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Obiettivo Mediterraneo

21 Marzo 2011

Annoverare nel proprio curriculum la conoscenza della cultura, delle tradizioni, della storia, ma anche dell'economia, delle politiche e della lingua dei paesi che si affacciano sul bacino del Mar Mediterraneo è ormai elemento imprescindibile per tutti i laureati che desiderano lavorare in ambito internazionale. Ma il sistema è complesso e articolato e per essere compreso, va studiato a fondo, in tutte le sue sfaccettature. Le insurrezioni che negli ultimi mesi hanno colpito alcune terre del "mare nostrum" ne sono la riprova. Il Mediterraneo, che abbraccia i paesi dell'Unione Europea, le sponde dell'Africa e dell'Asia, è una questione globale.
In questa prospettiva, hanno iniziato a muoversi alcuni atenei italiani presentando master più o meno specifici per formare figure professionali specializzate che possono un giorno operare con diverse funzioni proprio su questo terreno.
Per farsi un'idea basta andare sul sito di AlmaLaurea e inserire nel motore di ricerca della Bacheca post laurea la parola chiave mediterraneo.

Tra i corsi post laurea di primo livello, a Venezia si può trovare il master in Mediazione del Mediterraneo realizzato dal Dipartimento di Studi eurasiatici dall'università Ca' Foscari in collaborazione con l'universidad Autonoma de Barcelona (Spagna), università Paul Valery di Montpellier (Francia), università Moulay Ismail di Meknes (Marocco).
L'idea è di formare, grazie a un mix di conoscenze interdisciplinari e di capacità multilinguistiche, professionisti che siano in grado di operare come figure ponte tre le due rive del Mediterraneo, assistendo le imprese che lavorano nelle terre a sud del bacino, coadiuvando le operazioni per la mediazione e integrazione degli immigrati originari di queste aree e progettando a livello europeo piani e attività di sviluppo e cooperazione. Concluso il master, possono lavorare in Italia e all'estero nelle Ong, nelle organizzazioni europee e internazionali, negli enti locali, così come nelle cooperative attive sul fronte dell'interculturalità, nelle università come ricercatori e nel turismo.
Il master internazionale non a caso prevede la mobilità tra le università di Barcellona, Venezia, Montpellier o Meknes, sia degli studenti europei che dei docenti.
Per partecipare al percorso, che conferisce ai laureati tre diplomi, gli studenti devono comprendere nel loro curriculum oltre alla laurea di primo livello, la conoscenza di almeno due lingue straniere, meglio se inglese e francese, e un soggiorno all'estero di almeno sei mesi. Passando all'ambito più prettamente turistico, la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'ateneo di Torino promuove il master di primo livello in Viaggi mediterranei, comunicazione e culture. I laureati, misurandosi con la storia e la cultura dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, imparano a tenere relazioni con persone di diversa nazionalità, a padroneggiare la legislazione turistica e a comprendere le specificità linguistiche e tecniche proprie di questo mercato. In aula, studiano come organizzare eventi culturali, ideare itinerari turistici specifici e promuovere la storia e l'arte di un paese. Mettendosi alla prova nel campo della cooperazione e della sostenibilità, lavorano così su nuove forme di turismo, per così dire, alternative che puntano alla valorizzazione del territorio, ben al di là delle immagini patinate dei resort, degli hotel e dei ristoranti pubblicate su riviste e depliant. Sono altresì esperti di editoria turistica e sanno come comportarsi e muoversi in contesti di difficile vivibilità e in aree di conflitto.

Tra i percorsi post laurea di secondo livello troviamo poi il master promosso dall'ateneo per Stranieri di Perugia in Internazionalizzazione e comunicazione del sistema produttivo nell'area del Mediterraneo che mira a formare delle figure professionali da inserire in tutte le attività connesse ai processi di internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale. Così, attraverso un mix interdisciplinare di contenuto linguistico, giuridico ed economico gli iscritti si preparano a rispondere alle diverse esigenze di qualificazione espresse dalle imprese e dalle istituzioni che scelgono di investire sui paesi del Mediterraneo. Si va dallo studio del marketing territoriale in area Mediterranea all'analisi dell'evoluzione del quadro geopolitico, da come si crea uno start up di impresa alla gestione finanziaria internazionale, fino alla conoscenza delle fonti di funding internazionali e locali nei paesi del Mediterraneo.
Il master si divide in tre step formativi: il primo, di base, tenuto in lingua italiana per i partecipanti dei paesi del Mediterraneo e in lingua araba per i partecipanti italiani; il secondo, più specialistico e teso all'approfondimento della lingua; e il terzo, dedicato allo stage in un'istituzione o impresa italiana.
Sulla stessa lunghezza d'onda, ma questa volta a Teramo, l'ateneo promuove il master in Esperto di strategie di internazionalizzazione delle imprese nell'area del Mediterraneo.
Un secondo livello che forma professionisti pronti a gestire e promuovere in modo strategico, valorizzandone le capacità competitive, le imprese abruzzesi che desiderano entrane su nuovi mercati, soprattutto nelle aree del Mediterraneo. Il tutto, attraverso un processo di apprendimento che passa dall'apprendimento di come si realizzano e gestiscono gli investimenti industriali, al tema delle esportazioni di beni strumentali, dalla conoscenza di tutte le principali regole di business allo studio delle iniziative necessarie per la penetrazione commerciale di determinati mercati.
Non è da meno, il master di secondo livello in Cittadinanza europea e integrazione euro mediterranea: i beni e le attività culturali come fattore di coesione e sviluppo promosso dalla Facoltà di Scienze Politiche di Roma Tre, in partenariato e in collaborazione con numerosi enti nazionali ed esteri e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e per i Beni e le Attività Culturali.
Il compito che si prefigge è di formare dei profili professionali polivalenti, esperti in politiche euro-mediterranee, nella gestione e promozione dell'integrazione culturale e del dialogo interraziale.
L'idea di fondo è valorizzazione il patrimonio culturale di ogni popolo, principale e fattore di coesione sociale e di crescita economica. Completano il quadro, esercitazioni e stage in enti pubblici e privati. Gli sbocchi professionali sono molteplici: dirigente e funzionario nel management pubblico e privato, operatore e mediatore culturale, esperto nei servizi di marketing, di informazione e comunicazione, fino al professionista dedito alla promozione degli eventi culturali.

Su tutt'altro fronte, alla Facoltà di Ingegneria di Roma La Sapienza è possibile iscriversi al master in Sicurezza ambientale e protezione del mediterraneo.
Un anno di esercizio e pratica sul campo per preparare esperti dotati di tutte le conoscenze necessarie per affrontare le numerose tematiche ambientali, compreso lo studio dei sistemi di trasporto, dei meccanismo di sicurezza, fino alla gestione della mobilità intermodale e della protezione dei litorali per la salvaguardia del Mediterraneo. In definitiva, escono dal master profili tecnici in grado di soddisfare le esigenze delle amministrazioni, delle società di ingegneria, dei centri di ricerca e delle imprese e industrie che operano nel settore. A monte, c'è una formazione multidisciplinare che spazia dallo apprendimento della normativa inerente la protezione della qualità delle acque marine agli interventi di mitigazione e protezione e delle coste, dalla gestione dei sedimenti fino allo studio dei fondamenti dell'idraulica e della modellistica marittima.Non manca una formazione ad hoc neppure dal punto di vista architettonico. A Firenze viene infatti promosso il master in Architettura sostenibile nelle città mediterranee. Il punto è colmare una carenza didattica nei campi specifici della progettazione architettonica e urbanistica di tipo ecocompatibile e ecosostenibile. Gli iscritti a lezione imparano così come creare e gestire diverse attività: dalla realizzazione del lungomare urbano, alle gallerie subacquee, fino alla costruzione di viadotti o banchine portuali, compresi edifici delle stazioni marittime. Il tutto, tenendo a mente le ricadute che queste strutture possono avere sulla viabilità e sui tessuti urbani e residenziali.
Sono profili professionali fortemente innovativi perché capaci di sviluppare e coordinare un progetto architettonico dalla a alla z, superando la consueta suddivisione di competenze. Oltre alla conoscenza dell'ambito climatico, così come dell'idraulica marina e delle opere marittime, dei sistemi di protezione da erosione per le coste naturali o urbane, gli studenti maturano anche importanti competenze nell'ambito dei trasporti marittimi e terrestri. E ancora, nel campo della progettazione urbanistica e dei piani regolatori portuali, in materia di riqualificazione delle aree vicino al mare e di pianificazione del buon inserimento paesaggistico dell'architettura.

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