Un master che unisce discipline umanistiche, tecnologie digitali e patrimonio culturale

Un master che unisce discipline umanistiche, tecnologie digitali e patrimonio culturale

Formare figure professionali capaci di mettere in relazione competenze culturali e tecnologiche e di partecipare alla progettazione e alla gestione di iniziative digitali nel settore dei beni culturali è l'obiettivo del Master in Digital Humanities per il patrimonio culturale promosso dall'Università degli Studi di Messina.

Intervista alla direttrice del Master la professoressa Monica Bocchetta.

Cosa si intende per “Digital Humanities per il patrimonio culturale”?

Le Digital Humanities nascono dall’incontro tra le discipline umanistiche e le tecnologie digitali. Applicate al patrimonio culturale, consentono di utilizzare strumenti informatici per studiare, conservare, valorizzare e rendere accessibili beni e risorse culturali.

Nel nostro Master l’attenzione è rivolta in particolare al patrimonio testuale – archivistico, bibliografico, letterario e storico. Non si tratta, quindi, semplicemente di trasformare un documento in formato digitale, ma di imparare a utilizzare strumenti come algoritmi, intelligenza artificiale, banche dati e piattaforme web per organizzare, analizzare e valorizzare i contenuti, rendendoli accessibili e fruibili nel tempo.

È, in sostanza, un ambito nel quale la sensibilità e le competenze umanistiche dialogano con l’innovazione tecnologica.

Come si sviluppa il percorso didattico del Master?

Il Master è costruito per integrare conoscenze teoriche e competenze operative attraverso un percorso progressivo.

Si parte dai fondamenti metodologici delle Digital Humanities, per comprendere come il digitale stia trasformando lo studio e la valorizzazione del patrimonio culturale. Il cuore del percorso è poi dedicato alle competenze tecniche, con attività su codifica dei testi, text mining, knowledge extraction, topic modelling e intelligenza artificiale, affiancate da laboratori su Wikimedia GLAM, HTR e OCR, TEI, programmazione in Python e GIS.

È previsto inoltre un approfondimento degli aspetti giuridici, con particolare attenzione al diritto d’autore, indispensabile nella progettazione di risorse digitali. Il percorso si completa con un project work, individuale o di gruppo, sviluppato sotto la supervisione di esperti del settore.

La didattica è online e organizzata con formula weekend, una modalità pensata anche per favorire la partecipazione di chi è già impegnato professionalmente.

A chi è rivolto e quali profili forma?

Il Master si rivolge a laureati con percorsi differenti. Da una parte, a chi proviene dalle discipline umanistiche - come Lettere, Storia, Arte, Archeologia o Beni culturali - e vuole acquisire competenze digitali specifiche; dall’altra, a laureati di area tecnico-scientifica, ad esempio in Informatica, Architettura o Comunicazione, interessati a specializzarsi nell’ambito del patrimonio culturale.

L’obiettivo è formare una figura professionale capace di mettere in relazione competenze culturali e tecnologiche e di partecipare alla progettazione e alla gestione di iniziative digitali nel settore dei beni culturali, con particolare attenzione al patrimonio librario, documentario e letterario.

Tra le funzioni che queste competenze consentono di svolgere rientrano la gestione di progetti digitali, la cura scientifica e digitale dei contenuti, la progettazione di soluzioni innovative per l’accessibilità e la valorizzazione dei documenti e la creazione e gestione di contenuti, sistemi e applicazioni destinati alla fruizione digitale delle risorse culturali.

Sono previsti stage?

Sì. Lo stage è una parte fondamentale e obbligatoria del Master, perché permette di mettere concretamente alla prova le competenze sviluppate durante il percorso formativo.

Il tirocinio ha una durata di 300 ore e può essere svolto presso istituzioni partner, come biblioteche, musei, archivi e fondazioni culturali, oppure presso aziende private che sviluppano tecnologie e servizi per il settore culturale.

È inoltre possibile proporre una sede diversa tra quelle già convenzionate oppure, quando l’attività svolta è pertinente agli obiettivi formativi del Master, chiedere il riconoscimento della propria attività lavorativa come tirocinio.

Lo stage rappresenta quindi il momento in cui la formazione acquisita durante il Master incontra direttamente contesti professionali e progettuali reali.

Quali prospettive occupazionali ci sono per chi si diploma al Master?

Le competenze sviluppate dal Master possono essere utilizzate in diversi ambiti nei quali patrimonio culturale e innovazione digitale si incontrano.

Tra questi vi sono istituzioni pubbliche e private come archivi, biblioteche, musei, gallerie e teatri; società di consulenza e imprese informatiche che sviluppano software, applicazioni e soluzioni digitali per la cultura; aziende e organizzazioni che si occupano di digitalizzazione, conservazione digitale, divulgazione e gestione di contenuti web e social.

Ulteriori opportunità riguardano il settore dell’editoria e dei media, dalle case editrici digitali alle agenzie di comunicazione culturale e alle testate specializzate.

Il profilo che il Master intende formare è dunque trasversale: una figura in grado di comprendere il valore scientifico e culturale dei contenuti e, nello stesso tempo, di utilizzare gli strumenti digitali necessari per progettarne nuove forme di conservazione, gestione, accesso e valorizzazione.

Scheda Master

Tipologia Master: II livello

Sito web

Posti disponibili: 40

Durata del corso: 1500 ore

Periodo di svolgimento: novembre 2026-novembre 2027

Modalità didattica: on-line con formula weekend

Lingua: italiano

Frequenza: obbligatoria (80%)

Sede del corso: lezioni on-line (Piattaforma Teams) – sede amministrativa: Messina

Scadenza presentazione domande di ammissione: 30 settembre

Modalità di selezione: titoli

Quota di partecipazione: € 1.300,00

Per informazioni: monica.bocchetta@unime.it