Lavoro

Professione: counsellor

24 Agosto 2011

Non ha mai smesso di studiare, Letizia Giannico, perché la psicologia e la sua applicazione nell’ambito professionale (ma non solo) sono davvero la sua passione, tanto che per frequentare corsi e scuole di specializzazione spesso ha sacrificato pure le ferie. Perugina, classe 1976, Letizia lavora da anni a Milano per una multinazionale di primo piano nel campo dell’Information & communication technologies, dove è entrata appena dopo la laurea in Scienze politiche, conseguita all’università perugina nel 2000. Le sue prime mansioni erano nel ramo commerciale, ma affascinata dal settore delle risorse umane, nel 2004 ha deciso di iscriversi a Trieste alla triennale in Scienze e tecniche psicologiche, che ha concluso due anni dopo. Da allora non ha mai smesso di specializzarsi, frequentando scuole e corsi di counselling, di coaching e di programmazione neurolinguistica, che le hanno dato quelle competenze necessarie per assistere, formare e motivare manager e quadri. “Ho appena finito anche un corso di ipnosi – dice ridendo - ma quello sul lavoro proprio non lo posso applicare”.

Dopo la laurea in Scienze politiche hai preso quella in Scienze e tecniche psicologiche a Trieste. Un percorso non comune…
“So che le due facoltà sembrano non c’entrare niente l’una con l’altra, ma in realtà per me c’è continuità. Dopo Scienze politiche ho iniziato a lavorare in una multinazionale. Facevo il commerciale e mi occupavo del cosiddetto telecoverage. Presto però mi sono resa conto che non era quello che volevo fare. Ci ho pensato a fondo e ho scelto di puntare sull’area della formazione e delle risorse umane. Per lavorare in questo campo, però, era necessaria una laurea in psicologia. La riforma universitaria e la possibilità di ottenere un titolo dopo tre anni sono stati elementi che mi hanno aiutato. Inoltre a Trieste, dove mi sono laureata, era attivo un corso di psicologia in teledidattica, in pratica seguivo alcune lezioni su RaiSat, la tv satellitare della Rai, nel programma Nettuno”.

La laurea in Psicologia significa che in qualche modo Scienze politiche ti ha deluso?

“Scienze politiche è stato un passaggio fondamentale della mia formazione. Mi ha dato una forma mentis e soprattutto la predisposizione ad ampliare le mie conoscenze. Se tornassi indietro rifarei esattamente lo stesso percorso. Anche perché è stata Scienze politiche a darmi l’opportunità di entrare nella multinazionale”.

In Psicologia ti sei laureata nel 2006. Dopo quali corsi hai seguito?

“Ne ho fatti davvero così tanti che francamente non me li ricordo tutti. Ho scelto di studiare e specializzarmi nel desiderio di non fermarmi mai e di migliorare in continuazione, un desiderio così grande che per fare formazione ho utilizzato anche le mie ferie. Comunque, ho seguito corsi di coaching, di neurolinguistica e, parallelamente alla laurea in psicologia, ho frequentato anche un corso triennale in counselling presso la Scuola di Gestalt di Trieste”.

Che tipo di scuola è e che cosa è il counselling?

Ho frequentato per 3 anni, la Scuola di Gestalt di Trieste che si occupa di psicoterapia e di counselling. Il Counselling, indica un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Si occupa di problemi del tipo: prendere decisioni e miglioramento delle relazioni interpersonali, contestualmente circoscritti per la famiglia, lavoro, scuola : nel colloquio col cliente, ti permette quindi di entrare in empatia. Applicato nel campo professionale con le attività di coaching individuale, il counselling mi permette di evere maggiori strumenti per raggiungere gli obiettivi prefissati con il coachee riuscendo a lavoare su alcune leve motivazionali. Per specializzarmi ancor di più, poiché credo che ampliare il proprio ruolo e differenziarsi sia essenziale, mi sono iscritta ad un corso di programmazione neurolinguistica, che mi porterà al livello di Master.

Scusa, ma sul lavoro puoi applicare l’ipnosi?

“No, l’ipnosi no, assolutamente, comunque mi piacerebbe molto (ride). Ho fatto il corso per interesse personale, ma chiaramente non posso utilizzare l’ipnosi sul lavoro”.

Tornando seri, quanto ti sono utili professionalmente le conoscenze che hai acquisito?
“Moltissimo, considera che il mio ruolo è all’interno della direzione delle risorse umane. Prima mi occupavo di corsi di formazione, il mio ruolo era quello dell’istruttore, in aree legate ai soft skill e per questo mi sono occupata di sessioni di coaching individuale rivolte a manager con l’obiettivo di motivarli, sviluppare le loro skill e aiutarli a raggiungere alcuni dei loro obbiettivi in ambito lavorativo.

Soddisfatta quindi del lavoro che fai?
“Assolutamente soddisfatta, lavorare in una multinazionale ti da la possibilità di vedere molti aspetti di un organizzazione e la vista privilegiata dalle risorse umane  ti permette di osservare tutte le tematiche legate alle risorse; dall’ ingresso in azienda, al percorso di sviluppo e carriera fino all’ uscita.Inoltre mi dà la possibilità di cambiare spesso attività. Quello che faccio ora è infatti gestire personalmente alcuni  programmi di formazione: se ci sono specifici bisogni formativi  mi occupo io dell’organizzazione delle attività formative, non tanto per quanto riguarda gli aspetti pratici anche se sono elementi fondamentali, quanto per i contenuti. Questo mi permette di applicare tutto quello che ho studiato, che mi è utilissimo”.

Visto che ti occupi di formazione e risorse umane, che consigli puoi dare a chi si è appena laureato e cerca lavoro?
“Dalla mia esperienza ho capito che bisogna avere le idee chiare, anche se è difficile. E bisogna avere anche l’atteggiamento giusto: essere consapevoli che il mondo del lavoro è totalmente diverso da quello universitario e che il possesso di una laurea non garantisce automaticamente una carriera. Penso che ci voglia più umiltà e più voglia di scoprire cose nuove”.