Il tema delle retribuzioni è senz’altro uno degli aspetti che desta maggior interesse quando si parla di occupazione dei laureati. L’indagine di AlmaLaurea consente, come ogni anno, di approfondire e completare il quadro sul tema, attraverso le analisi svolte per tipo di corso di laurea e gruppo disciplinare, considerando anche le disparità di genere e le differenze territoriali.
Per tutti i collettivi analizzati, dopo il calo registrato negli ultimi due anni, soprattutto a causa dei forti livelli di inflazione, i livelli retributivi mensili netti osservati nel 2024 risultano in aumento rispetto al 2023. Tale tendenza riporta le retribuzioni reali su valori prossimi a quelli del 2021, anno in cui si sono registrati i più alti livelli retributivi del periodo di osservazione.
Nel 2024 la retribuzione mensile netta a un anno dal titolo è pari a 1.492 euro per i laureati di primo livello e a 1.488 euro per i laureati di secondo livello. Rispetto alla precedente indagine, tali valori risultano in aumento del 6,9% e del 3,1%.
Su tali tendenze incide la diversa diffusione del lavoro part-time, che nel 2024 coinvolge il 17,3% dei laureati di primo livello e il 14,2% di quelli di secondo livello.
A cinque anni dal titolo, la retribuzione mensile netta è pari a 1.770 euro per i laureati di primo livello e a 1.847 euro per i laureati di secondo livello. Anche in questo caso, i valori sono in aumento rispetto all’indagine precedente (+2,9% e +3,6%).
L’analisi temporale condotta sui laureati del 2019 consente di apprezzare un forte aumento dei salari reali tra uno e cinque anni: +24,0% tra i laureati di primo livello (da 1.427 a 1.770 euro) e +24,2% tra i laureati di secondo livello (da 1.487 a 1.847 euro).
Differenze per gruppo disciplinare
Tra i laureati di primo livello, a un anno dalla laurea, retribuzioni più elevate sono associate ai gruppi:
- giuridico (1.742 euro)
- ingegneria industriale e dell’informazione (1.703 euro)
- medico-sanitario (1.657 euro)
- informatica e tecnologie ICT (1.653 euro)
Tra i laureati di secondo livello, invece, i livelli retributivi più alti si osservano nei gruppi
- ingegneria industriale e dell’informazione (1.783 euro)
- informatica e tecnologie ICT (1.777 euro)
- medico-sanitario e farmaceutico (1.660 euro)
Retribuzioni nettamente inferiori alla media si rilevano nei gruppi educazione e formazione, arte e design e linguistico (per il primo livello) e nei gruppi psicologico, giuridico, scienze motorie e sportive, letterario-umanistico e arte e design (per il secondo livello), con valori prossimi ai 1.200 euro.
A cinque anni dal titolo, le retribuzioni più consistenti restano associate ai gruppi di informatica e ingegneria industriale, con valori intorno o superiori ai 2.000 euro. A fondo scala si confermano i laureati del gruppo educazione e formazione.
Variazione retribuzioni tra 1 e 5 anni dalla laurea
L’analisi temporale condotta sui laureati del 2019 mostra un generale aumento, rispetto alla rilevazione svolta sulla medesima coorte a un anno dal titolo, delle retribuzioni per tutti i gruppi disciplinari in esame.
Tra i laureati di primo livello questo è verificato, in particolare, per i gruppi:
- arte e design (+36,6%)
- linguistico (+35,2%)
- economico (+33,3%)
L’aumento retributivo più contenuto, al contrario, si rileva per i gruppi:
- educazione e formazione (+10,7%)
- medico-sanitario (+12,2%)
Tra i laureati di secondo livello, a rilevare un maggior aumento retributivo, con incrementi che superano il 60%, sono i laureati dei gruppi:
- giuridico
- psicologico
Tali incrementi superano il 40% per i gruppi:
- architettura e ingegneria civile (+50,0%)
- agrario-forestale e veterinario (+42,2%)
- scienze motorie e sportive (+40,5%)
Aumenti retributivi decisamente più contenuti si osservano, invece, tra i laureati di secondo livello, nei gruppi:
- educazione e formazione (+4,1%)
L’unico gruppo disciplinare in cui si registra una diminuzione nella retribuzione nel passaggio da uno a cinque anni è quello medico-sanitario e farmaceutico (-2,5%); si tratta di laureati che nel 2020, a un anno dalla laurea, furono ampiamente reclutati a causa dell’emergere della pandemia.
Naturalmente, tali andamenti dipendono anche dalla situazione retributiva osservata a un anno dalla laurea.
Infatti, gli incrementi retributivi maggiori sono generalmente osservati all’interno dei gruppi che a un anno dal titolo percepivano retribuzioni modeste; viceversa, le variazioni più contenute, seppure rilevanti, sono osservate nei gruppi che mostravano già a un anno retribuzioni elevate.
Ciò tuttavia non è confermato in tutti i gruppi disciplinari: ad esempio, i laureati di primo livello di educazione e formazione, che a un anno dal titolo presentavano livelli retributivi tra i più bassi, ancora a cinque anni risultano penalizzati.
Laureati degli anni 2023 e 2019 occupati a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo: retribuzione mensile netta per gruppo disciplinare e tipo di corso (valori medi in euro)

Fonte: AlmaLaurea
Differenze di genere
La rilevazione del 2024 conferma le note differenze di genere.
A un anno dalla laurea, gli uomini percepiscono una retribuzione più elevata rispetto alle donne del 17,5% tra i laureati di primo livello (1.634 contro 1.391 euro) e del 13,5% tra i laureati di secondo livello (1.597 contro 1.407 euro).
Rispetto all’indagine del 2023, il differenziale di genere è aumentato per i laureati di primo livello (era +12,9%, sempre a favore degli uomini) e in lieve calo per i laureati di secondo livello (era +14,7%).
Tale risultato è dovuto, per i laureati di primo livello, a un aumento delle retribuzioni reali per gli uomini quasi doppio rispetto a quello rilevato per le donne (+8,9% contro +4,7% nell’ultimo anno). Per i laureati di secondo livello, invece, il differenziale è diminuito a seguito di un incremento più consistente delle retribuzioni reali per le donne (+3,6%) rispetto a quello osservato per gli uomini (+2,5%).
Le differenze di genere nei livelli retributivi si attenuano considerevolmente se si considerano i soli laureati che hanno iniziato l’attuale attività lavorativa dopo la laurea e lavorano a tempo pieno: complessivamente, tra i laureati di primo livello il divario si riduce al 4,9% (1.588 euro contro 1.514), mentre tra i laureati di secondo livello, pur rimanendo elevato, si attesta all’8,6%.
Tale vantaggio retributivo è confermato, seppur con diversa intensità, in quasi tutti i gruppi disciplinari.
Tra i laureati di primo livello, il differenziale, sempre a favore degli uomini, è maggiore tra i gruppi:
- giuridico (+17,2%)
- agrario-forestale (+15,8%)
- arte e design (+14,1%)
Tra i laureati di secondo livello, invece, i differenziali retributivi più elevati, sempre a favore degli uomini, si registrano nei gruppi:
- medico-sanitario e farmaceutico (+8,5%)
- architettura e ingegneria civile (+7,8%)
- ingegneria industriale e dell’informazione (+6,4%)
Laureati dell’anno 2023 occupati a un anno dal conseguimento del titolo: retribuzione mensile netta per gruppo disciplinare, genere e tipo di corso (valori medi in euro)

Fonte: AlmaLaurea
A cinque anni dalla laurea, gli uomini percepiscono una retribuzione più elevata rispetto a quella delle donne del:
- 14,8% tra i laureati di primo livello (1.935 euro rispetto a 1.686 euro)
- 16,8% tra i laureati di secondo livello (2.012 euro rispetto a 1.722 euro).
Anche in tal caso le differenze di genere si attenuano, pur rimanendo consistenti, se si considerano i soli laureati che hanno iniziato l’attuale attività lavorativa dopo la laurea e lavorano a tempo pieno: complessivamente, il divario è pari a:
- 10,5% tra i laureati di primo livello (1.966 euro rispetto a 1.779 euro delle donne)
- 13,7% tra i laureati di secondo livello (2.018 euro rispetto a 1.775 euro delle donne).
Le differenze di genere sono confermate all’interno di ciascun gruppo disciplinare, laddove le numerosità siano sufficienti a garantire confronti attendibili.
Tra i laureati di primo livello a cinque anni dalla conclusione degli studi, il differenziale retributivo, a favore degli uomini, è particolarmente evidente nel gruppo economico (+17,4%).
Tra i laureati di secondo livello, invece, gli uomini percepiscono più delle donne in particolare nei gruppi informatica e tecnologie ICT (+16,9%) e architettura e ingegneria civile (+12,2%).
Si confermano, infine, differenze di genere anche rispetto alla presenza di figli all’interno del nucleo familiare.
Considerando, in particolare, i soli laureati di secondo livello che lavorano a tempo pieno e hanno iniziato l’attuale lavoro dopo il conseguimento del titolo, a un anno dalla laurea, la componente maschile percepisce retribuzioni più elevate rispetto a quella femminile sia tra i laureati senza figli (+8,5%; 1.612 euro per gli uomini e 1.486 euro per le donne) sia, e soprattutto, tra quanti hanno figli (+20,7%; 1.846 euro contro 1.529 euro).
I differenziali, sempre a favore della componente maschile, sono confermati anche a cinque anni dalla laurea di secondo livello: +12,9% tra i laureati che non hanno figli, +25,8% tra i laureati che ne hanno almeno uno.
Laureati dell’anno 2019 occupati a cinque anni dal conseguimento del titolo: retribuzione mensile netta per gruppo disciplinare, genere e tipo di corso (valori medi in euro)

Fonte: AlmaLaurea
Differenze territoriali
L’analisi per ripartizione geografica di lavoro evidenzia importanti differenze retributive che vedono avvantaggiati i laureati che lavorano al Nord e, soprattutto, all’estero, rispetto a coloro che lavorano nel Mezzogiorno.
A un anno dal conseguimento del titolo, il vantaggio retributivo degli occupati al Nord è del:
- 5,2% tra i laureati di primo livello (percepiscono in media 1.508 euro rispetto ai 1.433 di quelli del Mezzogiorno);
- 15,7% tra i laureati di secondo livello (1.521 euro rispetto ai 1.315 euro del Mezzogiorno).
Rispetto all’indagine del 2023 si registra una diminuzione del differenziale retributivo tra i laureati di primo livello (era +6,4%, sempre a favore del Nord), dovuta a un aumento più consistente delle retribuzioni reali tra gli occupati del Mezzogiorno (+7,8%) rispetto a quelli del Nord (+6,6%).
Tra i laureati di secondo livello, invece, rispetto alla rilevazione del 2023 si registra una sostanziale stabilità del differenziale retributivo (era +15,2%, sempre a favore del Nord): l’aumento delle retribuzioni reali è infatti del +3,4% per gli occupati al Nord e del +3,0% per gli occupati nel Mezzogiorno.
È all’estero, tuttavia, che si concentrano le retribuzioni più elevate, già a un anno dal titolo: 1.895 euro tra i laureati di primo livello e 2.159 euro tra quelli di secondo livello. (in parte è legato al diverso costo della vita).
Anche a cinque anni dal conseguimento del titolo le evidenze fin qui delineate sono sostanzialmente confermate, evidenziando il vantaggio retributivo degli occupati al Nord rispetto a quanti lavorano nel Mezzogiorno:
- +11,5% tra i laureati di primo livello (1.768 euro al Nord rispetto ai 1.585 euro del Mezzogiorno);
- +10,9% tra i laureati di secondo livello (rispettivamente, 1.849 e 1.668 euro).
Infine, le retribuzioni di chi lavora all’estero sono decisamente più alte: in media pari a circa 2.800 euro mensili netti, sia tra i laureati di primo livello sia tra quelli di secondo livello.
Laureati degli anni 2023 e 2019 occupati a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo: retribuzione mensile netta per ripartizione geografica di lavoro e tipo di corso (valori medi in euro)

Fonte: AlmaLaurea
I fattori che incidono sulla retribuzione mensile netta dei laureati a un anno dal titolo
Uno specifico approfondimento ha analizzato congiuntamente i molteplici fattori che incidono sulla retribuzione mensile netta dei laureati a un anno dal titolo.
Sintetizzando le principali evidenze, emerge che, a parità di altre condizioni, si conferma il vantaggio retributivo dei laureati di secondo livello rispetto a quelli di primo livello, pari a 76 euro netti in più al mese.
Un effetto determinante sui differenziali retributivi dei neolaureati è dato, a parità delle altre condizioni osservate, dal gruppo disciplinare.
Rispetto ai laureati del gruppo politico-sociale e comunicazione, percepiscono in media retribuzioni significativamente superiori i laureati dei gruppi:
- medico-sanitario e farmaceutico (+305 euro mensili netti)
- ingegneria industriale e dell’informazione (+218 euro)
- informatica e tecnologie ICT (+185 euro)
- economico (+116 euro)
- educazione e formazione (+104 euro)
- scienze motorie e sportive (+103 euro)
- scientifico (+95 euro)
All’opposto, risultano più svantaggiati i laureati del gruppo giuridico (-102 euro mensili netti).
Inoltre, si confermano significative le tradizionali differenze di genere: a parità di condizioni, gli uomini percepiscono in media 59 euro netti in più al mese rispetto alle donne.
Si rilevano differenziali retributivi anche in termini territoriali: chi lavora al Nord percepisce in media +66 euro netti rispetto a chi lavora nel Mezzogiorno, mentre chi lavora al Centro ha un vantaggio di +45 euro. Decisamente più marcato è il vantaggio per chi lavora all’estero, pari a +619 euro netti al mese. È opportuno tuttavia ricordare che le differenze nel costo della vita tra Paesi e aree territoriali incidono sui livelli retributivi.
Ulteriori differenze si osservano in funzione dell’orario di lavoro: chi lavora a tempo pieno percepisce +328 euro netti rispetto a chi lavora part-time involontario, mentre il part-time scelto comporta comunque un piccolo vantaggio (+31 euro) rispetto al part-time non volontario.
Anche le caratteristiche specifiche del lavoro evidenziano, a parità di condizioni, importanti differenze retributive. In termini contrattuali, rispetto a chi è occupato con contratti a tempo determinato:
- +233 euro per chi svolge un’attività in proprio
- +32 euro per chi è assunto con un contratto a tempo indeterminato
- -318 euro per chi lavora con altre forme contrattuali (tirocini, assegni di ricerca, attività non regolamentate)
Anche il settore e il ramo di attività economica incidono in misura significativa: rispetto ai servizi sociali e personali, emergono vantaggi consistenti per chi lavora nel credito e assicurazioni (+264 euro), nella metalmeccanica (+177 euro), nella sanità (+157 euro), nella chimica/energia (+144 euro), nell’informatica (+140 euro), nell’edilizia (+137 euro) e nella pubblica amministrazione (+136 euro).
In relazione alla professione svolta, si registra un vantaggio di +65 euro per chi ricopre ruoli imprenditoriali, dirigenziali o professioni intellettuali e di elevata specializzazione rispetto ad altre professioni.
Infine, anche la dimensione aziendale ha un impatto: rispetto a chi lavora in imprese fino a 9 addetti, i vantaggi retributivi sono pari a +116 euro (10-49 addetti), +163 euro (50-249 addetti) e +206 euro (oltre 250 addetti).