Università

Diventare esperti in formazione del linguaggio

25 Ottobre 2012

Spiegare come funzionano i processi di apprendimento del linguaggio, dare un metodo efficace per l’insegnamento delle lingue straniere a partire dall’asilo nido, ma anche offrire gli strumenti di valutazione e di intervento verso i bambini con difficoltà di linguaggio. Sono questi alcuni degli obiettivi del master di II livello in “Strategie di intervento nei processi psicolinguistici e nei disturbi del linguaggio”, attivato dal Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica con la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università degli studi La Sapienza. “Il campo degli esperti del linguaggio è ancora oggi molto lacunoso – dice la direttrice del master, la professoressa Traute Taeschner –. Il nostro master si propone di insegnare gli strumenti e le tecniche per colmare queste lacune”.

Professoressa Taeschner, a chi si rivolge questo master?
“Al momento in Italia vi è una grande mancanza di esperti in educazione al linguaggio, perciò il corso è rivolto a tutti quei professionisti che vogliano intraprendere un percorso di approfondimento. Mi riferisco, in particolare, a insegnanti di lingue, educatori di nidi d’infanzia, ma anche a chi si occupa di insegnare l’italiano agli immigrati. Il nostro obiettivo è fornire a queste figure professionali le strategie per insegnare, comprendere e dare supporto”.

A quale edizione è giunto il corso e che bilancio può tracciare oggi?
“Il nostro è un master abbastanza recente, e quella che attiviamo quest’anno sarà la seconda edizione. Il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica, assieme all’Università La Sapienza, ha fortemente voluto questo master, dato il bisogno che il territorio ha di esperti in educazione linguistica. Il bilancio della passata edizione è sicuramente molto positivo. Siamo partiti subito, non appena raggiunto il numero minimo di 10 partecipanti. I docenti, circa 20, sono tutti ricercatori ed esperti di linguaggio. Io stessa, come direttrice, sono stata sempre presente alle lezioni, proprio per creare uno spirito di gruppo. Le corsiste, tutte donne che dopo il master hanno intrapreso ognuna la propria strada professionale, sono molto soddisfatte di ciò che hanno appreso dal corso e delle opportunità di lavoro che ha dato loro”.

La vostra modalità di insegnamento ha avuto riconoscimenti dalla comunità scientifica internazionale. In cosa consiste e che vantaggi comporta?
“Nel 2007 siamo stati nominati miglior progetto europeo e la cosa, non c’è bisogno di dirlo, ci inorgoglisce molto. Il nostro è un programma linguistico che agisce su più fronti. Specialmente quando si tratta di far apprendere una lingua ai bambini le difficoltà possono essere molte, nonostante la loro ben nota predisposizione. Quello a cui puntiamo è creare una motivazione indiretta nell’apprendimento linguistico, ovvero cercare di capire cosa occorre per innescare un processo di apprendimento. In questo sono compresi anche i processi mentali e relazionali che un insegnante o un educatore mette in campo”.

E come si può migliorare il processo di apprendimento linguistico?

“Ad esempio, con i bambini possiamo fare un esercizio, un gioco se vogliamo, chiamato ‘Maglietta magica’, per cui quando l’insegnante di lingua indossa una determinata maglietta ‘capisce’ solo una determinata lingua straniera. Oppure si possono fare piccoli spettacoli teatrali, in cui si raccontano storie e si accompagnano le frasi ed espressioni linguistiche con gesti e modulazioni della voce: questo aiuta i bambini nell’apprendimento, poiché capiscono le parole tramite altri indizi e, in più, sono alla base di una buona comunicazione e di un buon rapporto alunno-insegnante. Inoltre, grazie alla ricerca sui neuroni specchio del professor Rizzolatti, sappiamo che ci sono delle aree del nostro cervello deputate alla ricezione e alla ripetizione degli stimoli esterni. Una volta che si ha ben presente questo concetto si può intervenire con forza nel processo di apprendimento linguistico, per esempio, ripetendo gli stessi argomenti o le stesse storie teatrali ma in altre forme artistiche, in modo che la reiterazione del messaggio faciliti la sua acquisizione. All’interno del nostro master insegniamo ai corsisti la teoria per utilizzare queste tecniche”.

Quali opportunità di lavoro offre questo master?
“Il nostro è un master di II livello corredato da corsi di formazione per educatori. La prima opportunità di lavoro è sicuramente a favore dei formatori. La Sapienza ha infatti attivato un bando rivolto ai nostri corsisti, i quali potranno tenere dei corsi di formazione all’interno dell’ateneo. La seconda possibilità è rappresentata dall’associazione Parliamoci, che ha aperto un consultorio per la riabilitazione linguistica. Più in generale, il nostro corso permette di gestire nidi e scuole d’infanzia, organizzare interventi mirati per disturbi del linguaggio, effettuare consulenze e valutazioni e insegnare con successo le lingue”.

Oltre alle lezioni in presenza, il corso prevede stage pratici?
“Sì, i corsisti saranno impegnati in stage, che organizziamo in scuole pubbliche e private. Inoltre, collaboriamo con l’Unione europea a un programma studiato appositamente per le famiglie bilingui, occupandoci di come educare i bambini al bilinguismo, che è una prospettiva educativa fondamentale e utilissima, anche se spesso non se ne coglie appieno l’importanza. I nostri corsisti, infine, possono organizzarsi in gruppi d’insegnamento volontari”.

Master II livello in Strategie di intervento nei processi psicolinguistici e nei disturbi del linguaggio
Dipartimento di Psicologia – Università di Roma “La Sapienza”
Direzione: professoressa Traute Taeschner
Dati relativi all’edizione 2012/2013
Sede: Roma
Scadenza per l’iscrizione: 6 Novembre 2012
Pubblicazione della Graduatoria: 13 novembre 2012
Immatricolazione e pagamento della prima quota d’iscrizione: 30 novembre 2012
Inizio corso: 29 Novembre 2012
Durata: Annuale
Costo: 2.500 euro
Crediti formativi: 60
Numero minimo di partecipanti: 10
Sito: w3.uniroma1.it/linguaggio/
Per informazioni:
e-mail: masterlinguaggio@uniroma1.it