NOTE INTRODUTTIVE
Il Profilo dei laureati 2001 utilizza in modo integrato la documentazione degli archivi
amministrativi dei 22 Atenei che hanno aderito ad ALMALAUREA prima del 2001 e le informazioni
ricavate dai questionari ALMALAUREA.
I 22 Atenei coinvolti nell’indagine sono Bologna, Catania, Cassino, Chieti, Ferrara,
Firenze, Genova, Messina, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Piemonte Orientale,
Roma – LUMSA, Sassari (limitatamente alle lauree del periodo maggio – dicembre 2001),
Siena, Torino Politecnico, Torino Università, Trento, Trieste, Udine e Venezia Architettura (IUAV).
Fonti e universi di riferimento
La documentazione riguarda:- tutti i laureati (59.387), per il Profilo Anagrafico, la Riuscita negli studi universitari e gli Studi secondari superiori. Fonte di queste informazioni sono gli archivi amministrativi delle università, tranne che per la residenza (il dato amministrativo è sostituito dall’informazione contenuta nel questionario di rilevazione, quando questa è disponibile) e per il voto di maturità (nei casi in cui il voto nell’archivio amministrativo è mancante si è recuperato il dato dal questionario di rilevazione);
- i 51.264 laureati (l’86,3% del totale) che hanno compilato e restituito il questionario, per le sezioni Origine sociale, Come si studia all’università, Valutazione dell’esperienza universitaria e delle strutture universitarie, Conoscenze linguistiche e informatiche, Lavoro durante gli studi, Prospettive di studio e Prospettive di lavoro.
Non sono stati inclusi nel Rapporto i 440 laureati nel 2001 che hanno concluso una laurea di primo livello triennale (post–riforma), buona parte dei quali proveniente dall’università di Torino.
Struttura del Profilo dei laureati
Le elaborazioni del Profilo 2001, oltre ad essere disaggregate (come per l’anno 2000) per Ateneo, Facoltà e Corso di laurea, presentano due ulteriori variabili interpretative: il sesso e la distinzione fra lavoratori–studenti, studenti–lavoratori e laureati senza esperienze di lavoro (durante gli studi universitari). Il Rapporto si articola in 6 sezioni:A. Dati complessivi
In questa sola sezione la documentazione riporta anche i valori assoluti (oltre a quelli percentuali); comprende le rappresentazioni grafiche.
B. Profilo dei laureati per Ateneo
I laureati di ogni Ateneo sono confrontati con il complesso dei laureati negli altri 21 Atenei coinvolti nell’indagine e con il totale generale.
C. Profilo dei laureati per Facoltà
Analogamente alla sezione B., i laureati di ogni Facoltà sono confrontati con il complesso dei laureati nelle altre 19 Facoltà e con il totale generale.
D. Profilo dei laureati per Ateneo e Facoltà
Per ciascun Ateneo, i laureati di ogni Facoltà sono confrontati con i laureati della stessa Facoltà nei rimanenti Atenei e con il totale di Facoltà nel complesso degli Atenei.
E. Profilo dei laureati per Corso di laurea
Realizzato per tutti i corsi con almeno 50 laureati nel complesso dei 22 Atenei.
F. Profilo dei laureati per Ateneo e Corso di laurea
Realizzato per tutti i casi in cui il corso ha almeno 50 laureati nell’Ateneo.
La distinzione fra maschi e femmine è stata inserita nelle sezioni A., B., C. e D. del Profilo; quella fra lavoratori–studenti, studenti–lavoratori e laureati senza esperienze di lavoro riguarda le sezioni A., B. e C.
Il volume cartaceo del Profilo 2001 comprende i dati complessivi (sezione A.), i Profili per Ateneo (sezione B.) e quelli per Facoltà (sezione C.), mentre l’intera documentazione (sezioni A. – F.) è disponibile nel CD allegato e all’indirizzo www.almalaurea.it.
Nelle elaborazioni gli Atenei, le Facoltà e i Corsi di laurea compaiono sempre in ordine alfabetico.
Tasso di restituzione dei questionari
L’86,3% dei laureati della popolazione complessiva osservata ha compilato il questionario di rilevazione. Il tasso di restituzione delle schede non è uniforme nelle 22 università, essendo compreso fra il 58,5% (ottenuto a Chieti, l’unico Ateneo con una percentuale inferiore al 60%) e il 98,1% (ottenuto a Catania).
Due corsi di laurea si distinguono per un tasso di restituzione particolarmente contenuto: servizio sociale (corso attivato a Trieste e a Roma – LUMSA presso la facoltà di Scienze della Formazione) e scienze motorie (i cui laureati provengono dalla facoltà di Scienze motorie di Bologna o da quella di Medicina e chirurgia di Genova).
In entrambi i casi il ridotto numero delle risposte (rispettivamente il 21,4% e il 50%) si spiega con la natura di questi percorsi di studio, che hanno durata annuale e sono frequentati in buona parte da studenti ultratrentenni che esercitano già una professione. Gli 843 laureati nel 2001 nel corso di servizio sociale sono tutti studenti ammessi al 4° anno di corso essendo già in possesso di un diploma di assistente sociale, mentre i 320 laureati in scienze motorie sono diplomati ISEF che hanno ottenuto la laurea completando un corso speciale integrativo.
Il numero ridotto delle risposte in questi due corsi si riflette in particolare sul tasso di restituzione ottenuto complessivamente per:
– l’Ateneo di Trieste (62,9%);
– la facoltà di Scienze della formazione (71,4%);
– la facoltà di Scienze motorie (Bologna) (57,7%).
Tutti gli altri casi in cui i laureati con questionario sono meno del 60% del totale
(assai limitati e circoscritti ai Profili D., E. ed F.) sono segnalati con una specifica nota;
per queste situazioni (e, ovviamente, per scienze motorie e per servizio sociale) la documentazione
ricavata dai questionari deve essere interpretata con particolare cautela.
Stesso corso di laurea in più facoltà
È importante tenere presente che in alcuni casi uno stesso corso di laurea, anziché essere collocato nella stessa facoltà in tutti gli atenei in cui è attivato, compare in facoltà differenti, come è documentato nelle sezioni E. ed F. del Rapporto. Ad esempio, i laureati nel corso di chimica industriale di Bologna provengono dalla facoltà di Chimica industriale, mentre negli altri Atenei questo stesso corso appartiene a Scienze matematiche, fisiche e naturali. Più complessa la articolazione di lingue e letterature straniere, istituito in più facoltà (Lettere e Filosofia, Lingue e letterature straniere e Scienze della formazione) talvolta all’interno dello stesso Ateneo.
La modalità “non indicato”
Per ciascuna variabile, la percentuale dei laureati che non hanno risposto o che comunque non hanno un’informazione disponibile è riportata solo per i Dati complessivi (Profilo A.); si può osservare che la dimensione del non indicato/non disponibile è in generale molto contenuta. Nelle Tavole del Profilo A., i valori percentuali riportati per ogni carattere hanno somma uguale a 100. Invece nei Profili B. – F., per maggiore immediatezza, la modalità non indicato/non disponibile è omessa; per questa ragione, i valori percentuali visibili hanno in generale somma inferiore a 100.
Particolari schemi di classificazione
Per quanto riguarda la riuscita negli studi universitari, benché siano stati presi in considerazione qui tutti i laureati per i quali la documentazione è disponibile, sarebbe più corretto circoscrivere l’analisi ai soli laureati stabili, ossia a coloro che hanno ottenuto la laurea senza cambiare né ateneo né facoltà. La presenza di laureati che hanno concluso gli studi in atenei diversi da quello di immatricolazione o che comunque hanno effettuato trasferimenti di facoltà può infatti dare luogo a distorsioni, in particolare per quanto riguarda la regolarità e la durata degli studi. Tuttavia, poiché la documentazione necessaria a distinguere fra laureati stabili e non stabili non è ancora completamente disponibile per tutti gli atenei coinvolti nell’indagine, l’analisi della riuscita negli studi è riferita per ora alla totalità dei laureati; non appena la documentazione lo consentirà si introdurrà la restrizione ai laureati stabili.
- I lavoratori–studenti sono i laureati che hanno dichiarato di avere svolto
attività lavorative stabili o con contratto formazione e lavoro durante gli studi
universitari senza frequentare regolarmente tutte le lezioni.
Gli studenti–lavoratori sono gli altri laureati con esperienze di lavoro; sono compresi
in questa classe:
- tutti i laureati che hanno svolto attività lavorative occasionali o a tempo determinato;
- i laureati che hanno svolto attività stabili o con contratto formazione e lavoro ma hanno frequentato regolarmente tutte le lezioni.
- La residenza assume le seguenti modalità:
- stessa provincia della sede degli studi;
- altra provincia della stessa regione;
- altra regione;
- estero.
- Per il punteggio degli esami, sia il voto 30 sia il 30 e lode per i singoli esami corrispondono a 30.
- Il voto di laurea è espresso in 110–mi anche per la facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna; per il calcolo delle medie il voto di 110 e lode è stato posto uguale a 113.
- La durata degli studi di un laureato è l’intervallo di tempo (misurato in anni e indicato con una cifra decimale) trascorso fra la data convenzionale del 5 novembre dell’anno di immatricolazione e la data di laurea.
- L’indice di durata degli studi è definito dall’espressione 1 + R/D, in cui R è il ritardo accumulato da ciascun laureato (l’intervallo di tempo compreso fra la conclusione dell’ultimo anno accademico in corso e la data di laurea) e D è la durata legale del rispettivo corso di laurea (4, 5 o 6 anni). Ad esempio i laureati che hanno concluso un corso quadriennale esattamente al termine del secondo anno fuori corso hanno un indice uguale a 1,50 (ossia 1 + 2,0/4): hanno accumulato un ritardo corrispondente al 50% della durata legale del rispettivo corso di laurea.
- Per la variabile titolo di studio dei genitori si è preso in considerazione il genitore con il titolo di studio più elevato e si sono distinti i casi in cui entrambi i genitori sono laureati da quelli in cui lo è uno solo.
- Per la classe sociale dei laureati si è adottato lo schema proposto
da A. Cobalti e A. Schizzerotto, La mobilità sociale in Italia, Bologna, il Mulino, 1994.
La classe sociale è definita sulla base del confronto fra la posizione socio–economica del padre
e quella della madre del laureato, identificandosi con la posizione di livello più elevato fra
le due (principio di “dominanza”). Infatti la posizione socio–economica può assumere le
modalità borghesia, classe media impiegatizia,
piccola borghesia e classe operaia;
la borghesia domina le altre tre, la classe operaia occupa il livello più basso,
mentre la classe media impiegatizia e la piccola borghesia si trovano in sostanziale
equilibrio (nessuna delle due domina l’altra; entrambe dominano la classe operaia e
sono dominate dalla borghesia). La classe sociale dei laureati con genitori l’uno
dalla posizione piccolo–borghese, l’altro dalla posizione classe media impiegatizia
corrisponde alla posizione socio–economica del padre (in questa situazione non sarebbe
possibile scegliere fra la classe media impiegatizia e la piccola borghesia sulla base
del principio di dominanza).
La posizione socio–economica di ciascun genitore è funzione dell’ultima professione e del titolo di studio:- gli imprenditori, i liberi professionisti e i dirigenti appartengono alla borghesia;
- gli impiegati o intermedi con titolo di studio superiore a quello della scuola dell’obbligo sono nella classe media impiegatizia;
- i lavoratori in proprio, i soci di cooperative e i coadiuvanti appartengono alla piccola borghesia;
- gli impiegati con titolo di studio pari al più a quello della scuola dell’obbligo, gli operai e i lavoratori a domicilio sono nella classe operaia.
- Il voto di maturità (di cui vengono riportati i valori medi) è calcolato per i titoli conseguiti in Italia.
- I laureati con conoscenza “almeno buona” delle lingue straniere sono coloro che si sono autovalutati come madrelingua o con un punteggio non inferiore a 4 su 5; quelli con conoscenza “almeno buona” degli strumenti informatici coloro che hanno indicato un punteggio non inferiore a 4 su 5.

