Lavoro

Il responsabile marketing che parla russo e lituano

18 Luglio 2011

Passione, versatilità e capacità di rischiare hanno guidato le scelte accademiche e professionali di Andrea Canini,  31enne di Manerbio, paese nella bassa bresciana. Laureatosi nel 2007 in Lingue e letterature straniere all’Università di Parma, Andrea ha saputo reinvestire al 100% le conoscenze apprese in tutti i lavori che ha svolto: è stato traduttore, consulente aziendale, e insegnante di italiano in Lituania, ma la scelta che più gli ha giovato dal punto di vista professionale è stata quella di aggiungere al suo curriculum una formazione di tipo economico e aziendale, che gli ha permesso di rivestire prima il ruolo di export manager e successivamente di responsabile del marketing in una grande azienda di meccanica. È questo infatti il consiglio che dà a chi segue un corso di studi come il suo e vuole entrare nel mondo delle imprese: “Imparare bene le lingue e se possibile studiare economia dopo la laurea”.

Cosa ti ha portato a scegliere lingue? Passione o valutazioni sulle prospettive di lavoro?

“Decisamente passione. L’amore per le lingue è arrivato grazie a quello per la musica, leggevo i testi in inglese, e da lì… Però all’università ho deciso anche di concentrarmi su qualcosa di abbastanza nuovo per l’epoca, una conoscenza che mi rendesse particolare: lo studio del russo”.

In effetti hai fatto anche un Erasmus di 10 mesi in Lituania. Ma come mai lì e non direttamente in Russia?
“Il luogo in cui sono andato in Lituania non è stato scelto a caso: sono stato a Klaipeda, una città ‘bilingue’ in cui si parla russo e lituano. L’università che ho frequentato è lituana, ma parlandole e frequentando corsi, ho potuto migliorare la conoscenza di entrambe le lingue, che sono molto diverse tra loro”.

Quel che hai appreso all’università ti è stato utile nel mondo del lavoro?
“Utilissimo. A parte che considero l’apprendimento delle lingue un valore aggiunto per chiunque, a prescindere dalla professione che si fa, il russo in particolar modo è un idioma in continua espansione nel settore delle vendite, e nonostante questa crescita sia iniziata anni fa, i commerciali madrelingua italiani che lo parlano sono ancora molto pochi. La maggioranza sono russi che parlano bene l’italiano. Questo secondo me è un aspetto che potrebbe essere sfruttato da un giovane che desidera differenziarsi nel mercato del lavoro”.

Ripercorriamo la tua carriera: ti sei laureato, e poi?

“E poi il primo lavoro è arrivato molto presto, sempre grazie al russo, ovviamente. Dopo neanche due mesi sono stato assunto a tempo indeterminato dalla Daerg chimica, un’impresa di detergenti per auto di Parma per cui ho lavorato come commerciale estero per un anno e mezzo, fino a quando non ho trovato l’occasione e ho lasciato la sicurezza di un impiego a tempo indeterminato per andare a insegnare italiano in Lituania”.

Era la fine del 2008, la crisi stava cominciando a farsi sentire proprio allora: com’è andata?
“Per fortuna molto bene. Il lavoro mi è piaciuto molto e in quel periodo, parallelamente all’insegnamento, ho scoperto le potenzialità di internet. Ho cominciato a collaborare e a fare consulenze per numerose imprese e continuo tutt’ora con grande soddisfazione”.

Dopo la Lituania sei tornato in Italia, però.
“Sì, una volta conclusa l’esperienza sono tornato a Brescia. Sono stato assunto come export manager dalla Pedrotti, una grande azienda meccanica e recentemente sono stato promosso a responsabile del marketing”.

Cosa consiglieresti a chi come te ha studiato Lingue?
“Se potete, studiate economia dopo la laurea. Io ho imparato quello che so alla vecchia maniera, lavorando, ma penso che per un laureato di lingue che desideri entrare nel mondo delle imprese l’ideale sarebbe frequentare un master in economia o in international business”.

Hai mai utilizzato AlmaLaurea per le tue ricerche di lavoro? Che ne pensi?
“L’ho consultata spesso e credo che sia utile e ben fatto. All'inizio della mia carriera mi è servito per conoscere le richieste del mondo del lavoro, preparare un cv europeo, valutare quali fossero le figure più richieste dal mercato e quali le competenze più appetibili per le aziende. Tramite AlmaLaurea ho anche ricevuto un’interessantissima offerta come resident supply manager per la filiale russa di un colosso dell’alimentazione, ma non l’ho potuta accettare. Ultimamente non la uso più, ma solo perché i lavori successivi li ho trovati grazie alla mia rete di contatti diretti”.