Lavoro

Dalla Sardegna a Torino per fare ricerca

01 Settembre 2011

La passione per le materie scientifiche ce l’ha fin da quando era piccolo. E la decisione di iscriversi a Ingegneria arriva proprio da lì. La scelta di puntare sulle telecomunicazioni, invece, dipende dalle maggiori possibilità occupazionali. Pietro Ruiu, 29 anni di Sassari, si è laureato nel 2006 al Politecnico di Torino, scelto per la sua storia e importanza, e, dopo un contratto a tempo determinato come software engineer in Morotola, oggi lavora come ricercatore all’Istituto Superiore Mario Boella di Torino presso l’Unità di ricerca Infrastructures and Systems for Advanced Computing con un contratto a tempo indeterminato. Il consiglio per chi segue un corso di studi come il suo? “Fare esperienza anche prima di finire gli studi perché serve a capire qual è l’attività che si vorrà fare in futuro”.

Che cosa ti ha portato dopo la maturità a scegliere Ingegneria delle telecomunicazioni? E come mai da Sassari ha deciso di trasferirti a Torino?
“Ho da sempre preferito le materie scientifiche a quelle umanistiche e perciò la scelta di studiare Ingegneria è maturata da bambino. Al momento di scegliere il corso di studi ho pensato che Ingegneria delle telecomunicazioni avrebbe offerto maggiori possibilità di trovare un lavoro.
La scelta dell’Ateneo torinese si è basata su diversi fattori ma principalmente è dovuta alla storia e all’importanza del Politecnico di Torino, da sempre ai primi posti nelle classifiche delle migliori università nazionali e internazionali”.

Sei soddisfatto del corso di studi che hai scelto?
“Sono rimasto molto soddisfatto del percorso svolto al Politecnico, sia per la qualità della didattica che per l’adeguatezza delle strutture messe a disposizione. Anche l’organizzazione è sempre stata di ottimo livello. I professori, nella maggior parte dei casi, si sono dimostrati molto attenti sia alla didattica che alle attività di ricerca: ho avuto anche il piacere di avere come docenti ricercatori di fama internazionale”.

Durante gli studi hai avuto esperienze di lavoro?
“Non ho svolto attività lavorativa parallelamente agli studi. L’unica esperienza è stata quella attinente a un breve tirocinio formativo presso una piccola azienda di Torino che si occupa di sviluppo software. L’attività faceva parte dei corsi obbligatori compresi nel piano di studi della laurea di primo livello. Poi ho svolto un tirocinio finalizzato alla realizzazione della mia tesi di laurea specialistica, presso l’Istituto Superiore Mario Boella (ISMB), il Centro di Ricerca per il quale ora lavoro. Ho visto come si lavorava al suo interno e mi è subito piaciuto”.

Come ti sei mosso e quali strategie hai adottato per la ricerca di impiego?
“Appena laureato ho ricevuto diverse offerte di lavoro da aziende che cercavano personale attraverso le liste dei laureati del Politecnico. Ho mandato inoltre curriculum attraverso i siti web, alle aziende a cui ero interessato, e mi sono informato attraverso persone che già lavoravano, su possibili posizioni aperte nelle loro aziende, chiedendo loro di consegnare un mio CV. Quest’ultimo metodo è stato senza dubbio il più efficace. Ho trovato l’attuale lavoro grazie al relatore della mia tesi, che sapendo delle posizioni aperte al Boella mi ha contattato per propormele”.

Quindi non hai avuto particolari difficoltà nel trovare lavoro?
“Il lavoro è arrivato quasi subito, grazie a diverse offerte di società di consulenza: ricercavano neolaureati in Ingegneria per lavorare come software engineer per una grande multinazionale americana delle telecomunicazioni. L’esperienza è stata molto formativa anche se il contratto era a progetto della durata di un anno”.

Dove lavori adesso?
“Attualmente lavoro ancora all’Istituto Superiore Mario Boella (ISMB) un Centro di Ricerca che si occupa di Ricerca Applicata e ha l’obiettivo di favorire il trasferimento tecnologico tra il mondo della ricerca di base e le imprese, due realtà che in Italia risultano piuttosto distanti.
Dalla mia esperienza ho notato infatti che, nonostante in Italia e particolarmente in Piemonte la Ricerca nel settore ICT sia molto attiva e abbia raggiunto un elevato livello di qualità, non sempre le imprese italiane comprendono il potenziale offerto dall’innovazione tecnologica e difficilmente la applicano in azienda”.

Sei soddisfatto della tua situazione lavorativa?
“Sto lavorando come ricercatore presso l’Unità di ricerca Infrastructures and Systems for Advanced Computing (IS4AC) con un contratto a tempo indeterminato. Mi occupo di infrastrutture per il l’analisi di grandi quantità di dati (sfruttando tecnologie come il Cloud Computing, il Grid Computing) per settori come l’elettronica, il satellitare, la meteorologia, il biomedico. Oltre agli aspetti tecnici, una buona parte del lavoro consiste nella ricerca di fondi e nella gestione di progetti di ricerca finanziati da bandi nazionali, regionali ed europei. Sono molto soddisfatto del lavoro che svolgo, è un’attività dinamica e multidisciplinare in cui è necessaria anche una certa dose di creatività”.

Non hai mai pensato di andare all’estero o di tornare in Sardegna?
“Ho pensato di fare entrambe le cose prima di iniziare l’attuale lavoro. Ho monitorato costantemente il mercato del lavoro in Sardegna ma devo dire che, purtroppo, non ho mai ricevuto risposta alle mie candidature, quindi nonostante abbia avuto il desiderio di tornare non ho avuto la possibilità di farlo. Ho anche avuto dei contatti con alcune aziende estere, con condizioni economiche molto vantaggiose. Ho deciso però con soddisfazione di rimanere a Torino e occuparmi di ricerca, un lavoro che mi ha permesso di specializzare i miei studi, di viaggiare e fare esperienze a livello internazionale”.

Cosa ti senti di consigliare a uno studente di ingegneria delle telecomunicazioni per emergere nel mondo del lavoro?
“Gli consiglierei di fare esperienze anche prima della conclusione degli studi, sfruttando tutte le opportunità offerte dalla propria università attraverso stage e tirocini aziendali. Sono esperienze molto utili per capire quali sono i settori o le attività in cui si vorrà o non si vorrà lavorare in futuro. Sono banchi di prova molto importanti che permettono di arrivare già con le idee chiare al momento della decisione. Se possibile fare una breve esperienza all’estero per imparare le lingue che sono fondamentali in qualsiasi settore. E poi di non perdersi d’animo e di cercare l’offerta migliore avendo ben chiara in mente l’attività che si vuole svolgere”.

Conosci AlmaLaurea? L’hai utilizzata per trovare lavoro?
“Conosco AlmaLaurea e l’ho utilizzata spesso appena mi sono laureato e anche in seguito. Ho trovato molto interessanti le statistiche sul mondo del lavoro, mi sono state utili per capire quali fossero le figure richieste e in che direzione stesse andando il mercato. È stato molto utile anche il servizio per la costruzione del cv chiaro e semplice da usare, anche perché all’inizio senza molta esperienza non è facile costruire un buon curriculum da zero”.