Romano Prodi: "AlmaLaurea deve diventare un modello a livello globale"

17 Marzo 2014

Clip - Romano Prodi - XVI Indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati

“Il merito di AlmaLaurea è di aver raccolto 2 milioni di curricula di laureati, averli messi insieme e organizzati: così facendo ha fluidificato il mercato del lavoro. E’ un esempio “infettivo” che ha toccato tanti altri paesi e che può essere per il futuro un esempio importante anche a livello globale”. Romano Prodi apre così il suo intervento conclusivo al Convegno “Imprenditorialità e innovazione: il ruolo dei laureati”, tenuto il 10 marzo all’Università di Bologna, in occasione della presentazione del XVI Rapporto sulla condizione occupazionale AlmaLaurea dei laureati 2014. “AlmaLaurea può e deve essere un modello importante perché: “Abbiamo una mobilità del lavoro senza avere le conoscenze dei dati sul mercato del lavoro. AlmaLaurea, in questo senso, sta dando un esempio straordinario”. Un valore aggiunto che Prodi spiega partendo dalla nascita stessa di AlmaLaurea. “Una storia interessantissima, che io ho avuto la fortuna di seguire fin dall’inizio: AlmaLaurea è stata creata con estrema scarsità di mezzi, e con la non cooperazione totale a livello del Paese. Tutt’ora ci sono alcune università italiane che non partecipano a questo esperimento. Ma questi discorsi, lo sappiamo, hanno una maggiore validità se comprendono la totalità di un sistema. E l’idea di AlmaLaurea di mettere in Rete tutte queste conoscenze è un enorme strumento, utile anche alle imprese che quando hanno bisogno di elementi specifici possono avere un quadro di riferimento che altrimenti da realizzare costerebbe cifre enormi”. Un esempio importante che, come ribadisce il professore, “Opera con scarsità di mezzi. Pensiamo solo ai 10 mila addetti dei centri per l’impiego e alle sole 60 persone di AlmaLaurea che stanno facendo tutto questo in modo assolutamente esemplare”.