piuttosto che all'economia teorica. Noi studenti della specialistica in ambiente e sviluppo eravamo in pochi e quindi i rapporti con i professori, che erano anche abbastanza giovani, erano più semplici e diretti. Inoltre si facevano lavori di gruppo molto validi e il livello delle lezioni era generalmente alto".

 Hai frequentato un corso di "Analisi spaziale avanzata con ArcGis"? Ti è stato utile?
"Sì, il corso è stato molto utile, fortunatamente, visto che è stato anche molto costoso. Ma ne è valsa decisamente la pena: attraverso il corso ho ottenuto la certificazione ufficiale dell'azienda leader nello sviluppo di questi software d'analisi spaziale, campo nel quale ho anche avuto modo di lavorare per alcuni enti pubblici importanti e per l'università".

Che tipo di esperienze hai avuto all'estero? Hai studiato o lavorato?
"A differenza di molti altri studenti, io non ho fatto il programma Erasmus, perché avevo la sensazione che fosse un po' dispersivo, un modo per fare esperienze piuttosto che un sistema per studiare. Non che lo snobbassi, anzi va benissimo per chi ha tempo, ma io ero un po' in ritardo e per questa ragione ho deciso che i miei soggiorni all'estero fossero finalizzati solo allo studio della lingua inglese. Così sono stato alcuni mesi in nord America, tra Canada e Stati Uniti".

Da poco hai iniziato il dottorato. E' stato difficile vincere il concorso?
"Sì, è stato difficile, soprattutto perché era richiesta una preparazione su più argomenti che non rientravano specificatamente nel mio campo di specializzazione. Per questo motivo ho dovuto studiare molte cose: è stato un po' come prepararsi per l'esame di maturità e devi avere la fortuna che ti interroghino sulle cose su cui sei più preparato. Io sono stato abbastanza fortunato".

 E di che cosa ti occupi per il dottorato?
"Per il primo anno si tratta per lo più di seguire lezioni, per acquisire degli strumenti avanzati di ricerca che costituiscono una sorta di base comune a tutti i ricercatori. S'impara più che altro una metodologia molto rigorosa. Poi sto preparando il progetto definitivo della mia tesi, che sarà pronto entro la fine dell'anno. Ma il periodo migliore deve ancora arrivare: il dottorato prevede infatti un periodo di visiting in un paese straniero e io spero di riuscire ad andare o a Zurigo o a Cambridge, in cui ci sono dipartimenti specializzati nel mio campo".

Che ne pensi della riforma Gelmini?
"Penso, innanzitutto, che in Italia bisognerebbe adeguarsi al sistema anglosassone che prevede quattro anni di studio più uno di master. Il '3+2' italiano non ha molto senso perché comprime i vecchi quattro anni di economia in 3: in questo modo sono stati tagliati e accorpati molti programmi, praticamente si studiano molte cose senza poi approfondire nulla. Inoltre da noi c'è la tendenza a inserire quanti più esami possibile nei corsi di laurea, cosa che ultimamente succede anche nei migliori master, con la conseguenza di avere alla fine tante informazioni ma poca padronanza dell'argomento".

Saresti disposto a trasferirti all'estero?
"Assolutamente sì. In Italia quasi non esiste meritocrazia e devi sgomitare in continuazione per ottenere cose che in altri paesi europei sono date per scontato. Il sistema è bloccato: la politica è inattiva e non produce riforme condivise e quindi efficaci".

Cosa pensi di AlmaLaurea?
"Secondo me è un servizio molto utile. Per quel che mi riguarda le offerte di master ricevute provengono da istituti molto seri. Io in più ho avuto tre proposte di lavoro concrete, ma non le ho prese in considerazione perché non ero interessato alla carriera manageriale. Credo comunque che sia un ottimo contatto tra università e aziende".