Lavoro

Mimo-acrobata dalla Scala alla Fura dels Baus

13 Aprile 2011

La passione giovanile per lo sport e le acrobazie hanno indirizzato Erica Fierro verso un lavoro di certo non comune. Un lavoro che richiede fatica, un allenamento continuo, il coraggio di affrontare rischi, tanta creatività e un bel mix di arte, spettacolo, ma anche grandi soddisfazioni. Bolognese di 29 anni, Erica è infatti un'acrobata aerea e ha alle spalle un bel curriculum che spazia dal teatro alla danza, fino al circo. Laureata nel 2006 in Semiologia dello spettacolo al Dams di Bologna che ha frequentato per curiosità culturale, Erica si è formata giovanissima alla scuola di circo Espace Catastrophe di Bruxelles e professionalmente non si è fatta mancare niente: come mimo-acrobata si è esibita infatti su importanti palcoscenici nazionali - uno su tutti, quello della Scala di Milano -, ha lavorato per  alcuni circhi europei e recentemente ha collaborato pure con la nota compagnia catalana "La Fura dels Baus". Performer per David Linch, Erica ha anche fondato "La casa del circo sull'albero", una scuola di circo che si trova in un bosco sui primi colli di Bologna. "La situazione della cultura in Italia è molto difficile - racconta -, la crisi ha colpito tutti e duro. Andare a vivere all'estero? Perché no, sempre meglio avere le valigie pronte".

Come mai hai scelto il Dams?
"Per prima cosa perché venivo da una scuola d'arte e poi perché sono stata sempre attratta dal mondo dello spettacolo dal punto di vista della regia e della scenografia. Infine avevo voglia di unire un po' di teoria all'attività fisica che ho sempre praticato".

Come giudichi la tua esperienza universitaria?
"Sono rimasta molto soddisfatta dal mio periodo al Dams: i docenti erano molto disponibili e le materie mi interessavano un po' tutte. Tuttavia ho fatto solo i tre anni della laurea breve, senza continuare anche gli ultimi due per la specializzazione, perché onestamente non mi sarebbe servito molto, alla luce del fatto che già lavoravo nel campo che mi interessava e, particolare non trascurabile, avevo mio figlio a cui pensare".

Quindi l'università non ti è stata particolarmente utile per trovare lavoro.
"In effetti non molto, al termine degli studi avevo già preso contatto con varie realtà professionali che mi interessavano. Considero la mia esperienza universitaria come un periodo di arricchimento culturale personale".

 Come è nata la passione per il circo?
"Fin da piccola ho amato molto lo sport e ho frequentato pure una scuola di volteggio a cavallo. E in particolare mi ha sempre affascinato il mondo circense, così dopo il diploma superiore ho fatto la scuola Espace Catastrophe di Bruxelles. Subito dopo ho iniziato a lavorare e sono stata due anni in tournèe con un circo classico italiano, il circo Bellucci. L'ho però lasciato perché, essendo diventata mamma a 19 anni, non condividevo il sistema educativo che una vita nel circo può offrire ai bambini".

 E dopo il circo che tipo di lavori hai fatto?
"Come mimo-acrobata ho lavorato alla Scala di Milano durante l'ultimo anno della direzione di Riccardo Muti, al teatro Verdi e al teatro Studio Scandicci di Firenze e, ancora, al teatro Franco Parenti di Milano. Per fare un esempio, sono stata ingaggiata da 'La Fura dels Baus' per lo spettacolo 'Tannhauser', alla Scala ho fatto 'Santa Susanna', 'Il Dissoluto assolto' e altre opere. Adesso ho prodotto un mio spettacolo che si intitola 'Scarpe Diem': in scena ci sono 240 paia di scarpe, io le indosso tutte e ad ogni paio cambia la scenografia".

 Nel tuo curriculum hai scritto che ti sarebbe piaciuto lavorare a Siracusa: come mai?
"A Siracusa vive mia madre, ma in Sicilia ho avuto problemi e intoppi vari che hanno reso le mie iniziative difficili da realizzare. Anche a Bologna non è stato semplice, ma sono ugualmente riuscita a fondare la mia scuola di piccolo circo per bambini. Purtroppo non mi fanno mettere un tendone da circo come vorrei, ovviamente per questioni burocratiche".

Come vedi il panorama culturale italiano?
"La situazione è molto difficile, la crisi ha colpito tutti e duro. Io, per esempio, ogni capodanno avevo 4 o 5 richieste per esibirmi a congressi, convention o eventi vari, che è un'altra delle mie attività, ma quest'anno ho avuto una sola proposta e me l'hanno pure cancellata per il rischio neve. Ma la verità è che la gente non ha più soldi da spendere".

Vivresti e lavoreresti all'estero?
"Certo che potrei, ma per il momento non è urgente. Comunque mai dire mai, è sempre meglio avere le valigie pronte".

Cosa ne pensi di AlmaLaurea?
"A me non è servita, ma può essere senz'altro essere utile per chi si affaccia nel mondo del lavoro".