Lavoro

Dalle traduzioni alla logistica

08 Agosto 2011

Dalla lingue straniere al marketing, dalla letteratura russa fino alla logistica. È costellato di mille tappe e interessi il percorso formativo, ma soprattutto quello professionale, di Claudio Minatti. Trentatreenne di Trento, nel 2004 si è laureato nell’Università della sua città in Lingue e letterature straniere con una tesi su Valentin Rasputin. Inglese, tedesco, spagnolo e russo sono le lingue che conosce e che ha studiato sin dalle elementari e poi al liceo e all’università, grazie anche a corsi e ai viaggi di studio nelle città russe di Vladimir e di San Pietroburgo. Settori diversissimi caratterizzano la sua carriera professionale, iniziata già durante il periodo universitario: commercio, medicina nucleare, produzione e distribuzione di vini e spiriti, di chiodi e di argani per ascensori, esperienze attraverso cui ha potuto acquisire competenze di logistica, di archiviazione oltre che di traduzione. Oggi Claudio segue il mercato estero di un’azienda metalmeccanica e a chi sta muovendo i primi passi nel mondo del lavoro consiglia di non pensare solo alla stabilità: “Valutate anche le prospettive di crescita”.

Dopo la maturità hai continuato i tuoi studi linguistici all’Università di Trento: da dove viene la tua passione per le lingue e le culture straniere?
“Fin dalle elementari ho studiato il tedesco e soprattutto l’inglese, che è la lingua che ho usato di più durante la mia carriera lavorativa. Al liceo ho aggiunto lo spagnolo e, negli ultimi anni, anche il russo. È una lingua a cui mi sono appassionato grazie a un corso pomeridiano e che ho voluto approfondire durante l’università, anche attraverso diversi soggiorni a San Pietroburgo e Vladimir, una città della Russia centrale a nord-ovest di Mosca. I soggiorni erano organizzati da Iskra, un’associazione trentina che si occupa di relazioni interculturali con i paesi del blocco ex-sovietico, e dall’Istituto trentino di cultura”.

Ripercorriamo le tappe della tua carriera lavorativa: qual è stata la tua prima esperienza dopo la laurea?
“A dire il vero avevo già avuto contatti con il mondo lavorativo durante gli studi universitari, lavorando all’interno di cinema e come promoter per diversi servizi, soprattutto telefonici. Ma questi impieghi sono stati sporadici e ancora sovrapposti al mio percorso di studi mentre il primo lavoro a tempo pieno è stato per ATreP, un’agenzia istituita dalla Provincia autonoma di Trento attiva nell’ambito della medicina nucleare. Lì lo spazio per occuparmi di traduzioni è stato limitato, però ho avuto l’occasione di sviluppare competenze nella gestione aziendale e nell’archiviazione di dati, che mi sono state assai utili in tutte le altre mie esperienze”.

Quali?
“Dal maggio 2006 ho iniziato a collaborare con un’impresa familiare dedita alla commercializzazione di vini e spiriti, presso la quale mi sono occupato dell’interscambio con l’estero. Avevo rapporti con Inghilterra e Germania, e a partire dall’ottobre di quell’anno sono stato assunto a tempo indeterminato. Poi, però, nonostante avessi ottenuto una certa stabilità, ho visto che le prospettive di crescita erano limitate: così ho lasciato l’azienda, trovando lavoro presso la Gruber, una ditta di trasporti e logistica, che mi ha assunto a tempo determinato ma con una retribuzione maggiore”.

Com’è andata quell’esperienza?
“Abbastanza bene, il lavoro in effetti è stato molto interessante e mi ha permesso di acquisire nuove capacità. Ai tempi il mio ruolo era quello dell’acquisitore: ero un commerciale specializzato nell’acquistare servizi, nello specifico si trattava di servizi di trasporto da parte di vettori esteri. In questo lavoro ho potuto sfruttare le mie conoscenze di inglese e di russo, purtroppo, però, al termine dei sei mesi del contratto non ho avuto il rinnovo e sono rimasto disoccupato per un periodo di quasi un anno, al termine del quale, a febbraio 2010, ho trovato impiego presso la Trafileria punteria Ghezzi”.

E di cosa si occupa una trafileria?
“La Ghezzi produce chiodi e punti metallici che commercializza in Italia e all’estero: lì ho continuato ad occuparmi di vendite e acquisizioni di forniture da e verso Francia, Germania, Danimarca, Repubblica Ceca, Belgio, Olanda, Paesi dell’ex-Jugoslavia, Romania, Lituania, Corea del Sud e altri ancora. In quel periodo non ho potuto praticare il russo perché, per quel che riguarda i chiodi, i Paesi di lingua russa hanno dei canali di approvvigionamento a parte. Sono rimasto a lavorare per la Ghezzi fino al febbraio di quest’anno, quando sono passato a Sicor, un’impresa che invece produce argani per ascensori. Per loro mi occupo di logistica e spedizioni estere e forse in futuro avrò anche la possibilità di fare frequenti trasferte lavorative in Russia”.

Dopo l’università e durante il periodo di disoccupazione, quali sono state le tue strategie per la ricerca del lavoro?
“A parte quelle tradizionali, come l’iscrizione e la ricerca nei database dell’Agenzia locale per il lavoro, ho sempre usato molto internet. I siti di ricerca lavoro sono utili, ma io consiglio anche di cercare in quelli specifici per la professione desiderata. E mi sono stati molto utili anche i contatti diretti sviluppati durante le varie esperienze che ho avuto”.

Cosa consigli a chi come te ha studiato lingue e cerca lavoro nelle aziende?
“Consiglio soprattutto di non pensare unicamente alla stabilità di un impiego, ma di valutare anche altri elementi come l’effettiva possibilità di utilizzare quanto appreso durante gli studi, la retribuzione e le possibilità di carriera. Io sono stato un po’ sfortunato perché quando ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato che però non mi dava prospettive, per uno a termine che avrebbe potuto portarmi a una posizione migliore, dopo sei mesi non ho avuto il rinnovo. Ma guardandomi indietro non sono affatto pentito e penso che lo rifarei, anche perché quell’esperienza mi ha consentito di acquisire una maggiore professionalità”.