Lavoro

Al servizio delle imprese

24 Agosto 2011

Grande determinazione, idee chiare, entusiasmo, apertura al cambiamento e la giusta dose di ambizione hanno guidato, e guidano oggi, il percorso formativo e professionale di Simona Ventura. Genovese, classe 1975, Simona già da ragazzina aveva le idee chiare, studiare le lingue – inglese e francese al liceo,  tedesco privatamente – e iscriversi a Economia e commercio nel capoluogo ligure, dove si è laureata nel 2001 con una tesi in economia e gestione delle imprese internazionali. Prima e dopo l’università, ha arricchito il suo curriculum con corsi e tirocini, che le sono stati utili per farsi un’idea sul mondo del lavoro e capire quale direzione prendere. La risposta era: lavorare con e per le imprese. Così è stato. Simona ha lavorato nel settore del commercio e della logistica, quindi in quello delle spedizioni per una grande compagnia marittima, ampliando di volta in volta la sua esperienza lavorativa, spinta dalla voglia di mettersi in gioco. Nel 2005 un’offerta inaspettata l’ha portata in banca, prima alla Bnl e ora al gruppo Ubi, dove segue la clientela corporate e dà assistenza alle aziende fino a  150 milioni di euro di fatturato. “Cambiare non mi ha mai spaventato – racconta –. Certo, è faticoso, ma ogni cambiamento porta a un arricchimento”.

Dopo la maturità linguistica ti sei iscritta a Economia. Cos’ha dettato questa scelta?
“Ancora prima dell’inizio del liceo avevo chiaro quale sarebbe stato il mio progetto di studi scolastici: avere un buona base culturale, studiare lingue e poi fare economia. Ho mantenuto fede a questo progetto e oggi le mie specializzazioni sono proprio le lingue e l’impresa”.

Durante gli studi sei stata per iniziativa personale più volte all’estero. Come mai?

“Ho fatto diversi soggiorni in Francia, in Inghilterra e anche in Germania, a Berlino, perché credo che le lingue vadano praticate e parlate con i madrelingua e che non basti la teoria”.

Prima e dopo la laurea hai frequentato un corso di formazione e due corsi di perfezionamento. Di cosa si trattava?

“Erano corsi non solo teorici, ma anche pratici, sulla cooperazione internazionale, sui trasporti marittimi e sulla creazione di impresa. I corsi comprendevano anche dei tirocini e li ho fatti proprio per avere una prima visuale sul mondo del lavoro, dal momento che uscendo dall’università spesso non si hanno le idee chiare”.

E ti sono stati utili?
“Decisamente, soprattutto il corso in creazione di impresa. Mi ha permesso di capire quello che volevo fare, ovvero lavorare con le aziende, seguirle nell’apertura, coglierne le esigenze e assisterle, che è poi quello che faccio adesso”.

Come e quando è iniziata la tua carriera professionale?
“Nel 2002, dopo uno stage trovato grazie all’università ho iniziato a lavorare con Alifood, una società che si occupa della commercializzazione di prodotti alimentari. Dopo un mese sono stata assunta da un’altra società dello stesso gruppo, Comtrade spa, sempre del comparto food, che cercava qualcuno con competenze linguistiche. Io mi occupavo di logistica e di import-export con l’Europa, lavorando a braccetto con il commerciale. Sono stata lì un anno e mezzo”.

E poi?
“Lavorando nel settore della logistica, ho pensato, un po’ per ambizione e un po’ per voglia di mettermi in gioco, di fare esperienza in una società più grande. Ho mandato curricula e sono stata chiamata da Le Navi spa, l’agente generale per l’Italia della Mediterranean Shipping Company. Ho lavorato nell’ufficio commerciale, gestendo le spedizioni con medio ed estremo oriente. Anche in questo caso, un’esperienza di grande spessore, che mi ha portato in prima linea a diretto contatto con la clientela”.

Dal 2005 altro lavoro, giusto?
“Sì, ed è stata anche una cosa inaspettata. Mi ha contattata una banca, la Bnl, che cercava persone con esperienza come commerciali in azienda perché voleva formare un gruppo di gestori finanziari per le imprese. Ho fatto sei mesi di formazione in giro per l’Italia, interamente a carico dalla banca, e quindi ho cominciato nel mio nuovo ruolo. Io mi dovevo occupare di sviluppo, cioè cercare nuovi clienti tra aziende di media e piccola dimensione. Spesso erano negozi o imprese familiari, altre volte ditte o aziende più strutturate”.

E hai accettato subito la proposta?
“Non ci ho pensato più di tanto, le condizioni erano vantaggiose e il rapporto lavorativo offriva prospettive di carriera interessanti, anche all’estero. Sono stati tre anni fondamentali per la mia carriera, perché mi hanno permesso di definire il mio profilo professionale. Nel 2008 ho ricevuto una nuova proposta e sono passata al Banco di San Giorgio del gruppo Ubi, il quarto in Italia. Sono stata prima nel settore small business, poi sono stata promossa sul campo e oggi sono account manager corporate, seguo aziende con fatturato da 5 milioni ai 150 milioni di euro”.

Cambiare lavoro non ti ha mai spaventato?

“Sono sempre stata pronta al cambiamento, anche se so che cambiare è faticoso. È faticoso cambiare abitudini, cambiare società, cambiare colleghi e adattarsi a nuove mansioni. Ma questa fatica serve per crescere, per fare esperienza, per avere una marcia in più. Anzi, se potessi dare un suggerimento a chi sta per laurearsi, consiglierei di non fossilizzarsi sulla prima occasione che capita, ma di seguire le proprie ambizioni, ‘cum grano salis’”.

E tu oggi sei soddisfatta?
“Sì, mi ritengo soddisfatta, anche se rimane il mio anelito a coprire incarichi di maggiore responsabilità, possibilmente con attinenza con i mercati esteri. Così potrei unire le mie passioni, quelle per il lavoro con le aziende, per le lingue e per il viaggio”.

Ultima domanda di rito: conosci AlmaLaurea?
“Sì, la conosco. Anzi, dovrei aggiornare il mio curriculum. La mia filosofia di vita è di non chiudere mai le porte e AlmaLaurea può essere una buona vetrina. Lo aggiornerò presto”.