Lavoro

Il mio lavoro? Una sfida continua

19 Dicembre 2011

Ha sempre avuto il pallino per il commercio internazionale e la finanza d’impresa, per le lingue, per culture e tradizioni diverse, a tal punto che di questa sua passione ha deciso di farne un motivo di studio e di lavoro. Matteo Franceschini, 32 anni di Mantova, ha scelto di laurearsi in Scienze Internazionali e Diplomatiche, indirizzo Operatore Economico Internazionale a Trieste convinto che “le esperienze e le situazioni difficili ti aiutano a crescere nella vita come nella professione”. Così, Matteo, la sua barca per salpare in vista di nuovi lidi se l’è costruita tutta da solo, passo dopo passo, tra l’Italia e l’estero con un background linguistico da primato: russo, inglese, francese, arabo e cinese.
“Sono andato e venuto dalla Russia più e più volte durante gli anni degli studi, per perfezionare la lingua, amo questo paese e credo che ci sia molto spazio per giovani intraprendenti e anche e soprattutto per le imprese italiane che scelgono di investire all’estero” chiosa Matteo che oggi lavora come Area Manager Asia Pacifico, ricoprendo anche il ruolo di Direttore della filiale commerciale cinese, responsabile di tutta la rete wholesale e retail diretta e in franchising, di tutte le attività di marketing e strategy planning per la Corneliani S.p.A, menswear sartoriale e casualwear d’altagamma, con sede a Mantova.

Studiare in una facoltà dove prendono solo 100 iscritti l’anno, significa?
“Maturare una formazione di altissimo livello all’interno di una scuola internazionale conosciuta in tutto il mondo: un valore aggiunto che ti arricchisce moltissimo, dalle lingue alla finanza, dalla diplomazia al marketing, e ti permette di avere skills in più da spendere nel mercato del lavoro. Non solo, ma ti offre l’opportunità di fare delle esperienze importanti oltre i confini nazionali. Ad esempio, durante il periodo di studi sono stato più volte in Russia per mesi a perfezionare la lingua,  ed a conoscere da vicino questo paese che da sempre mi affascina. Non a caso, mi sono laureato nel 2003 con una tesi di marketing internazionale, lavorando su di essa con un dirigente dell’ICE, Ministero del Commercio Internazionale, con una tesi indirizzata proprio a valutare le opportunità del mercato russo per le imprese italiane di alto di gamma”.

E dopo la laurea?
“Nel 2003 ho partecipato con il co-finanziamento per merito da parte del Ministero degli Affari Esteri, come borsista ad un corso superiore in Relazioni Politiche ed Economico-Finanziarie Internazionali, di preparazione al cursus diplomatico, promosso dalla Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI). Otto mesi di formazione post-laurea destinata a quaranta giovani neo-laureati nelle discipline di Economia Internazionale, Cooperazione Commerciale e Finanziaria Multilaterale, Storia delle Relazioni Internazionali, Diritto del Commercio Internazionale”.

E poi il master all’ICE.
“Una volta conclusi gli studi, ed immediatamente dopo il corso SIOI, nel 2005 ho deciso di perfezionare le mie conoscenze di trading internazionale con un master di Commercio Estero, in borsa di studio, stipendiato e riservato solo a chi conosceva le lingua russa ed orientali, “Esperto d’internazionalizzazione d’impresa con conoscenza di lingue Orientali”, promosso dall’ICE.  Sono stato il vincitore assoluto del Master in fase di diploma. Una formazione di alto livello finalizzata a formare venti Export Managers operativi nei processi d'internazionalizzazione delle imprese, verso i mercati della Russia e dell'ex Unione Sovietica, dell'Asia (Cina, Giappone), dei Balcani e dell'Europa Orientale. E’ stato molto interessante e utile per la mia carriera professionale: in sei mesi ho approfondito dal punto di vista tecnico e operativo discipline quali Tecniche del commercio internazionale, Marketing internazionale, Finanza d'impresa. Al termine del percorso didattico ho svolto uno stage di 4 mesi, due alla Corneliani S.p.A, azienda storica, nata negli anni ’30 a Mantova, pioniera nell’abbigliamento di altagamma per l’uomo, e 2 all’ufficio ICE di Shanghai, in Cina. In definitiva, il mio compito era quello di valutare le opportunità di ingresso per l’azienda mantovana nel mercato cinese, e costuire il relativo piano strategico. Opportunità che alla fine sono diventate concrete operazioni di business, tant’è che l’azienda nel 2005 mi hanno assunto in staff di direzione estero, alla direzione commerciale dei mercati asiatici: in 5 anni di lavoro, ho costruito da zero la nostra distribuzione, allora solo limitata la Giappone, aprendo oltre 50 boutique monomarca Corneliani, dal Giappone all’India, dalla Korea alla Cina, dalla Thailandia all’Australia.

Così è iniziata la tua avventura all’estero

“Negli anni il mio ruolo in azienda è cresciuto di importanza: questo grazie ad un visionario e determinato leader (dott. Cristiano Corneliani, Global Sales Director) che mi ha sempre supportato e investito di grande fiducia, ed anche perché grazie al mio lavoro l’impresa ha iniziato a esplorare i mercati asiatici. Tant’è che nel 2007 ho conseguito il Premio al merito destinato ai Giovani Manager da parte di Confindustria, quale riconoscimento del successo nello sviluppo della Corneliani S.p.A nell’area Asia-Pacifico. Oggi sono direttore della filiale commerciale cinese, responsabile di tutta la rete wholesale e retail diretta/in franchising, e di tutte le attività marketing e di strategy planning in Asia.
Come responsabile Asia Pacific, curo il follow-up e lo sviluppo delle relazioni con partner esistenti, come l’acquisizione di nuovi partner commerciali. Condivido con il Direttore Commerciale Globale dott. C. Corneliani gli obiettivi strategici e di vendita per i mercati di competenza, e la costruzione dei relativi piani distributivi. Mi rapporto costantemente con la Direzione Commerciale e Marketing in materia di budget pubblicitari d'area e relativi ai piani media. Offro supporto ai partner locali per un'ottimizzazione della gestione delle boutiques monomarca, fino alla gestione diretta delle vendite delle collezioni da show-room alla clientela direzionale sia dei mercati di riferimento, sia di parte del portafoglio clienti della Russia e dell'Ex Unione Sovietica. Tirate le somme, sei mesi l’anno li passo viaggiando tra la Cina, l’Asia in generale e Londra, dove la Corneliani S.p.A ha una sede operativa. Infatti, ricopro anche il ruolo di Area Manager dei mercati U.K. e Irlanda, in qualità di HOO della Corneliani UK Ltd, società di diritto inglese da me aperta nel 2008. Lavoro prevalentemente in inglese, francese, e russo, e conosco i fondamenti del cinese. Il mio ruolo mi piace moltissimo, l’azienda è di grande prestigio internazionale, ed il settore è molto challenging”.

Con la crisi, le imprese italiane hanno scoperto l’esigenza di esplorare nuovi mercati: ma quanto e come sono preparate a farlo?

“La capacità delle nostre imprese di andare all’estero non è elevata, prima di tutto perché il tessuto economico del paese è rappresentato da aziende medio/piccole, per lo più a gestione familiare, che faticano a reperire risorse per esplorare singolarmente i nuovi mercati. In generale, in Italia le aziende hanno grandi idee, ma vista la scarsa capacità di fare business oltre i confini di casa, spesso e purtroppo finiscono con l’essere acquisite da grandi gruppi stranieri, che gestiscono “le idee italiane” con l’efficienza, il coraggio e la pianificazione che molto spesso agli italiani manca. Il punto è che mancano le deleghe, le competenze giuste, soprattutto un management qualificato, una struttura di rete che appoggi le pmi italiane e un sistema paese pronto ad investire sulle capacità imprenditoriali senza, come invece accade, grossi vincoli burocratici e un’eccessiva frammentazione”.

Cosa ne pensi di AlmaLaurea, credi sia un sistema corretto per avvicinare il mondo della formazione alle esigenze delle imprese?

“Assolutamente sì. Il network AlmaLaurea costituisce un bacino di enorme ricchezza, per i ragazzi che puntano al mondo del lavoro con ambizione e volontà, come per le imprese che desiderino investire su giovani di talento. AlmaLaurea si fa ogni giorno portavoce costante ed autorevole del mondo del business all’interno di un mondo, quello della formazione, che troppo spesso tende ad isolarsi in torri d’avorio. Un ruolo, dunque, fondamentale”.