Università

Laurearsi in tempi di crisi

22 Maggio 2012

“Laurearsi in tempi di crisi: come valorizzare gli studi universitari” è il tema che AlmaLaurea ha scelto al convegno che si è tenuto il 22 maggio all’Università Federico II di Napoli per la presentazione del nuovo Profilo dei laureati italiani. (vedi sintesi).

“Emergono una riduzione dell’età alla laurea – spiega il direttore di Alma Laurea Andrea Cammelli –, un miglioramento della regolarità negli studi, una maggiore capacità da parte dei giovani di approfittare della possibilità di svolgere stage in azienda durante il percorso di studi e sta aumentando il numero di giovani che svolgono Erasmus ed esperienze all’estero”.

Intervista ad Andrea Cammelli

Il XIV Profilo dei laureati italiani affronta alcuni temi caldi del dibattito corrente sull’università: il valore del voto di laurea, la regolarità degli studi e l’età alla laurea, le motivazioni dell’iscrizione all’università e alla prosecuzione della formazione oltre il primo livello, l’attrattività internazionale dei nostri Atenei. “Tutte questioni che sono legate alla valutazione degli atenei”, ha spiegato Fabio Roversi Monaco, presidente di AlmaLaurea ricordano l’autonomia e la responsabilità delle università.

La documentazione, discussa alla presenza dei rettori degli atenei campani Massimo Marrelli, Francesco Rossi e Filippo Bencardino, dal prossimo anno includerà anche gli esiti formativi dei diplomati nelle accademie e nei conservatori, grazie a un accordo siglato tra le Istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale e AlmaLaurea.

“Naturalmente i numeri sono importanti ma non dicono tutto, ne siamo consapevoli – prosegue Cammelli – Tuttavia conoscerli, e conoscere anche quelli più recenti, è utile anche per orientare coloro che debbono fare delle scelte in questi giorni, in queste settimane e in questi mesi: sono quasi 400 mila famiglie che si stanno interrogando su se, come e dove mandare i propri ragazzi a studiare”.

In apertura del convegno, l’irruzione pacifica di una ventina di studenti per chiedere, tra l’altro, “un modello di welfare studentesco”. Poi un minuto di silenzio per Melissa, la studentessa uccisa nell’attentato alla scuola di Brindisi.

In chiusura, la tavola rotonda su “Valutare meglio per investire meglio”. Massimo Castagnaro, dell’Anvur, ha ricordato che il sistema punterà all’autovalutazione, alla valutazione periodica e all’accreditamento. Per Ilde Rizzo, esperta di valutazione della pubblica amministrazione, i dati AlmaLaurea mostrano la bontà della riforma. “I controlli sul sistema universitario saranno crescenti”, ricorda Luigi Golzio, presidente del nucleo di valutazione di Napoli Parthenope. Il rappresentante degli studenti Marco Lezzi chiede che i questionari di valutazione dei corsi abbiano un peso nella distribuzione dei fondi. Un ripensamento dei tirocini come potenziali fonti di occupazione è auspicato da Diego Guida di Unindustria Napoli. “Il sistema AlmaLaurea è importante perché ha sotto osservazione il capitale umano”, sottolinea poi Adriano Giannola, presidente dello Svimez. Un rapporto dal quale emerge che in Italia “non c’è over education, anzi siamo sempre più lontani dall’Europa negli investimenti nella formazione e nella valorizzazione dei laureati. Il risultato? Lo spreco di cervelli”.

Convegno AlmaLaurea: il servizio

Il video completo del Convegno