Università

"Il Sud Italia sta perdendo il suo capitale umano"

26 Maggio 2012

“La ripresa italiana non può che puntare sulle risorse del Mezzogiorno, come negli anni del miracolo economico”. La pensa così Adriano Giannola, presidente dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. Intervenuto al convegno su “Laurearsi in tempi di crisi. Come valorizzare gli studi universitari”, Giannola commenta i dati del XIV Profilo dei laureati italiani elaborato da AlmaLaurea: “Si tratta di dati oggettivi, che oggi comprendono molte università del Mezzogiorno che erano rimaste al margine”. È forte, nelle parole di Giannola, la preoccupazione per l’esodo dei laureati dal Sud al Nord, che rischia di lasciare il Mezzogiorno privo di capitale umano: “La previsione al 2050 – spiega – è un Mezzogiorno che è la parte vecchia del Paese nonostante la Campania sia al momento la regione più giovane d’Europa”.

Vedi un estratto dell'intervista video

Professor Giannola, i laureati italiani sono sempre più preparati e si laureano più in fretta. Concluso il percorso di studi, anche loro però si ritrovano ad affrontare la crisi, sebbene con più chance dei diplomati, e faticano ad essere valorizzati nel mercato del lavoro. Cosa c’è che non va?
“E’ l’Italia che non va: il sistema, le imprese, le strategie. Si parla di rilancio della crescita ma non c’è una strategia identificata, a meno che non si parli di liberalizzazione. La conseguenza è che i giovani si laureano, la riforma sta funzionando, e questo mette in maggiore evidenza che l’economia italiana è in panne”.

Tra le emergenze c’è anche la mobilità dei cervelli interna, dal Sud al Nord Italia: su 100 diplomati del Sud Italia, venti si trasferiscono al Nord per studiare all’università e probabilmente non torneranno. È possibile trattenere i talenti meridionali?
“Se su 100 diplomati 20 si trasferiscono al Nord al limite diventa un risparmio per il Sud, per un altro motivo. I laureati che studiano al Sud e qui assorbono le risorse per la loro formazione se ne vanno, e questo comporta una pesante selezione anche sulle famose classi dirigenti del futuro. Il Sud sta perdendo il suo capitale umano, i giovani, e la previsione al 2050 è un Mezzogiorno che è la parte vecchia del Paese nonostante la Campania sia al momento la regione più giovane d’Europa. Se non si interviene rapidamente nel dare un ruolo a queste realtà, credo che tutto il sistema ne soffrirà in modo molto pesante. A mio avviso, la ripresa italiana non può che puntare sulle risorse del Mezzogiorno. Come negli anni ’50, quando il miracolo economico fu determinato da una strategia che impegnò insieme il Sud e il Nord, anche oggi dovremmo rimetterci a ragionare in questa direzione. Il dialogo è molto difficile ma credo sia necessario ed inevitabile”.

Perché sono importanti le indagini di AlmaLaurea?

“Le indagini di AlmaLaurea ogni anno ci documentano ogni anno questa realtà. Non si tratta di indagini di parte ma di dati oggettivi rilevanti che, tra l’altro, oggi comprendono molte università del Mezzogiorno che erano rimaste al margine. AlmaLaurea è un osservatorio su una risorsa del Paese, i giovani, quel capitale umano che rappresenta il futuro del Paese. Ma il futuro, se lo trattiamo così, sarà molto limitato”.