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Pace e democrazia: così che s'inverte la rotta

12 Gennaio 2011

Globalizzazione, logica del profitto, speculazioni finanziarie, ma ancora tanta povertà e ignoranza. Per salvarci da questi cari vecchi mali, nessuna misura draconiana, bensì tanta formazione in aula e sul campo per dare corpo e voce ad autentici professionisti della cooperazione internazionale. Laureati che si sporcano le mani, che studiano e vivono sulla loro pelle le culture e le contraddizioni di milioni di popolazioni. Tutto, per sottrarre alle regole del consumismo sfrenato, figlie dei "barbari" del XXI secolo, tradizioni, forme artistiche, saperi e identità, garantendo sempre multiculturalità, rapporti sociali e sviluppo.
Per i laureati interessati a entrare in un mercato del lavoro mondiale dalla porta della cooperazione, della democrazia e della solidarietà, ecco allora sette master, molto specifici, che da Trieste a Roma formano esperti del settore. Giornalisti, missionari, consulenti legali, diplomatici, manager, ma anche educatori, direttori e molte altre figure portatrici di precisi valori etici e di tanta passione per l'altro e per il diverso. Il tutto condito da un'ottima conoscenza delle lingue.
Basta cliccare sul sito di AlmaLaurea, alla voce Offerta post laurea e inserire la parola chiave pace. Ed ecco una correlata dei corsi.  

Diritti umani, democrazia, pace e sviluppo: è su questi elementi, indissolubili, che si fonda lo European Master's degree in Human Rights and Democratisation. Un secondo livello, internazionale promosso dall'ateneo di Padova, multidisciplinare al 100%, che mira a formare professionisti nel campo dei diritti umani e della democratizzazione. Di durata annuale, sia in inglese che in francese, il master è tenuto da professori, delle 41 università europee che fanno parte del programma, oltre che da professionisti di organizzazioni governative e non impegnate nella tutela dei diritti umani. Si tratta dei massimi esperti in materia di diritto e relazioni internazionali, ma anche di "tycoon" della filosofia, di scienze politiche e sociologa. Grazie a questo iter gli iscritti acquisiscono così una formazione di livello in aula e attraverso attività di training pratico, partecipano a programmi accademici promossi dalle università partner, e hanno modo di entrare in un network mondiale che garantisce ottime opportunità professionali in organizzazioni internazionali, istituzioni accademiche dedite alla promozione dei diritti umani, Ong e associazioni locali per la protezione dei diritti umani. Sono esperti di consulenza legale, giornalisti, attivisti per i diritti umani o preposti agli osservatori elettorali sul campo.

E visto che la politica soprattutto a livello internazionale non si improvvisa mai, per lo meno non si dovrebbe, all'ateneo romano della Lumsa hanno già messo le mani avanti promuovendo un master di secondo livello in Esperti in Politica e in Relazioni Internazionali. Lo scopo è avvicinare i giovani alla "res publica" e alla carriera diplomatica trasformandoli in professionisti capaci di rispondere, grazie alle competenze multidisciplinari acquisite, alle esigenze di diversi paesi e comunità internazionali. Una formazione che si valorizza ulteriormente attraverso le esperienze che gli studenti possono svolgere in grandi aziende italiane ed estere, enti locali, d'informazione giornalistica e centri di ricerca scientifica e documentaria. Completano il quadro, seminari di approfondimento ed esercitazioni, incluse anche quelle in lingua inglese.
Alla fine del percorso gli iscritti avranno gli strumenti culturali e tecnici per svolgere il ruolo di policy maker e favorire lo sviluppo della democrazia e della pace. Il tutto, acquisendo delle specifiche capacità dal punto di vista storico, mediatico, economico, politico, sociale, ma anche giuridico e linguistico.

Non è da meno il master biennale di primo livello promosso dallo IUIES, l'Istituto universitario internazionale per gli studi europei, costituito dagli atenei di Trieste, Udine, Cluj-Napoca (Romania), Eötvös Loránd di Budapest (Ungheria), Klagenfurt (Austria), Jagellonica di Cracovia (Polonia), Comenius di Bratislava (Slovacchia), MGIMO di Mosca (Federazione Russa), la Nova Gorica (Slovenia) e l'Istituto di Sociologia internazionale di Gorizia (ISIG) che forma Operatori Internazionali di Pace direttamente in lingua inglese.
Un lasciapassare teorico e operativo finalizzato alla formazione di una figura professionale multidisciplinare, capace di ricoprire ruoli di rilievo in un'ampia gamma di organizzazioni internazionali. A lezione gli studenti acquisiscono tutti gli strumenti scientifici essenziali per affrontare svariate problematiche: dalla capacità di analisi e sintesi alla gestione delle politiche internazionali, fino alle strategie applicabili dagli operatori di pace in base alle situazioni contingenti. In altre parole, escono i curricula di coloro che sono intenzionati a lavorare nelle organizzazioni nazionali e non, promuovendo missioni di pace, sia come consulenti che come operatori di peacekeeping, come manager aziendali nel campo non profit e perfino come docenti universitari.

Peacekeeping and Security Studies si aggiunge alla lista dei master di secondo livello proposti dagli atenei della capitale. Il percorso formativo, messo a punto in collaborazione con l'Esercito Italiano e arricchito dal know how di altri importanti partner, si tiene alla Facoltà di Scienze politiche di Roma Tre. Anche in questo caso si tratta di una preparazione interdisciplinare, destinata a quanti intendono operare per la promozione e la difesa della pace e della sicurezza. Si va dalle opere di assistenza umanitaria a quelle finalizzate al ripristino della legalità interna, senza tralasciare azioni che mirano alla ricostruzione delle istituzioni, allo sviluppo del dialogo e della solidarietà. Il master approfondisce inoltre aspetti rilevanti per la formazione di operatori, civili e militari: metodologie e tecniche di analisi e trasformazione dei conflitti, di negoziazione, mediazione e comunicazione interculturale. Il tutto, filtrato attraverso un ambiente multiculturale, grazie al costante confronto con studenti provenienti dall'Europa, dall'Africa, dalle Americhe e dall' Asia. Il corso post laurea garantisce anche il conseguimento dell'attestato di Consigliere Qualificato per l'applicazione del Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati e nelle Crisis Response Operations rilasciato dalla Croce Rossa Italiana.
Grazie a case studies, seminari specialistici, teamwork e projectwork, lezioni ed esercitazioni anche nelle organizzazioni partner, l'iscritto infine matura tutte le competenze operative necessarie per lavorare come funzionario di organizzazioni internazionali, nazionali, regionali e locali. Ma anche, nelle Ong o come giornalisti, missionari, coordinatori di associazioni umanitarie e affini.

Ma l'offerta didattica di Roma Tre non finisce qui. C'è infatti il master di secondo livello in Cittadinanza Europea e Integrazione Euromediterranea: i beni e le attività culturali come fattore di coesione e sviluppo. Al centro del tavolo formativo troviamo il tema della "cittadinanza", base costituzionale imprescindibile per la formazione di un'Unione Europea che sia prima di tutto un'"unione di popoli". Seguono a ruota i temi dell'allargamento dei diritti e delle politiche di parità, l'accoglienza e la sicurezza, la connessione tra popoli e i processi di identificazione culturale. Ma la lente di ingrandimento in questo caso è quella dello studio e della conservazione degli oggetti e dei siti del passato e l'investigazione di tutte le nuove attività artistiche. Il punto è favorire una piena integrazione tra Europa e Mediterraneo grazie al trait d'union culturale coperto da un profilo professionale polivalente. Un esperto in politiche euro-mediterranee, ferrato in materia di cittadinanza europea, politiche sull'immigrazione, sviluppo e cooperazione economica, dialogo interculturale e gestione dei beni culturali. Si preparano così direttori di istituti di cultura, addetti culturali presso le strutture diplomatiche, curatori di progetti internazionali, promotori di eventi finalizzati alla valorizzazione dei prodotti nazionali all'estero. E ancora, addetti agli uffici stampa, funzionari di enti pubblici e privati, redattori di progetti di scambio e cooperazione. Gli stage e lo studio di casi specifici, uniti a conferenze e seminari ad hoc, qualificano ulteriormente la didattica del master.

Sempre all'ateneo di Roma Tre, questa volta alla Facoltà di Lettere e Filosofia, i laureati interessati al mondo della cooperazione internazionale possono iscriversi al master universitario di secondo livello in Educazione alla Pace. Grazie alla collaborazione con istituzioni, enti, Ong e centri di ricerca, italiani e stranieri, che operano nell'ambito della tutela dei diritti umani e della prevenzione dei conflitti, il corso assicura infatti una formazione multidisciplinare finalizzata ad  approfondire fenomeni politici, economici e sociali di portata mondiale. Basta scegliere uno dei due iter proposti dal piano didattico, prevenzione, gestione e risoluzione dei conflitti o cooperazione internazionale allo sviluppo. Ma il master offre anche una preparazione specifica rivolta ai corsisti che vogliono partecipare ai concorsi per fare carriera nell'ambito delle istituzioni europee e internazionali. Non manca l'abc del settore: promozione della pace, gestione costruttiva del conflitto, integrazione e mediazione culturale, cooperazione per lo sviluppo e tutela dei diritti umani. A conclusione dell'iter, escono diversi profili che possono operare in base al ruolo scelto per organizzazioni internazionali e intergovernative, istituzioni nazionali, enti locali, territoriali e non. Centri di studio e di ricerca nel campo degli affari internazionali, organizzazioni non profit o società di consulenza per lo sviluppo.

Chiude le fila, il master di primo livello della Facoltà di Scienze della Formazione dell'ateneo di Firenze in Educatore e Operatore per lo Sviluppo Umano Locale, la Cultura di Pace e la Cooperazione Internazionale. Si tratta di una formazione specifica, sia teorica che pratica, per tutti coloro che svolgono un ruolo centrale nella pianificazione, gestione e esecuzione di politiche e programmi di sviluppo umano locale e territoriale, con particolare attenzione per i paesi del Centro America. Il master si presenta quindi come un percorso di formazione per docenti e ricercatori delle università latino americane e come formazione professionale per gli operatori del territorio. Prende forma il profilo di un manager dell'innovazione nello sviluppo umano locale: ovvero colui che, ad esempio, sa applicare metodi e strumenti di pianificazione strategica o sa facilitare la partecipazione e la concertazione di diversi attori, pubblici e privati, del territorio attraverso una visione interculturale, multidimensionale e intersettoriale. E' capace di valorizzare i rapporti di cooperazione internazionale. Sa negoziare, gestire e valutare progetti e programmi orientati allo sviluppo umano locale. E molto altro ancora.  

 

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