Lavoro

“L’Oréal cerca nuovi talenti”

07 Giugno 2012

Da un lato, i direttori delle risorse umane di quattro imprese di primo piano nell’economia nazionale e internazionale. Dall’altro, i responsabili dei servizi placement di circa quaranta università di tutta Italia. Sono stati i protagonisti dell’incontro organizzato a Bologna dal Consorzio AlmaLaurea. Obiettivo? Mettere a confronto l’esigenza delle grandi aziende di reclutare nuovi talenti con l’esperienza di chi, negli atenei, cerca di mettere in contatto i propri neolaureati con il mondo del lavoro. Tra gli ospiti anche Valeria Ghirardi, direttore reclutamento di L’Oréal Italia. Il gruppo francese leader mondiale nel settore della cosmetica, è presente in Italia con due poli direzionali a Milano e a Torino, un impianto produttivo e tre centrali logistiche. Grazie al lavoro di circa 2000 collaboratori, L’Oréal ha nel nostro Paese un giro d’affari vicino al miliardo di euro: numeri che fanno dell’Italia il quinto al mondo per fatturato.

Dottoressa Ghirardi, quante candidature le arrivano ogni anno?
“Riceviamo circa 40mila candidature e sono prevalentemente italiane. La nostra missione è selezionarle per reclutare i migliori talenti per il gruppo, adottando una logica di medio e lungo periodo”.

Ma è vero che le imprese non apprezzano la laurea di primo livello?
“Noi abbiamo grande necessità di lavorare con l’eccellenza e l’eccellenza prescinde da una formazione universitaria triennale o specialistica. Certo, assumiamo più spesso persone con laurea specialistica, che hanno alle spalle periodi di vita all’estero ed esperienze sul campo, tutti elementi che arricchiscono il curriculum dell’individuo come persona”.

Qual è il rapporto di L’Oréal con gli uffici placement delle Università?
“Gli uffici placement sono per noi attori attivi, fondamentali. In questo periodo i giovani hanno bisogno di essere un po’ guidati, di avere dei ‘coach’ che li aiutino nell’essere più fiduciosi, ad avere una visione più larga e anche nell’essere consapevoli delle loro capacità”.