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Mediterraneo, crocevia di culture

16 Febbraio 2011

"Che i paesi che si affacciano sul Mediterraneo stiano diventando una risorsa strategica è indiscutibile. Sono importanti per lo sviluppo economico, sociale e culturale non solo dell'Europa, ma anche dell'America, della Turchia e della Cina. Ecco perché servono delle figure professionali multidisciplinari idonee ad analizzare, interpretare, valutare e gestire problematiche e progetti relativi a questi nuovi mercati". A fare il punto sulla situazione è la professoressa Maria Grazia Bottaro Palumbo presidente del Comitato del corso di laurea magistrale in Politiche ed Economia del Mediterraneo promosso dalla Facoltà di Scienze politiche dell'Ateneo di Genova. Sui rapporti tra occidente e paesi africani e medio-orientali la professoressa avverte: "Girano dei luoghi comuni che fanno comodo e creano fratture difficilmente sanabili. Invece, servono delle politiche mirate e relazioni internazionali fondate sul rispetto dell'altro".

Come nasce il corso di laurea in Politiche ed Economia del Mediterraneo?
"Nel 2005 l'ateneo di Genova ha promosso questo corso alla luce delle sempre più evidenti peculiarità economiche, sociali e politiche che l'area del Mediterraneo stava iniziando ad assumere rispetto al resto del mondo. Una nuova centralità geopolitica e un ruolo strategico fondamentale sottolineato in modo ancora più evidente dal processo di Barcellona prima, e dalla creazione dell'Unione per il Mediterraneo poi. Le dichiarazioni, i piani e programmi promosso negli ultimi dieci anno lo dimostrano: dalle Carte di Atene e di Marsiglia alle Convenzioni di Barcellona e di Genova, al Piano d'Azione per il Mediterraneo (PAM) e quello Blu di Sophia-Antipolis che proietta l'avvenire del Mediterraneo "all'orizzonte del 2025". E ancora, le Dichiarazioni di Napoli, Malta, Tunisi, Spalato, Palma di Maiorca e il progetto di realizzazione delle cosiddette "Autostrade del Mediterraneo". E' la prova tangibile del fatto che il Mediterraneo sia oggi un "crocevia" di culture ed economie differenti, tanti sottosistemi a cui oggi le più importanti economie del pianeta stanno guardando con sempre maggiore interesse. Le necessità di relazione e di scambio con paesi geograficamente così vicini all'Europa, ma spesso profondamente diversi richiedono, senza ombra di dubbio, figure professionali altamente preparate e formate ad hoc". In questo senso, Genova e la nostra regione ospitando un'eccezionale filiera delle professionalità legate al mare, rappresentano un luogo di incontro privilegiato fra Mediterraneo ed Europa".

Come valuta questo processo di avvicinamento?
"E' un processo importante, in atto da diversi anni, ma che non è ancora arrivato alla sua piena conclusione. Le politiche di avvicinamento intraprese sono molteplici: non solo da parte dell'Europa, ma anche dagli Stati Uniti e dalla Cina, paesi che stanno investendo moltissimo dal punto di vista economico, culturale e sociale in questi "nuovi" territori. Per le piccole e media imprese italiane, ad esempio, lavorare in Libia, Marocco, Tunisia e nelle aree limitrofe è un'ottima opportunità di crescita. Si genera così un costante trasferimento di know how che va a beneficio di tutte le parti. Tuttavia, come in ogni processo d'integrazione, le difficoltà da affrontare sono molteplici, anche a causa di una nostra conoscenza spesso lacunosa e/o a senso unico delle realtà dell'area. In tema di diritti e valori, per esempio, vengono spesso rivendicati come molto radicati a livello locale i cosiddetti  "valori asiatici" che rendono problematico il dialogo tra "culture" spesso così differenti, tanto più quando entrano in gioco le ideologie che usano e abusano delle culture. I recenti avvenimenti in Egitto e Tunisia, da un certo punto di vista, lo dimostrano: senza corrette politiche e piani di sviluppo, non può esserci una crescita sostenibile e democratica, che va dal riconoscimento dell'universalità dei diritti umani alla libertà di comunicazione e di religione. Solo così, prestando molto attenzione e rispetto per i rapporti interculturali, si possono gettare le basi per la creazione dell'area Euro Mediterranea". 

Che tipo di laureati formate?
"Prepariamo delle figure professionali con competenze avanzate e multidisciplinari. Profili internazionali formati non solo dal punto di vista politologico, economico e normativo, ma anche culturale e sociale. A lezione imparano in che modo devono rapportarsi con popolazioni molto diverse, con una loro identità, una loro struttura produttiva, un loro mercato, tradizioni e usanze molto specifiche. Li istruiamo affinché siano poi capaci di analizzare, interpretare, valutare e gestire problematiche e progetti relativi sia all'area mediterranea nel suo insieme, sia in riferimento ai singoli paesi che la compongono. Il tutto, attraverso un rapporto dialettico continuo di interdipendenza, scambio e cooperazione. Il dialogo con l'altro e il diverso, in questo senso, è il principio fondante del nostro corso. Gli studenti sono chiamati a fare una ginnastica mentale che conferisce agilità e flessibilità e permette di dotarsi di tutti gli strumenti necessari per aggiornarsi rapidamente su più fronti e muoversi in mondo corretto in diversi ambiti". 

Come selezionate i candidati?
"Il requisito di ammissione principale è il possesso di una laurea triennale che certifichi una preparazione culturale coerente con gli obiettivi formativi della magistrale. In particolare, i candidati devono avere una buona formazione in ambito storico, socio politologico, giuridico ed economico. In fase di colloquio, cerchiamo di riscontrare tutto questo e devo ammettere che nel corso delle varie edizioni siamo rimasti sempre soddisfatti dei nostri studenti, perché hanno dimostrato passione e un forte interesse per gli argomenti trattati".

Una volta conseguita la magistrale, che lavoro possono svolgere?
"Possono trovare occupazione in diversi uffici ministeriali con sede nei paesi del Mediterraneo, ma anche in Europa. Possono svolgere funzioni di responsabilità in imprese e organizzazioni private e pubbliche, amministrazioni, enti e strutture territoriali, nazionali e sovranazionali, organizzazioni non governative, Onlus, Unesco, Fao, Onu e molte altre ancora. Molti dei nostri iscritti hanno trovato occupazione, come dottorandi, collaboratori, consulenti o con assunzioni a tempo indeterminato proprio grazie alle numerose offerte di stage e tirocini che possono svolgere nel corso dei due anni di magistrale. Sono professionalità molto richieste dal mercato perché hanno un profilo interdisciplinare che le rende adatte a operare in tutti i contesti dell'area Euro Mediterranea e non solo".

Quanto conta la conoscenza delle lingue per lavorare in quest'ambito?
"A lezione i laureati imparano a usare in forma scritta e orale, due lingue dell'Unione Europea oltre l'italiano. Inoltre, molti studenti si avvicinano alla lingua araba grazie alla stretta collaborazione tra la nostra Facoltà e quella di Lingue".

 

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