Lavoro

"Passione e competenze contano per lavorare in Germania"

19 Luglio 2012

Genova, l’Austria, la Svizzera, la Germania e ora la Russia. È la voglia di “esplorare”, di mettersi alla prova in nuovi contesti di vita e di lavoro, ma anche di imparare le lingue e di “fare curriculum”, quella che muove il percorso formativo prima, e professionale oggi, di Paolo Bettoli. Genovese, 29 anni, una laurea alla specialistica in Scienze economiche e dei mercati finanziari, conseguita nel 2009 all’Università della sua città, durante gli studi Paolo ha fatto l’Erasmus in Austria e in Germania. Da tre anni vive a Costanza, sull’omonimo lago al confine con la Svizzera, Paese in cui invece lavora. Per andare in azienda prende la bicicletta, attraversa boschi, supera la dogana e in sei chilometri è alla sua scrivania. Di Costanza è entusiasta: “La qualità della vita è notevole, vale davvero la pena viverci”. Ciò non toglie che abbia le valigie pronte per un nuovo viaggio. “Vado in Russia per almeno sei mesi, i  primi li impiegherò per migliorare la lingua, poi proverò a cercare lavoro. Se non va bene – continua – tornerò in Germania”. La campagna di AlmaLaurea per far conoscere alle imprese tedesche i laureati italiani? “Ottima idea, questo è un Paese aperto agli stranieri”.

Paolo, hai iniziato a viaggiare durante la specialistica e per cinque mesi hai fatto l’Erasmus in Germania. Dove sei stato e come ti sei trovato?
“Sono stato a Wiesbaden, la capitale dell’Assia, vicino a Francoforte. L’ho scelta per migliorare il mio tedesco. All’inizio la lingua è stata un po’ un ostacolo, io avevo fatto solo un corso all’Università, ma poi ho migliorato, anche perché ho avuto la ‘fortuna’ che fossi l’unico italiano nella mia facoltà e quindi parlavo sempre tedesco con i miei inquilini, con gli studenti e anche con gli altri Erasmus. A Wiesbaden ho dato anche alcuni esami. L’organizzazione delle Università tedesche è molto diversa da quella italiana. Lo si vede già nell’accoglienza degli studenti, io avevo un referente per ogni cosa, anche per la logistica. Pure le lezioni sono molto diverse: in Germania sono più ‘easy-going’, più partecipative, gli studenti non stanno solo a sentire e prendere appunti, ma vengono continuamente stimolati dai professori”.

A cavallo della laurea hai vissuto invece sei mesi in Austria per l’Erasmus placement. Di che cosa ti sei occupato?
“Ho fatto uno stage all’interno dell’Università di Klagenfurt, all’ufficio per l’accoglienza degli studenti stranieri. È stata un’opportunità importante, che mi ha permesso di esercitare contemporaneamente il tedesco e l’inglese. La mia idea era infatti, piuttosto che fare qualcosa indirizzato a una possibile carriera, di imparare il meglio possibile il tedesco e poi lavorare in Germania. Tanto che io in Italia, una volta laureatomi, praticamente non ho proprio cercato…”.

E come hai trovato lavoro in Germania?
“Non è stato facilissimo. Mentre ero ancora in Austria, ho trovato un altro stage in Svizzera in HolidayCheck, il più grande portale europeo di recensioni di hotel. Sono stato con loro tre anni, con contratti sempre diversi, l’ultimo dei quali è finito settimana scorsa, fino a diventare marketing & cooperation manager per l’Italia. In questo tempo ho vissuto a Costanza, in Germania, a un passo dal confine svizzero. L’azienda dista sei chilometri da casa mia, per raggiungerla mi bastava prendere la bicicletta e superare il confine. Costanza è una città bellissima, vale veramente la pena vivere qui. Ma io ho ancora voglia di partire, di ‘esplorare’ nuovi Paesi e così ho deciso di fare un’esperienza in Russia per prendere confidenza con la lingua e provare a trovare lavoro”.

AlmaLaurea ha da poco lanciato una campagna per far conoscere alle aziende tedesche la banca dati dei laureati italiani. Che ne pensi?
“È un’ottima idea. In Germania ci sono effettivamente tante possibilità. Certo, dipende dal proprio percorso di studi, alcune lauree come biologia e ingegneria sono più spendibili, altre meno. Ma è un Paese che offre molto: in alcuni settori la lingua può essere un ostacolo, mentre in altri può bastare l’inglese, ma un ottimo inglese”.

Come credi che i tedeschi valutino la preparazione dei laureati italiani?

“La Germania è un Paese molto aperto ai laureati stranieri in genere. Forse quello che crea qualche difficoltà è il sistema italiano di votazione della laurea e poi che i nostri percorsi universitari sono molto teorici, mentre vedo altri miei colleghi stranieri che hanno competenze più specialistiche. Però in Germania sanno riconoscere la motivazione, la passione e le competenze”.

 

Redazione AlmaLaurea, 19 luglio 2012