Le esperienze di studio all’estero: quanto sono diffuse?

Le esperienze di studio all’estero: quanto sono diffuse?

Le esperienze di studio all’estero dei laureati

Nel 1987 l’adozione del programma Erasmus da parte dell’Unione europea ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo della mobilità internazionale degli studenti universitari.

Da allora, compiere un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal sistema universitario significa, nella grande maggioranza dei casi, partecipare a programmi di mobilità Erasmus.

Tali esperienze sono premianti dal punto di vista occupazionale: a parità di condizioni, chi ha svolto un periodo di studio all’estero riconosciuto dal proprio corso di studio ha il 7,9% di probabilità in più di essere occupato a un anno dal titolo, rispetto a chi non ha maturato alcuna esperienza fuori dai confini nazionali.

La diffusione delle esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea è aumentata fino al 2020, arrivando a coinvolgere l’11,3% dei laureati, per poi ridursi in modo rilevante nel biennio successivo (quando era scesa rispettivamente all’8,5% e all’8,3%) probabilmente per l’emergenza pandemica. Negli ultimi due anni si è registrata una ripresa, che porta al 10,3% la quota di laureati del 2024 con almeno un’esperienza di studio all’estero.

Scendendo più in dettaglio, tra i laureati del 2024 le esperienze di studio all’estero sono realizzate nella maggior parte dei casi (8,6%) con programmi dell’Unione europea (Erasmus in primo luogo), mentre le altre esperienze riconosciute dal corso di studio (Overseas, tesi all’estero, ecc.) sono meno diffuse (meno del 2%).

Laureati degli anni 2014-2024: esperienze di studio all’estero (valori percentuali)

 

Esperienze di studio estero storico

Fonte: AlmaLaurea

Paesi di destinazione più frequenti

Il Paese di destinazione più frequente è la Spagna (29,0%), seguita da Francia (13,1%), Germania (9,4%) e Portogallo (5,8%).

Le destinazioni risentono di mutamenti recenti: il Regno Unito, dopo l’uscita dall’UE, è sceso all’ottava posizione, dopo anni in cui figurava tra i primi quattro paesi di destinazione.

Laureati dell’anno 2024 con esperienza di studio all’estero: Paese di soggiorno (valori percentuali)

 

Esperienze di studio all'estero - Paesi di destinazione

Fonte: AlmaLaurea

Differenze per tipo di corso di laurea

Fra i laureati di primo livello del 2024 le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea hanno coinvolto il 7,8% degli studenti con alcune differenze fra coloro che intendono proseguire con il biennio magistrale (8,5%) e coloro che dichiarano di volersi fermare al primo livello (5,0%) o di voler intraprendere un diverso percorso di studio (7,8%).

Fra i laureati magistrali biennali del 2024 il 13,2% ha svolto l’esperienza nel biennio magistrale e un altro 5,2% non ha partecipato a programmi nel biennio, ma ne aveva già svolti nel primo livello. Complessivamente, quindi, il 18,4% dei laureati magistrali biennali ha almeno un’esperienza di studio all’estero nel proprio curriculum formativo.

Nei corsi di laurea magistrale a ciclo unico la mobilità ha riguardato il 14,8% dei laureati.

Laureati dell’anno 2024: esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea per tipo di corso (valori percentuali)
Esperienze di studio all'estero - tipo di corso

Fonte: AlmaLaurea

Differenze per gruppo disciplinare

Le esperienze di studio all’estero sono frequenti soprattutto nel gruppo linguistico (23,0%), mentre negli altri gruppi riguardano al più il 14,6% dei laureati.

Valori molto bassi si osservano in scienze motorie e sportive (2,6%) ed educazione e formazione (3,7%).

Laureati dell’anno 2024: esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea per gruppo disciplinare (valori percentuali)

Esperienze di studio all'estero - Gruppi disciplinari

Fonte: AlmaLaurea

Differenze per background socio-economico, culturale e formativo

Le condizioni socio-culturali ed economiche della famiglia di origine (livello di istruzione dei genitori e status sociale) costituiscono fattori selettivi nei confronti della possibilità di accesso allo studio all’estero

Tra i laureati con genitori entrambi laureati la partecipazione alle esperienze di studio all’estero è pari al 16,3%, mentre tra i laureati con genitori non diplomati tale partecipazione scende al 7,0% 

Anche il contesto socio-economico di provenienza ha un ruolo importante: per le famiglie di estrazione sociale meno elevata, infatti, un soggiorno all’estero viene verosimilmente visto come un impegno oneroso che le borse Erasmus o altre fonti di finanziamento non sono sufficienti a compensare. 

I laureati che hanno svolto un’esperienza di studio all’estero, infatti, sono il 13,4% tra quelli di estrazione più elevata e il 7,7% tra quelli provenienti da contesti meno favoriti.

Inoltre, lo studio all’estero è più diffuso tra i diplomati liceali (11,0%) rispetto a tecnici (7,4%) e professionali (5,1%).

Laureati dell’anno 2024: esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea per titolo di studio dei genitori e classe sociale (valori percentuali)

Esperienze di studio all'estero - genitori

Fonte: AlmaLaurea

Esami e tesi all’estero

L’82,4% di chi ha studiato all’estero ha sostenuto esami poi convalidati in Italia (91,2% tra i laureati di primo livello; 73,1% tra i magistrali biennali). Tale quota, negli ultimi dieci anni, ha registrato un incremento di oltre 10 punti percentuali.

Il 22,7% di chi ha avuto un’esperienza all’estero ha svolto una tesi o parte della prova finale fuori dall’Italia, quota che sale al 38,8% tra i magistrali biennali.

Valutazione dell’esperienza e competenze linguistiche

L’84,9% dei laureati del 2024 che ha svolto un’esperienza all’estero si dichiara decisamente soddisfatto (il 97,8% includendo anche i moderatamente soddisfatti).

Infine, chi ha studiato all’estero mostra competenze linguistiche più solide: il 92,8% dichiara di avere una conoscenza di almeno una lingua straniera scritta al livello B2 o superiore, contro il 65,4% di chi non ha svolto tali esperienze.