Università

Più giovani alla laurea

25 Maggio 2012

I miglioramenti registrati dall’età alla laurea e dalla regolarità negli studi, aspetti storicamente dolenti dell’intero sistema universitario nazionale, spesso evocati da chi ricorda un’università che non c’è più, tendono a stabilizzarsi nonostante l’aumento di quanti lavorano stabilmente durante gli studi: considerando solo chi si immatricola nell’età canonica, l’età alla laurea passa da 26,8 dei laureati 2004 a 24,9 anni dei laureati 2011: 24 anni per i laureati di primo livello; 25,2 anni per gli specialistici; 26,1 per gli specialistici a ciclo unico.
Fra gli oltre 121mila laureati triennali del 2011 l’età alla laurea è pari a 25,7 anni e si contrae sino a 24 anni al netto dell’immatricolazione ritardata.  Sotto questo profilo il ruolo dell’attività lavorativa (continuativa a tempo pieno), svolta contemporaneamente agli studi, risulta determinante. Non a caso i più giovani a concludere gli studi risultano i laureati dei percorsi nei quali questo tipo di esperienza lavorativa è meno presente, come quelli geo-biologico e linguistico (entrambi a 24,6 anni), economico-statistico ed ingegneristico (entrambi a 24,7 anni), mentre l’età più elevata si riscontra fra i laureati dei gruppi insegnamento (28,4 anni) e giuridico (29,6). Consistente è anche la presenza di una componente di laureati che ha fatto il proprio ingresso all’università in età superiore a quella tradizionale. Si tratta di 18 laureati su cento immatricolatisi con un ritardo di due e più anni e di altri 6 su cento il cui ritardo all’immatricolazione risulta superiore ai 10 anni!.

I laureati specialistici biennali si laureano ad un’età media di 27,8 anni (compresa fra i 31,1 anni del gruppo insegnamento e i 26 di quello chimico-farmaceutico). Al netto dell’immatricolazione ritardata l’età alla laurea si contrae fino a 25,2 anni. Anche nel caso degli specialistici l’età alla laurea risulta fortemente condizionata dalla presenza rilevante di laureati che hanno fatto il proprio ingresso all’università in età superiore a quella tradizionale. Sono infatti quasi 33 su cento i laureati magistrali che si sono immatricolati con un ritardo compreso fra 2 e 10 anni mentre per altri 6 su cento il ritardo all’immatricolazione risulta superiore ai 10 anni.

Dal 2004 al 2011 aumenta la regolarità degli studi
Per il complesso dei laureati, la regolarità negli studi migliora: i laureati in corso  erano poco meno del 10 per cento nel 2001 sono diventati il 39 per cento nel 2011.

Tra i laureati di primo livello la regolarità negli studi riguarda una quota elevata di laureati: 38 per cento (complessivamente 63 per cento entro un anno di ritardo). Concludono nei tre anni previsti 65 laureati delle professioni sanitarie su cento. All’estremo opposto, restare in corso riesce possibile soltanto a 15 laureati su cento del gruppo giuridico e a 29 su cento di quello in architettura.
Su valori molto confortanti la regolarità dei laureati di secondo livello: hanno concluso nel 47 per cento dei casi i loro studi in corso – ed altri 34 con un anno di ritardo – (dal 78 di quelli delle professioni sanitarie al valore minimo del 27 per cento dei laureati del gruppo giuridico).