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Medicina: a Verona un master “umanitario”

26 Settembre 2012

Confrontarsi con emergenze umanitarie e operare in zone di conflitto è sicuramente una delle prove più difficili per un medico, poiché le conoscenze e gli strumenti da possedere sono notevolmente diversi. L’Università di Verona, con la collaborazione della ong Medici Senza Frontiere, ha creato il master di secondo livello in Chirurgia tropicale e delle emergenze umanitarie proprio per rispondere a queste esigenze. L’obiettivo è, infatti, la formazione di chirurghi in grado di operare in zone disagiate. Il corso, diretto dalla professoressa Elda Baggio, è giunto alla sua terza edizione e comprende, oltre alle normali lezioni frontali, un tirocinio di un mese in Burundi. “È finito il tempo della buona volontà – dice la coordinatrice –. Oggi un medico che opera in paesi a risorse limitate, in zone di guerra o all’interno di emergenze umanitarie, necessita di conoscenze specifiche, non solo mediche”. Iscrizioni entro il 7 dicembre 2012.

Professoressa Baggio, a chi si rivolge questo master?
“Si rivolge ai laureati in Medicina e Chirurgia che abbiano conseguito un diploma di specializzazione in area chirurgica. Mi riferisco in particolare agli specializzati in chirurgia generale, pediatrica, plastica e ricostruttiva, ma anche a ginecologi e ostetrici, ortopedici e urologi che intendano svolgere la propria attività nei paesi in via di sviluppo, in ambienti disagiati o durante le emergenze umanitarie. In queste particolari zone del mondo la figura del chirurgo deve essere necessariamente onnicomprensiva. In zone di guerra il ‘Triage’ (sistema utilizzato per selezionare i soggetti coinvolti in infortuni in base alla gravità delle lesioni riportate, ndr) cambia notevolmente”.

Il corso è ormai giunto al terzo anno. Che bilancio può tracciare delle passate edizioni?

“Innanzitutto le passate esperienze, soprattutto grazie ai medici coinvolti, ci hanno permesso di sviluppare un approccio più antropologico alle missioni umanitarie. Spesso ci si rende conto che una buona metà delle proprie competenze è inutile, perché in questi paesi, a volte, è molto più  importante sapere come si potabilizza l’acqua o come si derattizza un edificio. In più, questo master ci ha permesso di mettere insieme conoscenze e competenze provenienti sia dall’Università di Verona, sia dalla ong Cuamm – Medici con l’Africa, oltre che con i medici di MSF dall’Italia e dal Belgio”.

Secondo lei, perché il master di Verona rimane a oggi l’unico nel suo genere in Europa?
“A dire il vero, non mi sono mai fatta un’idea su questo argomento, piuttosto delle opinioni. So che le Università di Brescia e di Firenze si stanno attivando per far partire un master di Medicina tropicale. Noi ci occupiamo invece di chirurgia, e ciò è stato possibile anche grazie all’incontro con Medici Senza Frontiere, in particolare con la sezione di Verona, che è molto attiva. Inoltre, tutti i docenti che vi prenderanno parte insegneranno a titolo gratuito. Il costo del corso è di 5.200 euro, perché le spese complessive del viaggio, dell’assicurazione e del vitto e dell’alloggio in Africa sono molte”.

Da chi saranno tenuti i corsi?
“Il master si avvale della collaborazione di Medici Senza Frontiere, il che ci ha permesso di contattare molti medici e professionisti di MSF Italia e MSF Belgio, come la dottoressa Lynette Dominguez, che si occuperà del modulo sulla chirurgia di guerra. Vi saranno anche professori italiani del nostro ateneo. Per la logistica, ad esempio, abbiamo contattato l’architetto Alberto Zerboni, mentre la dottoressa Patrizia Morganti si occuperà di Ginecologia e ostetricia. Ci tengo ancora una volta a sottolineare che questi docenti non riceveranno neanche un euro per il loro contributo”.

Il master prevede un tirocinio in Burundi. Quanto conta per un medico un’esperienza del genere e quali sono i cambiamenti che deve affrontare?
“Ogni medico coinvolto in una simile esperienza, specie se giovane, cambia radicalmente il suo approccio alla medicina. Ci si ritrova catapultati in realtà con bisogni molto diversi rispetto ai nostri, tali da cambiare punti di vista che credevamo ormai consolidati. Al di là degli aspetti puramente medici, vivere un’esperienza in cui i nostri bisogni si ridefiniscono in base a valori diversi da quelli della nostra quotidianità, aiuta a crescere e a confrontarsi con chi è malato in maniera diversa. Nel mondo ospedaliero occidentale, infatti, la tecnologia rischia di far perdere la dimensione medico-paziente. Il tirocinio in Burundi aiuta anche a ritrovare questa dimensione”.

Il master, come già sottolineato, è organizzato in collaborazione con MSF. Cosa ci può dire di questo sodalizio?
“Medici Senza Frontiere ha da anni l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e portare assistenza medica in zone disagiate con velocità e capillarità. Ricordiamo che è l’unica ong in grado di raggiungere qualsiasi zona di intervento nel mondo nel giro di sole 48 ore. Il gruppo di MSF Verona, col quale abbiamo collaborato anche in passato, è molto forte e nutrito, perciò la cooperazione con MSF Italia è stata quasi naturale. Noi collaboriamo con MSF ormai dal 2010, da quando cioè ho avuto modo di incontrare il dottor Gianfranco De Maio, grazie al responsabile della sede di Verona Giovanni Di Cera. Pochi minuti dopo il nostro primo incontro, avevamo già buttato giù l’idea da cui poi è nato il master vero e proprio. Che può inoltre avvalersi di un comitato scientifico di docenti dell’Università, che si sono subito resi disponibili. In tutti i casi, però, si tratta sempre di persone con lunga esperienza sul campo, ed è questo, accanto al programma, il valore aggiunto del master”.

Master di II livello in “Chirurgia tropicale e delle emergenze umanitarie”
Dipartimento di Chirurgia – Università di Verona
Coordinatore: professoressa Elda Baggio
Dati relativi all’edizione 2012
Sede del corso: Verona - Burundi
Posti disponibili: massimo 16
Periodo di svolgimento: gennaio 2013 – maggio 2013
Stage: sì
Presentazione domande: 7 dicembre 2012
Costo: 5.200 euro
Sito:
www.medicina.univr.it
www.medicisenzafrontiere.it
E-mail: elda.baggio@univr.it
Per informazioni:
Area Post Lauream – Ufficio Master e corsi perfezionamento
Tel. 045 8425216-12
Fax 045 8425217
E-mail segreteria.master@ateneo.univr.it