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Orientamento e Scelte dei Diplomati
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Home > Università > Profilo > Profilo 2004 > Note Metodologiche

Profilo dei Laureati 2004

ASPETTI METODOLOGICI

Dati Generali

NOTE METODOLOGICHE

Il Profilo dei Laureati 2004 utilizza in modo integrato la documentazione degli archivi amministrativi dei 35 Atenei che hanno aderito ad AlmaLaurea prima del 2004 e le informazioni ricavate dai questionari AlmaLaurea.

Gli Atenei coinvolti nell’indagine sono: Bari, Basilicata, Bologna, Bolzano, Calabria, Cassino, Catania, Catanzaro, Chieti – Pescara, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Messina, Milano – IULM, Modena e Reggio Emilia, Molise, Padova, Parma, Perugia, Piemonte Orientale, Reggio Calabria – Mediterranea, Roma – LUMSA, Roma Tre, Salerno, Sassari, Siena, Torino Politecnico, Torino Università, Trento, Trieste, Udine, Venezia – Ca’ Foscari, Venezia – IUAV e Verona.

Il Rapporto analizza i laureati dei corsi di laurea pre–riforma e i laureati che hanno concluso corsi post–riforma (attivati in applicazione del Decreto 509/99 e successivi).


Tipologia del corso

numero dei laureati nel Profilo 2004

CORSO DI LAUREA PRE–RIFORMA

85.922

LAUREA di I livello (post–riforma)

47.389

LAUREA SPECIALISTICA A CICLO UNICO (post–riforma)

3.091

LAUREA SPECIALISTICA (post–riforma)

1.617

Totale

138.019

Fonti e universi di riferimento

La documentazione riguarda:

tutti i laureati (138.019), per quanto riguarda il Profilo Anagrafico, la Riuscita negli studi universitari (escluse le precedenti esperienze universitarie) e gli Studi secondari superiori. Fonte di queste informazioni sono gli archivi amministrativi delle università, tranne che per la residenza (il dato amministrativo è sostituito dall’informazione contenuta nel questionario AlmaLaurea) e per il voto di maturità (nei casi in cui il voto nell’archivio amministrativo è mancante si è recuperato il dato dal questionario);

i laureati che hanno compilato e restituito il questionario (116.113, ossia l’84,1% del totale), per quanto riguarda le sezioni Origine sociale, Come si studia all’università, Lavoro durante gli studi, Valutazioni, Conoscenze linguistiche e informatiche, Prospettive di studio, Prospettive di lavoro e per le precedenti esperienze universitarie (sezione Riuscita negli studi universitari).

Struttura del Profilo dei Laureati 2004

Il Profilo dei Laureati 2004 è consultabile su Internet – nella versione completa – e sul volume cartaceo – che ne presenta solo una sezione.

Su Internet (all’indirizzo http://www.almalaurea.it/universita/profilo), a seconda della tipologia del corso è possibile selezionare i Profili dei laureati per Ateneo, Facoltà, gruppo disciplinare, corso e classe di laurea nelle modalità schematizzate di seguito.


Tipologia del corso


Profili dei laureati per:

Disaggregazioni presentate

CDL

CORSO DI LAUREA
PRE–RIFORMA

A1

Ateneo

sesso e lavoro nel corso degli studi

A2

Facoltà

sesso e lavoro nel corso degli studi

A3

Ateneo e Facoltà

sesso e lavoro nel corso degli studi

A4

corso di laurea

sesso e lavoro nel corso degli studi

A5

Ateneo e corso di laurea


A6

gruppo disciplinare

sesso e lavoro nel corso degli studi

A7

Ateneo e gruppo disciplinare

sesso e lavoro nel corso degli studi

L

LAUREA di I livello (post-riforma)

B1

Ateneo

sesso e lavoro nel corso degli studi

B2

Facoltà

sesso e lavoro nel corso degli studi

B3

Ateneo e Facoltà

sesso e lavoro nel corso degli studi

B4

classe di laurea

sesso e lavoro nel corso degli studi

B5

Ateneo e classe di laurea


B6

gruppo disciplinare

sesso e lavoro nel corso degli studi

B7

Ateneo e gruppo disciplinare

sesso e lavoro nel corso degli studi

LSCU

LAUREA SPECIALISTICA A CICLO UNICO (post–riforma)

C1

Ateneo

sesso e lavoro nel corso degli studi

C2

Facoltà

sesso e lavoro nel corso degli studi

C3

Ateneo e Facoltà

sesso e lavoro nel corso degli studi

C4

classe di laurea

sesso e lavoro nel corso degli studi

C5

Ateneo e classe di laurea


C6

gruppo disciplinare

sesso e lavoro nel corso degli studi

C7

Ateneo e gruppo disciplinare

sesso e lavoro nel corso degli studi

LS

LAUREA SPECIALISTICA
(post–riforma)

D1

Ateneo

sesso e lavoro nel corso degli studi

D2

Facoltà

sesso e lavoro nel corso degli studi

D3

Ateneo e Facoltà

sesso e lavoro nel corso degli studi

D4

classe di laurea

sesso e lavoro nel corso degli studi

D5

Ateneo e classe di laurea


D6

gruppo disciplinare

sesso e lavoro nel corso degli studi

D7

Ateneo e gruppo disciplinare

sesso e lavoro nel corso degli studi

Tutti i tipi di corso

E1

Ateneo

tipologia del corso

E2

Facoltà

tipologia del corso

E3

Ateneo e Facoltà

tipologia del corso

E4

gruppo disciplinare

tipologia del corso

E5

Ateneo e gruppo disciplinare

tipologia del corso


Per la tipologia “LAUREA di I livello (post-riforma)” è possibile anche restringere l’analisi ai soli laureati “regolari under 23”, ossia i laureati triennali in corso in età canonica alla laurea.

Nel Profilo dei Laureati 2004 sono visualizzati i dati corrispondenti ai collettivi con almeno 10 laureati.

Nelle elaborazioni gli Atenei, le Facoltà, i corsi di laurea e i gruppi disciplinari compaiono in ordine alfabetico, le classi di laurea in ordine numerico.

Il volume cartaceo contiene solo la documentazione corrispondente alla sezione E1.

Tasso di restituzione dei questionari

Nella popolazione complessiva osservata, la percentuale dei laureati che hanno compilato il questionario di rilevazione è risultata l’84,1%; i tassi di restituzione più elevati sono stati ottenuti a Verona (99,1%) e a Padova (98,6%), il più basso a Trieste (52,4%). La percentuale dei questionari restituiti per ciascun Ateneo e tipo di corso è riportata su Internet nella Tavola Tassi di restituzione dei questionari all’indirizzo http://www.almalaurea.it/universita/profilo/profilo2004/dati/trq.shtml. Sia su Internet sia sul volume cartaceo, tutti i casi in cui i laureati con questionario sono meno del 60% del totale sono segnalati con una specifica nota, che invita ad interpretare con particolare cautela quella parte della documentazione ricavata dai questionari.

La modalità “non indicato”, valori percentuali e valori assoluti

Nella gran parte dei casi il Profilo dei Laureati riporta la distribuzione percentuale dei collettivi secondo le diverse variabili. Per maggiore immediatezza, le percentuali corrispondenti alla modalità “non indicato” (o “non disponibile”), generalmente contenute, non sono riportate nelle schede. Per questa ragione, i valori percentuali visibili possono avere somma inferiore a 100.

Le distribuzioni dei laureati in valore assoluto e la dimensione del non indicato/non disponibile, non riportate nelle singole schede Profilo, compaiono invece – con riferimento al complesso dei laureati di ciascun tipo di corso – nella Tavola Valori assoluti, consultabile all’indirizzo
http://www.almalaurea.it/universita/profilo/profilo2004/dati/numlau.shtml.

Celle vuote

Le celle vuote, che si hanno quando il numero corrispondente dei laureati è nullo (se si tratta di valori percentuali) oppure quando il fenomeno non ha casi validi (se nella cella sono rappresentati valori medi), sono riconoscibili mediante il trattino “ – ”. Di conseguenza, le percentuali “0,0” non corrispondono a celle vuote: sono le percentuali inferiori a 0,05 (ma non nulle) indicate – come tutti i valori percentuali riportati nel Rapporto – con una sola cifra decimale.

Rimandi nota

Per la definizione delle seguenti variabili i Profili rimandano alle Note metodologiche.

• Il calcolo dell’età media alla laurea tiene conto non solo del numero (intero) di anni compiuti, ma anche della data di nascita e della data di laurea.

• Per il punteggio degli esami, sia il voto 30 sia il 30 e lode per i singoli esami corrispondono a 30.

• Il voto di laurea è espresso in 110 – mi anche per la facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna; per il calcolo delle medie il voto di 110 e lode è stato posto uguale a 113.

• I laureati in corso, in età canonica alla laurea sono i laureati “regolari” nell’intero ciclo di studi, ossia i laureati in corso che si sono immatricolati all’università nell’anno solare in cui hanno compiuto i 19 anni (o i 18) di età. I laureati regolari under 23 sono i laureati in corso, in età canonica alla laurea nei percorsi triennali post–riforma.

• La durata degli studi di un laureato è l’intervallo di tempo trascorso fra la data convenzionale del 5 novembre dell’anno di immatricolazione e la data di laurea.

• Il ritardo alla laurea di un laureato è la parte “irregolare” (fuori corso) degli studi universitari e tiene conto anche del numero dei mesi e dei giorni trascorsi fra la conclusione dell’anno accademico (30 aprile) e la data di laurea.

• L’indice di durata degli studi è definito dall’espressione 1 + R/D, in cui R è il ritardo alla laurea (appena definito) e D è la durata legale del rispettivo corso di laurea (4, 5 o 6 anni). Ad esempio i laureati che hanno concluso un corso quadriennale esattamente al termine del secondo anno fuori corso hanno un indice uguale a 1,50 (ossia 1 + 2,0/4): hanno accumulato un ritardo corrispondente al 50% della durata legale del rispettivo corso di laurea.

• I lavoratori – studenti sono i laureati che hanno dichiarato di avere svolto attività lavorative continuative a tempo pieno per almeno la metà della durata degli studi sia nel periodo delle lezioni universitarie sia al di fuori delle lezioni. Gli studenti – lavoratori sono tutti gli altri laureati che hanno compiuto esperienze di lavoro nel corso degli studi universitari.

Altri particolari schemi di classificazione

• La residenza assume le seguenti modalità:

– stessa provincia della sede degli studi;

– altra provincia della stessa regione;

– altra regione;

– estero.

Ai fini della classificazione dei laureati si è tenuto conto della sede del corso, non sempre coincidente con la sede centrale dell’Ateneo.

• Per la variabile titolo di studio dei genitori si è preso in considerazione il genitore con il titolo di studio più elevato e si sono distinti i casi in cui entrambi i genitori sono laureati da quelli in cui lo è uno solo.

• Per la classe sociale dei laureati si è adottato lo schema proposto da A. Cobalti e A. Schizzerotto, La mobilità sociale in Italia, Bologna, il Mulino, 1994. La classe sociale, definita sulla base del confronto fra la posizione socio–economica del padre e quella della madre del laureato, si identifica con la posizione di livello più elevato fra le due (principio di “dominanza”). Infatti la posizione socio–economica può assumere le modalità borghesia, classe media impiegatizia, piccola borghesia e classe operaia; la borghesia domina le altre tre, la classe operaia occupa il livello più basso, mentre la classe media impiegatizia e la piccola borghesia si trovano in sostanziale equilibrio (nessuna delle due domina l’altra; entrambe dominano la classe operaia e sono dominate dalla borghesia). La classe sociale dei laureati con genitori l’uno dalla posizione piccolo – borghese, l’altro dalla posizione classe media impiegatizia corrisponde alla posizione socio–economica del padre (in questa situazione non sarebbe possibile scegliere fra la classe media impiegatizia e la piccola borghesia sulla base del principio di dominanza).

La posizione socio–economica di ciascun genitore è funzione dell’ultima posizione nella professione:


Ultima posizione nella professione Posizione socio–economica
  • liberi professionisti
  • dirigenti
  • imprenditori con almeno 15 dipendenti
BORGHESIA
  • impiegati con mansioni di coordinamento
  • direttivi o quadri
  • intermedi
CLASSE MEDIA IMPIEGATIZIA
  • lavoratori in proprio
  • coadiuvanti familiari
  • soci di cooperative
  • con meno di 15 dipendenti
PICCOLA BORGHESIA
  • operai, subalterni e assimilati
  • esecutivi
CLASSE OPERAIA

La classe sociale dei laureati con madre casalinga (padre casalingo) corrisponde alla posizione del padre (della madre).

• Il voto di maturità (di cui vengono riportati i valori medi) è calcolato per i titoli conseguiti in Italia ed è espresso in 60–mi anche per i laureati che si sono diplomati a partire dal 1999 e pertanto hanno ottenuto voti di maturità in 100–mi.

• I laureati con conoscenza “almeno buona” delle lingue straniere sono coloro che si sono autovalutati come madrelingua o con un punteggio non inferiore a 4 su 5 (sia per la conoscenza scritta, sia per quella parlata). I laureati con conoscenza “almeno buona” degli strumenti informatici sono coloro che hanno indicato un punteggio non inferiore a 4 su 5.

Stesso corso o stessa classe di laurea in più facoltà

In alcuni casi uno stesso corso di laurea pre–riforma, anziché essere collocato nella stessa facoltà in tutti gli atenei che l’hanno attivato, compare in facoltà differenti, come documentato nelle sezioni per Corso e per Ateneo e Corso. Ad esempio i laureati nel corso di lingue e letterature straniere possono appartenere alle facoltà di Lettere e Filosofia; Lingue e letterature straniere; Lingue, letterature e culture moderne; Scienze della formazione; Magistero (in quest’ultimo caso si tratta di corsi ad esaurimento). Analogamente, per le lauree post–riforma, vi sono classi di laurea a cui appartengono corsi attivati in facoltà differenti a seconda dell’Ateneo; ad esempio troviamo corsi della classe delle lauree scienze del servizio sociale a Economia, Giurisprudenza, Interfacoltà, Lettere e filosofia, Scienze della formazione, Scienze politiche, Scienze sociali e Sociologia.

Avvertenze per l’interpretazione dei dati

Poiché il Profilo documenta tutti i collettivi con almeno 10 laureati, nell’analizzare i dati occorre tenere conto della numerosità di ciascuna popolazione di riferimento.

Per quanto riguarda la regolarità degli studi e il punteggio degli esami, la presenza di laureati non stabili (ossia di studenti che hanno concluso gli studi in università diverse da quella di immatricolazione o che comunque hanno effettuato trasferimenti di facoltà) può dare luogo a distorsioni (come ad esempio voti medi di esame calcolati senza il concorso degli esami sostenuti al di fuori dell’ateneo di laurea o date di immatricolazione che in realtà sono le date di trasferimento nell’ateneo di laurea). Un’analisi della riuscita negli studi universitari che distingua laureati stabili e non stabili sarebbe indubbiamente preferibile, ma la documentazione necessaria a realizzare questa distinzione non è ancora disponibile per tutti gli atenei coinvolti nell’indagine.

Negli ultimi anni le università italiane hanno arricchito la propria offerta formativa sia - prima del 2000 - attivando nuovi corsi di laurea pre-riforma, sia istituendo i corsi post-riforma in applicazione del Decreto 509/99; da queste due categorie di corsi di recente attivazione provengono ora i primi laureati. D’altra parte vi sono anche corsi in via di esaurimento, che è tuttora possibile portare a termine ma da tempo non ammettono immatricolazioni. È ovvio che i corsi di laurea di recente istituzione hanno potuto produrre fino ad ora solo laureati tendenzialmente "veloci" nel concludere gli studi (oltre ai laureati che si sono trasferiti nei nuovi corsi provenendo da precedenti ordinamenti). All’opposto i laureati nei corsi ad esaurimento (come quelli della facoltà di Magistero a Parma o a Sassari) hanno accumulato in buona parte alcuni anni di ritardo. In un’analisi per contemporanei, quale è quella realizzata dal Profilo, in quanto prende in considerazione i laureati che hanno in comune l’anno di laurea ma si sono immatricolati in un ampio arco temporale, tutto ciò richiede una particolare cautela nell’interpretazione dei risultati.