Lavoro

La Pr globetrotter

20 Giugno 2011

Deborah Zani ha trent’anni e una carriera avviata: è la responsabile del reparto marketing di Malik Management, un’importante azienda svizzera nel campo della formazione e della consulenza manageriale. Ha conseguito la maturità linguistica a Merano, sua città natale, e ha proseguito studiando Relazioni esterne e interne alla Facoltà di Scienze della comunicazione e dello spettacolo dello Iulm di Milano, dove si è laureata nel 2003 con una tesi sul marketing territoriale. Il suo percorso universitario è arricchito da significative esperienze lavorative all’estero, Olanda, Belgio e Inghilterra, accumulate durante  e dopo gli studi. Di madrelingua tedesca, Deborah parla anche inglese, francese e un po’ di olandese: "La conoscenza delle lingue offre moltissime opportunità", racconta. Tornare in Italia? "Mi piacerebbe, ma all’estero c’è un’altra cultura del lavoro e per i giovani è più facile avviare una carriera lavorativa".

Come mai hai scelto lo Iulm dopo la maturità linguistica?
"Inizialmente avevo pensato d’iscrivermi alla scuola per interpreti di Trieste, ma sarebbe stata un’esperienza troppo restrittiva, mentre io ho sempre cercato di avere delle prospettive più ampie. Essendo poi stata educata bilingue e avendo conseguito la maturità linguistica, ormai le lingue erano un’esperienza già fatta. Così durante l’ultimo anno delle superiori ho deciso di iscrivermi allo Iulm, considerata anche l’esperienza positiva di una mia amica studentessa di quell’istituto. Ho scoperto che stava seguendo un corso in comunicazione e relazioni pubbliche, che mi sarebbe interessato molto. Anzi, era proprio ciò che stavo cercando".

Pensavi anche che studiando allo Iulm avresti avuto maggiori opportunità lavorative?
"Sinceramente sì, all’inizio pensavo che avrebbe inciso di più, ma effettivamente non è poi così rilevante. Addirittura, nel corso dei quattro anni accademici anche i professori ci dicevano che sarebbe stato difficile avviare una carriera nell’ambito delle comunicazioni, ma io ci ho sempre creduto!".

Nella comunicazione e nelle relazioni pubbliche hai svolto diversi stage all’estero: li hai trovati autonomamente o tramite l’università?
"No, li ho trovati da sola subito dopo essermi laureata. Ho avuto la fortuna di partire subito per l’Olanda, e poi, tramite la stessa azienda, mi sono trasferita in Belgio. Nel 2004, invece, sono partita per l’Inghilterra. Sono stata all’estero in tutto per circa 8 mesi. Inoltre ho fatto esperienza anche nel periodo universitario: durante i mesi estivi sono stata impiegata presso l’Alto Adige Marketing a Bolzano".

Quali differenze hai notato fra l’Italia e i Paesi in cui sei stata?
"Le differenze non le ho notate immediatamente, ma solo dopo qualche settimana. Innanzitutto ci sono differenze culturali proprio nell’ambito lavorativo. Ad esempio, gli inglesi hanno bisogno di relazioni velocissime, se chiama un giornalista bisogna rispondere prontamente: il pensare veloce a Londra è basilare. In Olanda, invece, il clima è più rilassato e più flessibile. Una cosa che mi ha colpita molto, dei Paesi Bassi, è l’integrazione della maternità con il lavoro".

L’essere madrelingua tedesca ha inciso nella ricerca di un lavoro?
"Assolutamente sì, la conoscenza del tedesco mi è stata di grande aiuto. In generale, la padronanza delle lingue straniere offre moltissime opportunità, anche qui, dove lavoro ora, sfrutto tantissimo la conoscenza dell’inglese e dell’italiano".

Oggi lavori in Svizzera per la Malik Management e, a trent’anni, hai già una carriera avviata. Qual è di preciso il tuo ruolo all’interno dell’azienda?
"Sono la responsabile della comunicazione esterna e interna di Malik Management, mi occupo di tutto ciò che concerne la comunicazione print e online e lavoro con un team di sette persone. Ho potuto sviluppare il reparto di comunicazione assieme alla dirigenza aziendale e, di recente, ho prodotto e aggiornato il nuovo sito dell’azienda".

Ti hanno mai fatto pesare il fatto di essere straniera?
"No, non mi sono mai sentita trattata come una straniera. Qui conta molto il lavoro e guardano alle differenze culturali con apertura, in modo da confrontarsi su diversi punti di vista".

E pensi qualche volta di tornare in Italia?
"Mi piacerebbe molto, ma l’estero offre maggiori possibilità. Ai giovani che si mostrano tenaci e volenterosi si danno più responsabilità, e quindi intraprendere una carriera lavorativa è più semplice. Comunque, non ho chiuso la porta all’Italia, con cui ho ancora molti rapporti, lavorativi e non".

Che ne pensi di AlmaLaurea?
"Credo che sia un servizio utilissimo, tanto che io personalmente ho ricevuto molte offerte lavorative in questi anni. In un certo senso dà sicurezza: mostra concretamente che si occupa degli studenti".