Lavoro

Mente circense, perpetuamente in viaggio

31 Maggio 2011

"L'esperienza all'estero mi ha dato molto: mi ha permesso di capire che fuori dall'università c'è un mondo che brama menti brillanti, creatività e stimoli che solo l'incoscienza di certi giovani talenti sa dare".
Insomma, un salto che Askar Bektassov non ha avuto paura di fare. Prima, dal Kazakistan, dove è nato 31 anni fa, all'Italia dove, lavorando, si è laureato in Ingegneria informatica all'ateneo di Roma Tre. Poi dall'Italia all'America dove ha fatto esperienza sul campo entrando in un laboratorio del Massachusetts Institute of Technology. E infine, dall'Italia dove ha seguito il Master MEDEA, alla Nigeria dove oggi lavora per Eni come negoziatore.
"L'Italia - racconta - ha moltissime risorse, ma non le ha sapute sfruttare, credo che al paese serva stabilità politica, decisone e coraggio".

Da quanto tempo vivi in Italia?
"
Mi sono trasferito in Italia, a Roma, all'inizio degli anni novanta con mia madre. Nella capitale ho realizzato la maggior parte dei miei studi, compresa l'università".

Come ti sei trovato?
"Mi sono iscritto alla facoltà di Ingegneria Informatica seguendo una passione adolescenziale. E' stata un'esperienza molto positiva, anche se non ho potuto seguire le lezioni perché in parallelo ho scelto di maturare un po' di esperienza professionale in alcune società informatiche, per avere una maggiore autonomia che per sviluppare conoscenze pratiche. Nel 2000, ho cominciato una fruttuosa collaborazione con Sincro Consulting S.p.A. : un lavoro che permetteva di dedicarmi agli studi e di occuparmi contemporaneamente di progetti molto interessanti. Certo, qualche difficoltà iniziale c'è stata, ma dopo un anno di pausa accademica sono riuscito a trovare il giusto ritmo grazie alla disponibilità dei professori, al sostegno dei collaboratori e all'aiuto di altri studenti con cui preparavo agli esami".

Il titolo che hai ottenuto all'Eni Corporate University, di che cosa si tratta, ti è servito per entrare nel mondo del lavoro?
"Finita l'università, dovevo scegliere tra carriera informatica, dove avevo accumulato una notevole esperienza come sistemista e programmatore, ed un percorso di carattere accademico, iniziato con la preparazione della tesi.
Purtroppo sapevo che la vita da ricercatore in Italia non avrebbe dato risposte a domande di necessità quotidiana, a maggior ragione facendo un confronto con le realtà estere. Così ho deciso di fare domanda per il Master in Management ed Economia dell'Energia e dell'Ambiente (MEDEA) di Scuola Mattei, con la speranza di continuare gli studi con una maggiore focalizzazione sul lato pratico della mia formazione. Il Master MEDEA, si svolge nelle strutture di Eni Corporate University. Il ritmo didattico è incalzante, si fa molta esperienza pratica che mi ha permesso di scoprire l'economia del settore energetico: dall'esplorazione e produzione degli idrocarburi, fino alla gestione dei mercati elettrici; con giusta considerazione degli impatti ambientali, sicurezza sul lavoro, e politiche internazionali in merito. Al termine del corso, ho avuto la possibilità di proseguire la collaborazione con Eni, che ho accettato con grande piacere e orgoglio".

Due esperienze all'estero, negli Stati Uniti e in Francia
"Nel 2004 e nel 2005, prima di finire l'università, sentivo di avere nozioni teoriche, ma ancora poca pratica nella robotica, il mio campo di specializzazione. Così ho deciso di cercare individualmente un laboratorio negli Stati Uniti che potesse ospitarmi per un breve periodo, senza nessun obbligo poiché ero pronto a sostenere tutti gli altri costi. Con grande sorpresa, quasi tutte le università dove ho fatto domanda hanno accettato la mia candidatura: tra queste ho scelto quella che ho sempre sognato: Massachusetts Institute of Technology. Ero felicissimo, al MIT mi sono sentito finalmente un giovane studente con davanti milioni di opportunità. Tutte le scelte dipendevano da me; almeno questa e' la sensazione che ho provato quando mi sono trovato in un posto dove la realizzazione di un robot diventa un corso di formazione di un mese durante il quale si impara tutto dall'inizio. Non solo, ai ragazzi appena iscritti s'insegna come formare un team di due o tre persone e come lavorare in parallelo e senza interruzione. Non mi sorprende che un giorno i ragazzi come questi inventano robot che aspirano la polvere per casa oppure scrivono programmi che un giorno diventano motori di ricerca o social network"

Dalla Sicro Consulting di Roma al lavoro che svolgi oggi in Nigeria per conto di Eni.
"La Sincro Consulting è uno dei passaggi più fortunati della mia vita, una seconda casa, dove ho trovato un management capace di capire le esigenze di un giovane studente. Anzi, quando ho avuto bisogno di supporto per andare negli Stati Uniti, mi hanno aiutato e consigliato. Sono entrato nella Sincro Consulting S.p.A. che ero solo un ragazzo con tanta passione e poca esperienza, e ne sono uscito con le spalle sufficientemente larghe per gestire reti complesse e progettare sistemi che fornissero servizi informatici a grandi aziende. Finita l'università, e con la consapevolezza di cosa volesse dire lavorare, vedevo chiaramente i limiti del mio ruolo. Così mentre facevo domanda per il Master MEDEA, ho iniziato a lavorare per un'importante società manifatturiera, leader europeo nel suo settore. Dopo il corso post laurea, sono entrato in Eni divisione Esplorazione e Produzione, prima in Russia e ora in Nigeria"

Di che cosa ti occupi?
"Faccio parte della famiglia professionale dei "negoziatori", un team di persone che segue le transazioni riguardanti i beni petroliferi. E' una specializzazione dove si possono trovare persone dal background più disparato: geologi, ingegneri, economisti e avvocati impegnati a portare a termine il processo negoziale raggiungendo un obiettivo ben preciso e nei tempi prestabiliti".

Ora che lavori all'estero, che cosa ne pensi dell'Italia?
"L'Italia da fuori è un'isola felice che dimentica di essere fortunata. Il mondo brulica di persone che vorrebbero viverci. Vuol dire che il paese ha un potenziale enorme, ma non l'ha saputo valorizzare. Gli italiani sono persone piene di creatività, fantasia e che sanno valorizzare i principi della famiglia e la stessa felicità. Purtroppo i cavi che trainano l'economia del paese si sono leggermente impigliati, ma sono ottimista sul futuro del paese. L'Italia ha bisogno di una forte classe politica che si ponga degli obiettivi tattici raggiungibili nell'arco di un mandato per dare supporto all'industria e all'artigianato italiano. Deve imparare a essere più categorica: la situazione attuale sta erodendo tutto il potenziale futuro dei giovani".

I conflitti che stanno investendo i paesi della sponda sud del Mediterraneo come stanno influenzando il tuo lavoro, cosa ne pensi?
"Dal punto di vista del business, una disfunzione politica ha un effetto destabilizzante, scompagina i piani di una compagnia tecnologica che opera su piano nazionale. L'incertezza politica porta con sé una sequenza di rischi fiscali e legislativi da considerare. Con queste incognite è complicato, se non impossibile, preparare una strategia. Una situazione come quella che sta interessando il sud del Mediterraneo, mette a rischio non solo gli investimenti, ma soprattutto le vite umane e la sicurezza degli impianti che, nel nostro settore, è una priorità aziendale imprescindibile. Mi auguro che si arrivi presto a un ripristino della situazione politica nei rispettivi paesi, poiché il corretto funzionamento dell'industria petrolifera contribuisce significativamente alla stabilità e alla crescita economica di aree come queste".

Cosa ne pensi del sistema AlmaLaurea?
"
L'ingresso nel mondo del lavoro dovrebbe essere lo scopo fondamentale della formazione universitaria, credo quindi che AlmaLaurea fornisca un servizio di vitale importanza per il mondo accademico e per le imprese. Ma visto che il mio curriculum vitae è stato selezionato diverse volte per offerte di lavoro o master interessanti, credo che stia veramente cercando di fare da giusto interlocutore tra l'accademia e l'industria".