Università

Più istruzione, meno disuguaglianze

14 Aprile 2011

Ha chiesto un minuto di silenzio per rendere omaggio ai caduti della "Primavera araba" Malak Reda, del Centro per gli studi economici Egiziano parlando, a margine della Conferenza Internazionale, "Capitale umano e occupazione nell'area europea e mediterranea", promossa da AlmaLaurea e AlmaMater il 10 e 11 marzo 2011 a Bologna, di mercato del lavoro, differenze di genere, occupazione giovanile e istruzione superiore. "Le trasformazioni che stanno interessando i paesi arabi- spiega la Reda- potranno rendere le nostre economie più produttive, portare maggiore ricchezza tra la popolazione e questo andrà a beneficio dell'intero sistema socio economico globale". "Ma perché ciò accada -chiosa- serve il supporto della comunità internazionale".

 Cosa pensa della situazione attuale dei paesi arabi? Quali sono secondo lei le principali misure da attuare al fine di migliorare la situazione?
"Molti paesi arabi in questo momento stanno assistendo a un'ondata di cambiamento che parte da una serie di necessità avvertite come imprescindibili dalla popolazione locale: ovvero, avere condizioni di vita più dignitose, una maggiore parità nella distribuzione del reddito e una diminuzione di favoritismi e corruzione, fattori ancora molto presenti in tante aree. Se questo cambiamento avrà luogo, la ricchezza aumenterà, le economie saranno più produttive e in grado di contribuire in modo positivo all'economia globale".

Secondo lei quali saranno gli effetti della "Primavera araba" e in particolare della rivoluzione sul mercato del lavoro egiziano? E quali gli effetti sui giovani?
"Credo che nei prossimi anni l'Egitto dovrà fronteggiare una sfida molto importante per quanto riguarda il mercato del lavoro. Questo perché molti giovani provenienti dalla Libia e da paesi della regione del Golfo, dove si stanno verificando diverse forme di protesta, stanno rientrando nel paese.Si aggiunge chi perso il lavoro a causa della rivoluzione e al conseguente rallentamento dell'attività economica. In questo senso, L'Egitto ha bisogno di creare posti di lavoro adeguati anche alla luce della pressione in termini di alloggi; vi è la necessità di un progetto nazionale di lavoro al fine di impiegare il più possibile la forza lavoro temporaneamente disoccupata. Ovviamente è implicito l'invito alle comunità internazionali e alle banche di sviluppo ad aiutare i paesi del Nord Africa nella messa in atto di progetti strategici che siano capaci di creare occupazione nelle circostanze attuali".  

Com'è possibile, secondo lei, ridurre le disparità di accesso all'istruzione e al mercato del lavoro per i giovani egiziani?
"Il problema della disuguaglianza deve essere contrastato con il miglioramento dell'istruzione primaria, puntano soprattutto sull'incremento della qualità. Perché ciò accada è necessario che vi sia una maggiore corrispondenza tra l'istruzione e le esigenze del mercato. Solo così si possono ridurre le disuguaglianze e si può abbassare il livello di povertà trans-generazionale. Senza questa corrispondenza, la disuguaglianza porta ad avere poche persone con salari molto alti e molte altre che non sono neanche in grado di sopravvivere. Da questo punto di vista, credo che una migliore correlazione tra domanda e offerta, tra mercato del lavoro e studenti delle scuole superiori e delle università, sarebbe di grande aiuto per risolvere almeno questa dimensione della disuguaglianza. Un'altra misura efficace potrebbe essere quella di offrire incentivi o borse di studio a studenti provenienti da famiglie più povere o dalle zone rurali: incentivi che permettano loro di beneficiare di un'istruzione di miglior qualità".

Crede che il modello AlmaLaurea possa essere esteso anche ai paesi del Medio Oriente?
"Sono rimasta davvero impressionata dal lavoro di AlmaLaurea. Il suo database e le sue modalità di attuazione credo siano quelle corrette per risolvere i problemi che sono alla base della disuguaglianza, cioè l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Da questo punto di vista, credo che l'Egitto potrebbe trarre grande beneficio dall'utilizzo del modello AlmaLaurea così come gli altri paesi della regione del Medio Oriente".

 

 

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