Lavoro

“Non abbiate paura di mandare troppi cv”

26 Luglio 2011

Alberto Nanni, 32enne di Imola, provincia di Bologna, ha sempre cercato di valutare i possibili sviluppi per la carriera professionale, fin dalla scelta degli studi universitari. Nel 2003 si è laureato in Ingegneria elettrica all’Università di Bologna, un corso molto apprezzato dalle aziende per la combinazione di buona cultura generale e specializzazione che è capace di offrire agli studenti. Dopo uno stage a Roma da analista dei mercati dell’energia elettrica, ha partecipato a un master post-laurea in Ingegneria e gestione dei sistemi produttivi organizzato dall’Università Politecnica delle Marche, che gli ha permesso di inserirsi presso un’importante ditta di elettrodomestici, la Indesit Company SpA. Il suo percorso purtroppo non ha avuto seguito, a causa delle difficoltà dell’azienda nel 2004. Alberto però non ha perso la fiducia in se stesso e ha saputo reinventarsi, lavorando in una società del gruppo Hera per la commercializzazione del gas, quindi diventando project manager per un’innovativa centrale a biomasse in Romagna e, in tempi recenti, tornando a Hera, dove si occupa di previsione di consumo di gas naturale. Il suo consiglio a chi studia ancora? “Durante l’università fare un’esperienza formativa all’estero, laurearsi presto, cercare subito lavoro e avere un po’ di pazienza, accettando all’inizio anche soluzioni di ripiego”.

Parlami della tua scelta: perché ingegneria? E perché elettrica?

“Ingegneria l’ho fatta per interesse, dopo il liceo scientifico volevo proseguire gli studi proprio in quel campo. La scelta del ramo elettrico però è stata fatta sulla base di valutazioni pratiche. All’incontro di presentazione in Facoltà ci dissero che assieme a Ingegneria meccanica, l’elettrica era quella con maggiori possibilità di occupazione a un anno dopo la laurea. In effetti, la combinazione di buona cultura scientifica e specializzazione in un campo non comune come quello elettrico mi ha giovato nella ricerca del lavoro”.

Parlando di lavoro, che canali hai seguito per trovarlo?
“Principalmente mi sono rivolto in maniera diretta alle aziende, spedendo per e-mail una quantità impressionante di curricula. Penso di averne mandato qualcosa come 230 nel periodo dopo la laurea. Oltre a questo, ho utilizzato siti specializzati di ricerca come Monster o AlmaLaurea”.

E com’è iniziata la tua carriera lavorativa?
“Ho partecipato a un master di otto mesi organizzato dall’università Politecnica delle Marche, che attraverso una collaborazione con la Merloni elettrodomestici (l’azienda che nel 2005 poi è diventata la Indesit Company Spa, ndr) prevedeva l’inserimento in stage per alcuni partecipanti. Dallo stage di sei mesi presso lo stabilimento di Fabriano, in provincia di Ancona, speravo di passare a un contratto di lavoro, ma purtroppo la mia carriera in Merloni ha subito una battuta d’arresto per via di una crisi che ha colpito l’azienda nell’estate del 2004. Così dopo Merloni ho ricominciato a cercare lavoro e l’ho trovato nella mia Imola presso Hera Comm, la società del gruppo Hera che si occupa dell’offerta commerciale di energia e gas”.

E ad Hera come è andata?
“Ad Hera mi sono occupato di marketing operativo nel mercato del gas, affiancando la mia competenza tecnica a una preparazione più di tipo economico, ottenuta integralmente grazie ai corsi professionali organizzati dall’azienda. Il mio rapporto con Hera Comm è stato ottimo e ho appreso moltissimo soprattutto per quel che riguarda il metodo di lavoro, competenze che poi ho sfruttato anche negli altri impieghi che ho avuto. Sono rimasto a Imola fino all’ottobre del 2005, quando grazie a una posizione trovata proprio su AlmaLaurea sono diventato project manager per una centrale elettrica a biomassa liquida  a Conselice, in provincia di Ravenna”.

Una centrale elettrica? Come è stata questa esperienza?
“Lavorare presso Unigrà, l’azienda che si occupava del funzionamento di questa centrale di tipo sperimentale, è stato al tempo stesso interessantissimo e molto divertente. La centrale in cui lavoravo era la seconda di questo tipo in Italia e una delle prime al mondo, e funzionava bruciando biomassa liquida e scarti provenienti dall’agricoltura e dalla produzione alimentare. La responsabilità era di una certa rilevanza, essendo la centrale abbastanza grande: coi suoi cinquanta megawatt è capace di fornire energia a una cittadina di quasi 70mila abitanti come Imola”.

E dopo Unigrà come hai continuato la tua carriera?
“Dopo ho colto un’opportunità in un’altra società del gruppo Hera, la Hera Trading Srl, e sono tornato a lavorare a Imola. Ai tempi di Hera Comm avevo saltuariamente interagito col mio attuale responsabile avendone un’impressione eccellente poi confermata in questi anni. Grazie a lui ho potuto proseguire il mio percorso in Hera. Ora sono responsabile del ‘forecasting’, ovvero della previsione del consumo. Siamo 29 persone, il settore è in crescita e sono molto contento della mia posizione attuale”.

Hai girato mezza Italia ma non hai mai lavorato all’estero: come mai?
“Non ho ancora avuto l’occasione, ma sarei pronto. Ai tempi di Unigrà ho frequentato, autofinanziandomeli, corsi di russo per un paio d’anni, perché la Russia è un player molto importante nel mercato dell’energia e verosimilmente lo sarà anche in quello dell’acqua, ma per adesso non mi è mai capitato di dovere usare la lingua. Discorso diverso invece per l’inglese: sempre ai tempi di Unigrà mi è servito tantissimo. In futuro mi piacerebbe, se sorgesse l’opportunità, lavorare a Londra: vedremo, sognare è sempre lecito”.

Che consigli daresti a uno studente di Ingegneria che voglia entrare in azienda?

“Lo so che è dura, ma se si cerca nel privato non bisogna lasciare mai degli spazi vuoti. Bisogna finire presto l’università e cercare lavoro con assiduità e da subito. Come ho fatto io, senza paura di spedire troppi curricula. Se si ha la possibilità di fare un’esperienza formativa all’estero è meglio, più che l’Erasmus io consiglierei di preparare la tesi fuori dall’Italia. E poi se non salta fuori l’impiego che si sta cercando, accettare comunque anche soluzioni di ripiego. È utile perché nel mondo del lavoro tutto sta nell’iniziare, e anche se ci vuole un po’di pazienza, questo impegno poi viene apprezzato dai selezionatori”.