Lavoro

All’ufficio del personale, sognando la carriera diplomatica

03 Maggio 2011

 La carriera diplomatica è un sogno coltivato da molti, ma l'esame di stato per entrare nella diplomazia italiana è, insieme al concorso notarile, uno dei più difficili in assoluto. Occorrono anni di studio, oltre alla conoscenza di almeno un paio di lingue straniere: proprio per questo in tanti ci provano, ma pochi riescono a superarlo. Questa è, almeno temporaneamente, anche l'esperienza di Concetta Martella, trentaduenne di San Severo, nel foggiano, che nel 2003 si è laureata in Scienze politiche a Bologna. Dopo un master in Human resources management, Concetta si è preparata per l'esame da diplomatica: il primo tentativo non è andato a buon fine, ma di certo non si è scoraggiata. E' stato un lieto evento, la nascita di sua figlia  che ora ha 14 mesi, che l'ha convinta ad accettare un impiego nell'ufficio del personale di una cooperativa di servizi. Ma appena la piccola sarà un po' più grande, Concetta ci riproverà: perché la sua sfida per entrare in diplomazia non è ancora finita.

Perché hai deciso di laurearti in Scienze politiche?
"Scienze politiche è la facoltà che per definizione prepara i futuri diplomatici italiani, quindi mi è sembrata la scelta più logica, oltre al fatto, naturalmente, che mi piacevano le materie che avrei studiato".

Che giudizio daresti alla tua esperienza universitaria?
"In generale tutti i corsi sono stati piuttosto interessanti, per cui la mia è stata un'esperienza piuttosto positiva. Tuttavia vorrei segnalare che i docenti non sono stati sempre disponibili quanto avrebbero dovuto. Il momento più difficile, comunque, l'ho passato per l'esame in scienza dell'amministrazione, una materia che non mi piaceva proprio per niente, difficile e molto noiosa".

 Hai vissuto in Inghilterra per l'Erasmus. Che impressione ti ha fatto l'università inglese?
"Ho passato nove mesi a Brighton, nel Sussex. L'università inglese è differente da quella italiana. Per prima cosa in classe non eravamo mai più di 15 e questo ovviamente facilita molto la comunicazione sia con i colleghi studenti sia con gli insegnanti, con cui il rapporto è più alla pari rispetto a quanto accade in Italia. Se poi vogliamo parlare dei servizi, l'uso di internet, per esempio, funziona 24 ore su 24. Ho trovato differenti anche i sistemi di insegnamento: in Inghilterra gli argomenti trattati in un corso sono minori rispetto all'Italia, ma vengono approfonditi di più".

Come mai dopo la laurea hai scelto di frequentare il master in Human resources managment?
"Ho scelto di specializzarmi in questo settore perché, dovendomi mantenere da sola, ho pensato che dovessi fare qualcosa che mi potesse essere utile per trovare lavoro. Inoltre mi interessavano molto gli argomenti trattati, ma la scelta è stata dettata soprattutto dal mio senso pratico".

E il master ti ha facilitato nel trovare lavoro?
"Sì, dopo il master ho iniziato a lavorare all'ufficio del personale della Confartigianato e, per poco tempo, in quello della Cna. Il periodo in Confartigianato non è stato proprio eccezionale, però ho imparato molte cose che dopo si sono dimostrate utili. Adesso lavoro all'ufficio del personale di una cooperativa di facchinaggio e pulizie e direi che il master è stato un po' il biglietto da visita per entrare in azienda".

 Sei soddisfatta del tuo lavoro?
"In parte si può dire di sì, anche se non ho ancora rinunciato ad entrare nella carriera diplomatica. Per il momento la mia priorità è però mia figlia, che ha un anno e due mesi. Ora è ancora piccola per pensare di cambiare lavoro e trasferirsi, ma quando sarà un po' cresciuta deciderò il da farsi".

Cosa ne pensi di AlmaLaurea?
"E' un'opportunità che io non ho sfruttato a pieno, ma penso che sia abbastanza utile. Di sicuro vale la pena di inserire il proprio curriculum, non si sa mai".