Lavoro

Un sogno chiamato Islam

04 Febbraio 2011

"Dire: "io parlo l'arabo," è quasi impossibile. Magari, conosci alla perfezione la lingua classica, ma nella vita di tutti i giorni le persone che incontri parlano in maggioranza solo dialetto". E lo dice una laureata specialistica con il massimo dei voti in studi arabo islamici dell'ateneo di Napoli "L'Orientale": Federica Casciato, 25 anni di Lanciano (Ch), che dopo varie esperienze in Egitto, è stata ammessa alla School of Oriental and African Studies, SOAS, di Londra per portare avanti la sua passione. "Mi piacerebbe lavorare con il diritto islamico o per qualche ente internazionale o in ambito accademico" precisa Federica che, pensando al suo futuro, si immagina ben lontana dall'Italia.

Dopo il liceo classico, hai deciso di proseguire con l'università concentrandoti sullo studio delle lingue
"Appena diplomata non avevo le idee chiare, non sapevo bene che studi portare avanti. Così ho accettato il consiglio di un mio professore, che conoscendo la mia passione per le lingue, mi ha suggerito di studiare l'arabo. Mi sono iscritta alla triennale della Facoltà di Studi arabo islamici e del mediterraneo di Napoli "L'Orientale" e poi ho proseguito con la specialistica. Ho studiato sia la lingua, che la cultura, la storia e le tradizioni di queste popolazioni, geograficamente così vicine al nostro paese, ma di cui si conosce davvero poco. Alla fine, mi sono laureata con una tesi in diritto islamico, precisamente sull' applicazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia del 1990 in Egitto. Nel complesso, sono rimasta molto soddisfatta del mio percorso, è stato interessante, mi ha permesso di viaggiare e di arricchirmi dal punto di vista culturale e personale".

Viaggiare: dove sei stata?
"Finti gli studi, in otto studenti del corso siamo partiti per l'Egitto, ci siamo fermati al Cairo per frequentare l'International Language Institute. Tre mesi di full immersion nella cultura e nel mondo arabo. E' stata una grande esperienza, ma tutt'altro che facile. Quando siamo arrivati, abbiamo cercato casa. Il che, in sé, è apparentemente semplice: ma quando parlare diventa la cosa più difficile da fare, è dura. Il motivo è che l'arabo classico, quello che si studia all'università, non viene pressoché parlato, se non da una stretta cerchia di persone di cultura, il resto usa il dialetto. E ce ne sono tanti, tutti diversi. E' come trovarsi in un altro mondo. Basti pensare che in Egitto il tasso di istruzione è molto basso e la maggior parte delle persone che vive fuori dal centro affonda nella miseria più nera. Numerose aree sono trascurate e non ci sono i soldi per investire. Di contro, è uno dei primi paesi arabi ad aver firmato l'accordo per l'applicazione della legislazione internazionale in materia di bambini e adolescenti. Peccato, ci sia la legge, ma non ci siano i controlli".

Una volta laureata, hai deciso di frequentare una scuola di Londra, come mai?
"Ho fatto domanda alla SOAS, School of Oriental and African Studies di Londra perché credo che frequentando il migliore istituto specializzato in lingue, studi umanistici, economia e giurisprudenza delle aree culturali dell'Asia, dell'Africa e del Vicino e medio Oriente, un giorno avrò maggiori opportunità professionali. Comincerò le lezioni a settembre del 2011, ma sono già a Londra per imparare meglio la lingua, giacché dovrò studiare e sostenere esami solo in inglese. Come indirizzo ho scelto di proseguire con lo studio dei diritti umani a livello internazionale perché mi piacerebbe lavorare in questo settore o entrando in qualche organismo internazionale, o proseguendo con un Phd in ambito accademico. Certo, non sarà un'impresa facile, soprattutto ora che la situazione economica è così disastrosa in molti paesi industrializzati. Ma è la mia passione e la voglio coltivare fino in fondo".

Come ti sembra vivere a Londra, è molto diverso dall'Italia?
"Devo ancora ambientarmi, ma a occhio e croce direi che non c'è paragone. Al di la dell'ambiente energetico e multiculturale che si respira anche solo girando per le vie della città, anche dal punto di vista formativo le distanze sono insuperabili. Nella mia scuola ci sono studenti di ogni parte del mondo, tutti li riuniti perché accomunati da un solo interesse, lo studio del mondo arabo. E una volta concluso il corso, lo studente ha perfino l'abilitazione per insegnare. All'Università di Napoli, eravamo in pochissimi iscritti. Tant'è che, nonostante gli ottimi insegnati e i corsi di alta qualità, sembra che il mio corso di laurea stia per chiudere. Il lavoro? In Italia, soprattutto in questo settore, è pressoché impossibile trovare qualcosa. Di recente sono stata chiamata dall'Ice per seguire un corso di formazione gratuito in commercio estero. Un'occasione rara in Italia di questi tempi: magari, riesco a frequentarlo prima che inizi la SOAS".        

Cosa pensi di AlmaLaurea? Credi che possa aiutare gli studenti a trovare lavoro?
"Sicuramente essere inseriti in un data-base come quello di AlmaLaurea è molto utile, il proprio curriculum può essere in ogni momento selezionato da aziende o organizzazioni interessate ad uno specifico profilo di laureati. Per esempio, nel mio caso, la segnalazione del corso dell'ICE mi è pervenuta proprio grazie alla banca dati di AlmaLaurea".