Lavoro

Poliglotta giramondo

07 Dicembre 2011

Seguire le proprie passioni e non smettere mai di studiare e di migliorarsi. Così la pensa Chiara De Meo, vicentina classe 1978, che da sei anni vive a Madrid, dopo un tour, tra università e lavoro, che dal Veneto l’ha portata in Portogallo, Grecia e persino in Libia. Laureatasi nel 2003 a Lingue orientali alla Ca’ Foscari, Chiara parla inglese, spagnolo, tedesco, ha studiato ebraico e russo, ma è l’arabo la sua passione, lingua che ha iniziato a conoscere ed amare viaggiando con i genitori. Ha fatto l’Erasmus e il progetto Leonardo, il tirocinio con il Ministero degli Affari Esteri e la guida turistica, la traduttrice e l’insegnante. Oggi lavora per un’importante scuola di lingue spagnola, dove coordina i corsi per gli studenti stranieri. “Nostalgia dell’Italia non ne ho, anche perché per lavoro vengo abbastanza spesso – racconta –. Non escludo di tornarci anche a vivere, ma solo se trovo qualcosa che mi permette di viaggiare e di parlare almeno due-tre lingue”.

Come mai hai scelto di studiare Lingue orientali? E come ti sei trovata alla Ca’ Foscari?

“Ho fatto il linguistico alle superiori, studiando spagnolo, inglese e tedesco. La passione per l’arabo è nata invece viaggiando insieme ai miei genitori, che lavorano nel turismo. Così ho scelto di fare l’università alla Ca’ Foscari di Venezia: è stata un’esperienza molto positiva, ho imparato l’arabo, il russo, l’ebraico, oltre a continuare a studiare spagnolo e inglese”.

Durante e dopo l’università hai fatto numerose esperienze all’estero: per studio o per lavoro?
“Entrambe le cose. Al terzo anno di università ho vinto la borsa di studio Erasmus e sono andata a Granada, dove ho preparato una tesi sul diritto musulmano comparato al diritto penale. Da poco era stato ritrovato un manoscritto arabo e nessuno prima di me l’aveva tradotto. Avrei anche voluto fare un dottorato sul diritto arabo, ma in Italia mi è stato sconsigliato dai miei professori. Dopo la laurea ho vinto anche un borsa per fare uno dei tirocini istituiti da Ministero degli Affari Esteri e Fondazione Crui. Sono stata al consolato italiano in Libia: mi occupavo dell’amministrazione ma anche di traduzioni, assistendo italiani e libici. È stata un’esperienza molto interessante, ‘forte’, ho conosciuto anche diverse persone vicine al regime di Gheddafi. Sarei dovuta rimanere tre mesi, ma per motivi di sicurezza, dopo gli attentati a Madrid, hanno chiuso il consolato e mi hanno rimpatriata”.

Prima l’Erasmus e poi il progetto Mae/Crui. Ti manca il Leonardo e poi li hai fatti tutti…
“In realtà ho fatto anche quello, a Las Palmas alle Canarie. Per fortuna ho vinto tante borse di studio e ho potuto fare esperienze diverse”.

E perché così tante esperienze?
“Intanto per migliorare la conoscenza delle lingue e prendere diplomi e certificazioni, come il Cervantes per lo spagnolo, per esempio, che in Spagna contano tantissimo e credo anche in Italia. E poi mi è sempre piaciuto molto viaggiare e lavorare è uno dei modi migliori per conoscere la cultura di un altro Paese”.

E che lavori hai fatto?
“Un po’ per mantenermi durante gli studi, un po’ per parlare le lingue, ho lavorato in diversi settori. Ho fatto la guida turistica in Italia, in Grecia, in Portogallo e anche in Spagna, dove molto spesso ho accompagnato gruppi nel cammino di Compostela. E quando riesco a organizzarmi, lo faccio ancora. Così come le traduzioni dall’arabo, che faccio per conto mio nei weekend, soprattutto nel periodo invernale: non ho smesso di tradurre sia per migliorare il mio stile sia per mantenere i contatti di lavoro che avevo e trovarne di nuovi”.

Ma la tua attività principale qual è?
“Da cinque anni vivo in pianta stabile a Madrid. Sono product manager allo Sheffield Centre, una importante scuola di lingue e agenzia di viaggio che ha vari campus in tutta la Spagna. Durante l’anno mi occupo dei corsi di spagnolo per gli studenti dai 13 ai 25 anni e in estate delle vacanze-studio, coordinando e selezionando il personale. Allo Sheffield Centre non insegno, anche se continuo a farlo privatamente. Inoltro collaboro con una rivista di caccia, pesca e natura, traducendo da spagnolo a italiano. E nel tempo libero, che effettivamente è poco, sto anche seguendo un corso di informatica e un altro di catalano, dal momento che con lo Sheffield Centre abbiamo diverse attività a Barcellona”.

Nostalgia dell’Italia?
“In realtà lavoro moltissimo con l’Italia e in primavera vengo abbastanza spesso, almeno ogni dieci giorni. Non escludo neanche di tornarci a lavorare, se trovassi qualcosa che mi permetta di continuare a viaggiare e di usare almeno 2-3 lingue”.

Cosa consigli a chi inizia adesso a studiare?
“Di seguire le proprie passioni e di non smettere mai di studiare, a prescindere dai titoli e dall’età. Io dopo l’università ho fatto un master a Venezia in turismo, un dottorato in Spagna sulla traduzione dall’arabo al castellano e ancora oggi continuo a studiare. Consiglio anche di fare esperienza all’estero per imparare bene le lingue e di non mollare di fronte alle difficoltà nella ricerca del lavoro, ma anzi di sfruttare di più internet e di approfondire certi contatti e certe reti”.

Conosci AlmaLaurea?
“Certo, l’ho conosciuta ai tempi della laurea e credo sia un servizio molto valido, per i giovani e per i laureati in genere”.