Quanto è efficace la laurea?

Quanto è efficace la laurea?

La coerenza tra la laurea conseguita e il lavoro svolto è un fattore fondamentale per la propria soddisfazione professionale.

Ma in quanti svolgono un lavoro coerente con gli studi fatti?

Per rispondere a questa domanda consideriamo l’efficacia del titolo, che combina la richiesta (formale o sostanziale) della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze acquisite all’università.

L’efficacia della laurea rappresenta una misura soggettiva di coerenza tra studi compiuti e lavoro svolto, in quanto si basa su valutazioni espresse dai laureati occupati. Insieme alle misure normative e a quelle statistiche rappresenta un modo per individuare e analizzare le situazioni di mismatch, orizzontale o verticale.

È importante sottolineare che per i laureati di primo livello, al fine di monitorare in modo adeguato l’efficacia della laurea, si è ritenuto opportuno circoscrivere l’analisi a coloro che, dopo il conseguimento del titolo, non si sono iscritti a un altro corso di laurea.

A un anno dalla laurea

Per quanto riguarda le dichiarazioni dei laureati rispetto all’utilizzo delle competenze acquisite durante gli studi, nonché alla necessità formale o sostanziale del titolo ai fini dell’assunzione, si rileva che nel 2024, a un anno dal conseguimento della laurea, il titolo è “molto efficace o efficace” per il:

  • 60,8% degli occupati di primo livello
  • 68,2% degli occupati di secondo livello

All’opposto, il titolo è valutato “poco o per nulla efficace” dal:

  • 12,8% degli occupati di primo livello
  • 8,1% degli occupati di secondo livello

Rispetto alla precedente indagine, si rileva una diminuzione dei livelli di efficacia:

  • -0,9 punti percentuali per i laureati di primo livello
  • -1,3 punti per quelli di secondo livello.

Complessivamente, il titolo risulta più efficace tra coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il conseguimento del titolo (almeno efficace per il 69,7% degli occupati di primo livello e per il 74,9% degli occupati di secondo livello) rispetto a quanti, invece, proseguono la medesima attività lavorativa iniziata prima della laurea (46,5%53,1%, rispettivamente).

A cinque anni dalla laurea

cinque anni dalla laurea, il titolo è valutato almeno efficace dal:

  • 67,8% degli occupati di primo livello
  • 74,8% degli occupati di secondo livello

Per i laureati a cinque anni, il 2024 mostra una diminuzione dei livelli di efficacia rispetto all’indagine precedente:

  • -1,6 punti percentuali per i laureati di primo livello
  • -0,9 punti per quelli di secondo livello.

Si confermano livelli più elevati di efficacia tra coloro che hanno iniziato a lavorare dopo aver conseguito il titolo (73,5%77,7%, rispettivamente) rispetto a quanti proseguono la medesima attività lavorativa iniziata prima della laurea (55,8%61,3%).

Differenze per gruppo disciplinare

A un anno dalla laurea di primo livello l’efficacia del titolo risulta particolarmente elevata tra i laureati dei gruppi:

  • medico-sanitario (95,0%)
  • educazione e formazione (78,8%)

A fondo scala si trovano i gruppi letterario-umanistico e arte e design, in cui meno del 35% degli occupati ritiene il titolo “molto efficace o efficace”.

Tra i laureati di secondo livello l’efficacia è particolarmente elevata nei gruppi:

  • medico-sanitario e farmaceutico (82,1%)
  • architettura e ingegneria civile (79,8%)
  • educazione e formazione (78,9%)
  • agrario-forestale e veterinario (78,0%)

Decisamente inferiori alla media, invece, i valori osservati nei gruppi politico-sociale e comunicazione e arte e design (entrambi sotto il 50%).

Anche a cinque anni dal titolo si confermano le differenze:

Per i laureati di primo livello i valori più elevati si registrano nel gruppo medico-sanitario (95,9%), mentre le quote più basse si osservano in:

  • arte e design (22,9%)
  • politico-sociale e comunicazione (26,4%)
  • linguistico (27,3%)

Per i laureati di secondo livello i valori più elevati si osservano nei gruppi:

  • medico-sanitario e farmaceutico (90,2%)
  • educazione e formazione (87,8%)
  • informatica e tecnologie ICT (80,7%)
  • architettura e ingegneria civile (80,3%)

I livelli più bassi sono dichiarati dai laureati dei gruppi:

  • politico-sociale e comunicazione (48,6%)
  • economico (59,4%)