Lavoro

La passione per la ricerca

11 Maggio 2012

Un curriculum universitario di tutto rispetto, ottima conoscenza delle lingue ed esperienza internazionale. Ma, forse, più di tutto conta la passione, perché “solo facendo quello che piace si può riuscire ad eccellere”. Ne è convinta Alessandra Tesi, giovane ricercatrice fiorentina del campus Ifom-Ieo di Milano, il più grande polo di Europa per la ricerca oncologica, creato e voluto da Umberto Veronesi. Laureatasi con lode sia alla triennale che alla specialistica in Biologia cellulare e molecolare, durante l’università Alessandra è stata quasi un anno a Londra, dove, grazie al programma Erasmus Placement,  ha fatto esperienza di laboratorio presso il Dipartimento di biologia cellulare e molecolare dell’Imperial College. “È stata un’esperienza fantastica – racconta –, ho potuto mettere a frutto le conoscenze acquisite durante gli anni di studio, imparando soprattutto cosa significa fare ricerca e lavorare in team”.

Come mai dopo la maturità hai scelto di studiare biologia?

“La biologia mi ha da sempre incuriosito. Ho intrapreso questo corso di laurea per passione, nella consapevolezza, però, che non sarebbe stato semplice trovare un futuro lavoro. Ma penso che solo facendo ciò che piace si può dare il meglio di sé, il che vuol dire poter riuscire (o, comunque, per lo meno provarci) ad eccellere in qualcosa”.

La passione ti ha accompagnata durante tutto il corso di studi: laurea a pieni voti nella triennale in Scienze biologiche e, lo scorso luglio, a 25 anni, 110 e lode anche nella specialistica in Biologia cellulare e molecolare, con una tesi di oncologia molecolare sul cancro al seno. Come ci sei riuscita?
“Semplicemente studiando e cercando di dare il massimo ad ogni esame… E sono ovviamente soddisfatta dei risultati!”.

Durante la specialistica sei stata dieci mesi al Dipartimento di biologia cellulare e molecolare dell’Imperial College di Londra. Perché hai deciso di partecipare al programma Erasmus Placement?
“Ho sempre pensato di voler fare un’esperienza all’estero, non solo per migliorare l’inglese, ma anche per vedere come funziona l’università all’estero, dove la biologia e il fare scienza in generale sono molto più apprezzati. A Firenze, inoltre, sono rimasta un po’ delusa  dalla carenza di laboratori e così ho deciso di spostarmi per la tesi in un posto di alto livello in Inghilterra, dove si facessero studi relativi all’oncologia. Tramite l’aiuto della professoressa che era stata la mia relatrice di tesi alla triennale, ho scoperto che proprio all’Imperial College il gruppo del professor Djamgoz faceva studi di mio interesse, l’oncologia molecolare appunto, e quindi ho deciso di presentare la domanda Erasmus Placement per dieci mesi, il tempo necessario per la preparazione della tesi”.

E che cosa ti ha dato questa esperienza?
“Questa esperienza mi ha lasciato tantissimo. All’Imperial College ho imparato come e cosa significa fare scienza. Mi si è davvero aperto un mondo, quello della ricerca, che non conoscevo, e ne sono rimasta affascinata, piacevolmente stupita nonostante il grande sforzo che la ricerca richiede. Mi sono trovata davvero bene con il gruppo di lavoro e, anche se in certi momenti è stata dura, rifarei subito un’esperienza del genere. E sono contenta di aver avuto, nel mio piccolo, belle soddisfazioni per questo!”.

La tesi della specialistica l’hai scritta e discussa in inglese. Le competenze linguistiche, unite a un curriculum universitario di tutto rispetto, ti hanno facilitata nella ricerca del lavoro?
“Si sa che la conoscenza scritta e parlata dell’inglese sono fondamentali, oggi, in ambito lavorativo, e specie in quello scientifico. Penso che le aziende farmaceutiche che hanno selezionato il mio curriculum lo abbiano fatto anche e soprattutto sulla base di questa mia esperienza a Londra. Che si è rivelata ancora più vantaggiosa quando, qualche mese fa, ho sostenuto in inglese il  colloquio orale per la dura selezione alla scuola di dottorato che frequento tutt’ora”.

E dove stai facendo il dottorato?
“Sono PhD student presso la Semm, l’European school of molecular medicine di Milano, all’interno del campus Ifom-Ieo di Umberto Veronesi. Ho iniziato un dottorato di quattro anni in molecular oncology. Sono già davvero soddisfatta della mia decisione, perché si tratta di una perla rara nel panorama scientifico, uno dei pochi centri internazionali di ricerca presente in Italia”.

Conosci AlmaLaurea? La ritieni un servizio utile?

“Sì, la conosco dai tempi del liceo. La ritengo utile, un possibile link tra il mondo universitario e quello del lavoro”.