Lavoro

Pragmatismo tedesco e fantasia italiana

26 Luglio 2012

“Il pragmatismo tedesco più la fantasia italiana: sarebbe una miscela perfetta!”. Denise Ascione, 27enne romana di madre tedesca, appoggia con convinzione la campagna che ha lanciato AlmaLaurea per far conoscere i laureati italiani alle imprese tedesche e consiglia vivamente di vivere un’esperienza formativa e professionale in Germania. Lei l’ha fatto: dopo la laurea con lode alla triennale in Architettura dei giardini e paesaggistica, conseguita nel 2008 presso la Sapienza di Roma, si è specializzata con l’International master in Landscape architecture (Imla), che l’ha portata a studiare tra Svizzera e Germania (con frequenti escursioni nel resto d’Europa), e a fare un tirocinio (pagato) in uno studio tedesco. Ora Denise è di nuovo a Roma, ma in Germania, se potesse, ci tornerebbe di corsa: “Lì il paesaggismo è davvero considerato e ci sono molte più possibilità”.

Come mai dopo la triennale hai deciso di frequentare il master Imla?
“Perché il mio campo è il paesaggismo e in Germania ha radici molto più solide. Il master dura due anni e lo organizza un consorzio di diverse università: quando l’ho fatto io erano la Hochshule fuer wirtschaft und umwelt di Nürtingen, la Hochschule weihenstephan-triesdorf di Monaco e la Hochschule für technik di Rapperswil, in Svizzera, dove si tenevano le lezioni. Eravamo solo tredici studenti provenienti da varie parti del mondo, seguiti da numerosi professori. I moduli didattici erano molto orientati alla pratica, ma studiavamo anche la legislazione internazionale e avevamo la possibilità di fare frequenti scambi culturali in diversi Paesi europei: ognuno si concludeva con un progetto, e alcuni sono stati pure realizzati”.

Per il master hai fatto un tirocinio in uno studio di Landshut. Come ti sei trovata a lavorare e vivere in Germania?

“È stato stupendo. Ho lavorato presso lo studio Lab (Landschaft architektur Brenner) ed in quei cinque mesi ho fatto un po’ tutto quello che si fa materialmente nella nostra professione, dalla progettazione al cantiere, e ho avuto la possibilità di seguire e di vincere il secondo posto al concorso di realizzazione di una sezione del parco zoologico di Francoforte. Il  praticantato era un passo obbligato del master e malgrado ciò era pagato. Dal punto di vista della vita sociale, be’, io sono avvantaggiata: sono madrelingua tedesca, mia madre è originaria di una cittadina vicina Landshut e per me è stato come se fossi a casa. Vado lì da quando sono bambini, ho parenti, amici, ma ho fatto anche nuove conoscenze”.

Oggi dove vivi e che cosa fai? Che aspirazioni hai?
“Momentaneamente sono a Roma, lavoro in una azienda che si occupa di progettazione d’esterni soprattutto per privati. Per motivi personali sono stata un po’ forzata a tornare in Italia, ma il mio obiettivo è andare a lavorare in Germania o in altri Paesi in cui il paesaggismo è davvero considerato e ci sono maggiori possibilità lavorative rispetto all’Italia. Perché non è vero che il lavoro non esiste e che ci si deve accontentare: bisogna cercare umilmente il proprio spazio creativo, rendendosi anche disponibili a lasciare la propria città, magari solo temporaneamente, ma senza accontentarsi mai”.

AlmaLaurea ha lanciato una campagna per mettere in contatto le aziende tedesche con i laureati italiani. Consiglieresti un’esperienza professionale in Germania?
“La consiglio vivamente e reputo questa iniziativa particolarmente interessante. I tedeschi sono più pragmatici, gli italiani più creativi, metterli insieme sarebbe una miscela fantastica”.