Lavoro

Dalle organizzazioni internazionali alla consulenza

17 Ottobre 2011

Fare esperienza, mettersi alla prova, studiare le lingue, arricchire il curriculum con stage e tirocini, se possibile all’estero, e laurearsi in fretta. Questi i consigli che Davide Baldi dà a chi intende lavorare in ambito internazionale. Romano, venticinquenne, dopo la maturità classica si è iscritto a La Sapienza al corso triennale in Economia della cooperazione internazionale e dello sviluppo. La magistrale in Scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, in cui si è laureato nel 2010, è stato il naturale proseguimento di un percorso universitario che è arricchito da diverse esperienze all’estero: l’Erasmus a Valencia, il progetto Mae/Crui presso l’Ambasciata Italiana a Madrid e poi stage presso gli uffici di rappresentanza a Roma di Unicri e Ifad. Davide adora la Spagna e ci ritornerebbe subito, come si trasferirebbe volentieri all’estero per lavoro. Da un anno e mezzo svolge attività di consulenza gestionale presso una multinazionale, dove si occupa dei fondi comunitari e del loro utilizzo in progetti italiani.

Da dove nasce l’idea di iscriverti a Economia della cooperazione internazionale e dello sviluppo?
“Sono stato fin dall’inizio interessato ad una formazione internazionale, ma non ero convinto degli sbocchi che mi potesse offrire la Facoltà di Scienze politiche, per questo ho preferito questa laurea interfacoltà”.

Durante la triennale hai svolto uno stage presso un ente internazionale come Unicri. Come valuti questa esperienza?
“Unicri è un ente che fa parte delle Nazioni Unite e che svolge attività di ricerca sui crimini internazionali e sulla giustizia. Io ho lavorato presso l’ufficio di rappresentanza che ha sede a Roma. Sono stati sei mesi molto impegnativi, ma che ho apprezzato sia per il lavoro svolto che per il team con cui ero in contatto. Grazie a questa prima esperienza ho avuto la possibilità di entrare nel vivo delle dinamiche di un ufficio internazionale e di fare esperienza nel campo delle pubbliche relazioni”.

Hai fatto anche l’Erasmus. Perché la Spagna?
“Ho passato sette mesi a Valencia, dove alternavo i corsi dell’Università con un corso di lingua spagnola che mi ha poi permesso di ottenere la certificazione dell’Istituto Cervantes. Chi ha fatto l’Erasmus sa che si tratta di un’esperienza unica. Perché la Spagna? Ho sempre avuto un interesse per lo spagnolo, l’Università mi aveva fornito della basi ma è stato il periodo vissuto a Valencia a fare la differenza. Inoltre, avendo la doppia cittadinanza americana, diciamo che con l’inglese, per quanto abbia dovuto comunque lavorarci su, ero già a un buon punto”.  

Dopo la triennale hai frequentato la specialistica in Scienze economiche e sociali per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, hai fatto un tirocinio presso l’Ifad e anche all’Ambasciata italiana di Madrid.
“La specialistica era il proseguimento naturale della triennale. Ho particolarmente apprezzato esami che vertevano su tematiche come la valutazione economica di progetti o similari. Inoltre la tesi della specialistica è stata vissuta come un grande successo personale, poiché l’ho scritta a Madrid durante il Mae/Crui presso l’Ambasciata italiana. Per quanto non sia così, per me è valsa come una laurea all’estero. La mia tesi analizzava l’impatto economico e sociale delle energie rinnovabili e delle biomasse in Italia, in Spagna e in Europa. Durante il Mae/Crui ero stato assegnato all’ufficio economico”.

E l’esperienza presso Ifad?
“L’Ifad, che è il Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, è un’agenzia delle Nazioni Unite che ha sede a Roma e si impegna per l’eliminazione della povertà e della malnutrizione nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo. Qui ho svolto una funzione simile a quella che svolgevo presso Unicri: comunicazione, ufficio stampa e organizzazione d’eventi. Anche qui ho avuto la possibilità di conoscere gente da tutto il mondo. Un ambiente multietnico veramente affascinante ed utilissimo per la mia crescita professionale. Ci sono ritornato anche dopo la laurea per tre mesi, sempre nel settore comunicazione”.

Come reputi complessivamente il tuo percorso formativo? I tuoi titoli di studio sono spendibili nel mondo del lavoro?
“Io rifarei tutto da capo e sono molto soddisfatto. Per quanto riguarda la preparazione accademica, sicuramente l’Università è riuscita a darmi delle ottime basi, ma bisogna dire che non prepara completamente al mondo del lavoro. La differenza la fanno l’esperienza pratica e la preparazione che si sviluppa sul campo”.

Che consigli daresti a chi, come te, si interessa dei rapporti internazionali?

“Andate all’estero e fate esperienza, nel nostro settore è indispensabile! È importante respirare un’aria internazionale e mettere alla prova le lingue sul campo. Anche le attività lavorative, comprese quelle di stage, sono fondamentali per il curriculum soprattutto quando si esce dall’ambito universitario. Inoltre costituiscono delle ottime occasione per una crescita personale. È applicare realmente quello che stai studiando, che ti permette di capire se si tratta di quello che vuoi fare veramente oppure no, ed eventualmente cambiare per un altro settore. Inoltre non perdete tempo e laureatevi negli anni previsti”.

Attualmente stai lavorando?
“Lavoro presso una società dove svolgo un’attività di consulenza gestionale. Anche se non è un lavoro strettamente connesso all’ambito della cooperazione, rimane comunque attinente al mio percorso. Ormai sono qui da un anno e mezzo e mi occupo di supporto nella gestione di fondi comunitari per progetti da realizzare su territorio italiano”.

E in Spagna ci torneresti?

“Subito. Ovviamente l’offerta dovrebbe combaciare con determinate aspettative. Adoro la Spagna e gli spagnoli per la loro mentalità, la cordialità e la rilassatezza con cui affrontano la vita. Comunque ho avuto modo di tornare a lavorare in ambito internazionale, ma ho rinunciato perché, in questo caso, si sarebbe trattato di un vero salto nel buio, senza la certezza di un contratto ben definito”.  

Conosci AlmaLaurea? Hai mai utilizzato il sito per cercare lavoro?
“Sì, conosco AlmaLaurea e ho aggiornato più volte il curriculum. Ho provato a cercare qualche offerta un paio di volte ma forse, per quanto riguarda il mio campo, è più facile muoversi in altri modi”.