Lavoro

Ma quale caccia al tesoro!

12 Aprile 2012

Alcuni organi di stampa hanno ripreso un recente articolo (marzo 2012) di Michele Tiraboschi intitolato “Caccia al tesoro: l’accesso (impossibile) ai curricula di studenti e laureati” che si concludeva suggerendo che tutto ciò “impone adeguate azioni ispettive e di controllo per verificare che quantomeno le leggi buone che esistono vengano rispettate”. Solo nove mesi prima (giugno 2011), il medesimo autore pensava (e scriveva) diversamente: “Pur non adempiendo ancora alla recente norma, la stragrande maggioranza delle università, tuttavia, mette in qualche modo a disposizione delle aziende i CV ovvero le liste di nominativi dei laureandi o laureati. Inoltre, la quasi totalità delle università rispettano il dettato della assenza di scopo di lucro, infatti rendono disponibili i CV o le liste in modo completamente gratuito”.

Nell’articolo più recente l’autore cita AlmaLaurea rifacendosi a fonti assai poco attendibili e quindi imponendo considerazioni che sarebbero del tutto inutili per chi conosce e correttamente tratta queste problematiche, ma che divengono utili per chi, non addetto ai lavori, può ritenere fondate interpretazioni volutamente distorte.

Fin dall’inizio delle sue attività, era il 1994, AlmaLaurea  ha garantito agli atenei aderenti, a quattro mesi dalla conclusione dell’anno, una documentazione, tempestiva, completa, attendibile, articolata fino a livello del singolo corso di laurea sulle performance dei laureati e sulla loro condizione lavorativa dopo 1, 3 e 5 anni dalla conclusione degli studi; ed ha assicurato al sistema produttivo la possibilità di reperire rapidamente le risorse umane desiderate. Quando, all'inizio delle attività, AlmaLaurea si propose di chiedere un modesto rimborso spese alle aziende, italiane ed estere, agli studi professionali, ecc. (in ciò esplicitamente incoraggiata dal Governo), lo fece nella convinzione che ciò rappresentasse la migliore verifica dell'apprezzamento dello strumento predisposto, lo stimolo a migliorarlo assieme all'inversione della tendenza a contare sempre e solo su finanziamenti pubblici. Dal 2005, quando fu disposto per legge, AlmaLaurea sviluppa i propri servizi di ricerca e selezione del personale attraverso AlmaLaurea srl, società voluta dal Ministero del Lavoro.

Dall'avvio dell'attività AlmaLaurea ha ceduto ad aziende italiane ed estere un numero crescente di CV (negli ultimi dieci anni oltre 3milioni), trasformando la buona salute dei propri bilanci nella riduzione delle spese sostenute dagli Atenei per aderirvi (concretizzatasi nella contrazione del 23 per cento del contributo richiesto dal 1994; da 7,75 a 5,96 € a laureato). Dunque un’iniziativa volta all'occupazione dei giovani e al miglioramento del sistema e una preziosa attività di aggiornamento dei cv dei laureati che ha potuto realizzarsi evitando di  gravare esclusivamente sui bilanci delle università o dei ministeri. Un’attività sempre più apprezzata anche all’estero e non a caso raccomandata due anni fa all’attenzione del Governo da uno specifico ordine del giorno approvato dalla Camera dei Deputati*.

Poiché la norma approvata recentemente (cd “collegato lavoro”)  impone agli atenei (quelli interessati a fare intermediazione domanda-offerta) di fornire gratuitamente i curricula degli studenti e dei laureati (almeno fino a 12 mesi dalla conclusione degli studi), AlmaLaurea si è adeguata mettendo a disposizione degli atenei consorziati, fin dal marzo 2011, gratuitamente, una strumentazione completa che consente di rispondere ai requisiti previsti.

La strumentazione proposta da AlmaLaurea  alle università, ha fatto sì che  35 atenei dei 64 che aderiscono al Consorzio siano già predisposti a quanto richiesto (per la maggior parte di questi i servizi sono visibili on-line, i restanti saranno accessibili nei prossimi giorni); altri stanno valutando se esercitare o meno l’opportunità proposta dalla legge. Consultando l’albo informatico del Ministero del Lavoro, si ha conferma che sono 58 gli atenei che hanno fatto domanda per ottenere l’autorizzazione all’attività di intermediazione, 45 quelli aderenti al Consorzio AlmaLaurea!

In ogni caso è opportuno sottolineare come la pubblicazione on-line dei curricula non sia l’unico requisito da soddisfare per essere “in regola con la legge”. Per ottenere l’autorizzazione all’intermediazione occorre anche trasferire i curricula alla Borsa Continua Nazionale del Lavoro, attraverso il portale Cliclavoro. Per quanto risulta non è ancora possibile procedere al trasferimento della documentazione a Cliclavoro e i tecnici che ci lavorano stanno provvedendo ad adeguare i meccanismi di trasferimento.

Ci sono organismi capaci di fare di più, e meglio, ed a costi inferiori rispetto ad AlmaLaurea? Nessuno lo esclude naturalmente, con una cautela; si metta questi organismi nelle condizioni di dimostrare queste capacità e di garantire analoghi standard di continuità, completezza, affidabilità, economicità e poi si traggano le conseguenze: dopo però, non prima.

E’ curioso che ci si lamenti dell'incapacità delle università di collegare studio e lavoro per poi colpire il migliore strumento di collegamento. Sempre che quel colpire non abbia fini diversi da quelli dichiarati.

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*La Camera impegna il Governo "a tener conto dell'esperienza di AlmaLaurea al fine di una possibile collaborazione nella formazione e nel funzionamento della Banca continua del lavoro, allo scopo di utilizzare nel migliore dei modi le risorse e non disperdere energie preziose e qualificate, nell'impegno a favore dell'occupazione giovanile e del sistema produttivo nazionale." Ordine del Giorno 911441- QUATER-C/I presentato da Silvano Moffa (firmatari G. Cazzola, Antonino Foti, Ceccacci Rubino, Vassallo) giovedì 28 gennaio 2010, seduta n.275]